Trigliceridi bassi, Ipotrigliceridemia

Ipotrigliceridemia è il termine medico con cui si indicano bassi livelli di trigliceridi nel sangue. I valori considerati normali oscillano indicativamente tra i 40 ed i 170 mg/dL, come riportato in tabella.

 

Trigliceridemia e rischio cardiovascolare
mg/dL mmol/L Interpretazione

< 150

<1.7

Valori desiderabili

150-199 1.7-2.2 Trigliceridemia vicina ai valori limite che delineano l'eccesso
200-499 2.3-5.6 Trigliceridemia elevata
>500 >5.6 Trigliceridemia molto elevata

 

Basse concentrazioni di trigliceridi nel sangue generalmente non costituiscono un problema, ma quando sono particolarmente esigue possono riflettere una malattia sottostante.

Trigliceridi bassi si registrano tipicamente nelle persone malnutritie o che seguono una dieta particolarmente povera di grassi e carboidrati. Anche una tiroide troppo funzionante (ipertiroidismo), un fegato malandato e disordini metabolici su base genetica (abetalipoproteinemia, ipobetalipoproteinemia), sono tipiche cause di ipotrigliceridemia. Infine, bassi livelli di trigliceridi nel sangue si registrano in presenza di celiachia ed altre condizioni che interferiscono con il normale assorbimento intestinale.

Tutte le condizioni e le malattie sopraelencate producono sintomi caratteristici, per cui una persona in perfetta salute che non lamenta sintomi o disturbi particolari, non dovrebbe preoccuparsi eccessivamente di un'eventuale ipotrigliceridemia. Nell'atleta di endurance, bassi valori di trigliceridi - diminuiti rispetto ai controlli precedenti - possono essere un segno di sovrallenamento.

Tra i farmaci che possono diminuire i livelli di trigliceridi nel sangue vi sono l'acido ascorbico, i fibrati, le statine, l'acido nicotinico e, tra gli integratori, l'olio di pesce e le fibre alimentari (inclusi i prebiotici).


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