L'ormone tireotropo - meglio noto come TSH - è un ormone peptidico secreto dalle cellule tireotrope dell'ipofisi anteriore.
La secrezione di TSH (Thyroid Stimulating Hormone) è controllata dall'ormone ipotalamico TRH (Thyrotropin Releasing Hormone) e dal livello plasmatico degli ormoni tiroidei, esattamente come illustrato in figura; è quindi soggetta ad un duplice controllo: da un lato viene stimolata dal fattore ipotalamico TRH e dall'altro viene inibita da quegli ormoni tiroidei che il TSH stesso ha contribuito a produrre. Viceversa, il calo di questi ultimi provoca un aumento del TSH, che a sua volta stimola la secrezione tiroidea. 
In entrambi i casi gli ormoni secreti dalla tiroide agiscono sia direttamente a livello dell'adenoipofisi, che indirettamente a livello ipotalamico. Per questo fine meccanismo regolatorio si parla di asse ipotalamo-ipofisi-tiroideo, spesso illustrato a fini didattici come esempio lampante di feedback negativo. Anche un brusco calo della temperatura ambientale induce l'ipotalamo ad aumentare la secrezione di TRH, con aumento dei livelli plasmatici di TSH (gli ormoni tiroidei accelerano il metabolismo, quindi la produzione di calore). All'occorrenza, l'ipotalamo può anche rallentare la secrezione di TSH attraverso la somatostatina.
L'ormone tireotropo agisce a livello della tiroide, stimolandone l'accrescimento e l'attività endocrina (biosintesi e secrezione ormonale). Gli ormoni prodotti da questa ghiandola, entrambi contenenti iodio, si chiamano triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), che copre da sola il 90% della secrezione. Come tutti gli ormoni peptidici, il TSH espleta la propria azione biologica interagendo con specifici recettori di membrana; in una particolare malattia, nota come morbo di Basedow, anticorpi anomali si legano a questi recettori mimando l'azione biologica del TSH. Ne risulta uno stimolo eccessivo dell'attività tiroidea, con una sindrome clinica sostenuta dall'eccesso di T3 e T4 (tireotossicosi), spesso accompagnata a gozzo, cioè ad un aumento - in questo caso diffuso ed uniforme - della ghiandola tiroide. Per quanto detto, nei pazienti con morbo di Graves i livelli di TSH sono estremamente bassi, per non dire assenti (poiché la secrezione di tireotropina viene inibita dall'eccesso di ormoni tiroidei). Ne risulta che in questa e in tutte le altre malattie della tiroide, per ottenere preziose informazioni sulla sua attività, è necessario valutare i livelli plasmatici sia di TSH, che di T4 e talvolta di T3.
Il TSH è l'indagine più accurata per la diagnosi sia di ipertiroidismo che di ipotiroidismo e per la valutazione della terapia farmacologica intrapresa. In soggetti sani adulti il TSH ematico varia da 0,4 a 4 µU/ml (con intervalli di riferimento variabili da laboratorio a laboratorio anche in relazione alle caratteristiche del paziente).
TSH |
T3 |
Interpretazione |
|
Elevato |
Normale |
Normale |
Ipotiroidismo moderato (subclinico) |
Elevato |
Basso |
Basso normale |
Ipotiroidismo manifesto |
| Norma. | Normale | Normale | Eutiroidismo (paziente sano) |
Basso |
Normale |
Normale |
Ipertiroidismo moderato (subclinico) |
Basso |
Elevato normale |
Elevato normale |
Ipertirodismo manifesto |
Basso |
Basso normale |
Basso normale |
Raro ipotiroidismo |
Ipotiroidismo primitivo (se la tiroide non sintetizza adeguate quantità dei suoi ormoni, l'ipofisi e l'ipotalamo cercano di stimolarla aumentando la sintesi di TSH): ipotiroidismo congenito (cretinismo), ipotiroidismo acquisito (ad es. per carenza iodica, asportazione chirurgica della tiroide; effetti cronici del trattamento con iodio radioattivo).
Resistenza periferica e/o ipofisaria all'azione degli ormoni tiroidei.
Somministrazione di farmaci antitiroidei (tionamidi - metimazolo, propiltiouracile).
Ipersecrezione "autonoma" ipofisaria: adenomi secernenti TSH.
Insufficiente assunzione di ormoni tiroidei (ad es. eutirox) nel trattamento dell'ipotiroidismo.
Produzione paraneoplastica ectopica di sostanze simili al TSH (ad esempio in presenza di tumori maligni a varia sede: polmoni, apparato gastrointestinale, mammella, utero, prostata ecc.).
Ipertiroidismo primitivo: morbo di Graves, noduli caldi singoli o multipli, gozzo tossico multinodulare.
Ipotiroidismo secondario o terziario, rispettivamente legato all'incapacità dell'ipofisi di secernere TSH e dell'ipotalamo di secernere TRH; per distinguere le due forme vengono misurati i valori di TSH dopo iniezione di TRH: se aumentano il problema è a livello ipotalamico (ad es. tumori ipotalamici), mentre se rimangono bassi il problema è a livello ipofisario (ad es. adenomi ipofisari).
Primo trimestre di gravidanza.
Eccessiva assunzione di ormoni tiroidei (ad es. eutirox) nel trattamento dell'ipotiroidismo.
Numerosi farmaci possono diminuire od aumentare i livelli di TSH (aspirina, interferone, glucocorticoidi, antagonisti dopaminergici, somatostatina e bexarotene). Per questo motivo, prima di eseguire l'analisi del TSH ematico è importante informare il medico sulle eventuali terapie farmacologiche in corso.
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