Trigliceridemia

Introduzione

Trigliceridemia è un termine medico che descrive la presenza di trigliceridi nel sangue. Si parla rispettivamente di eutrigliceridemia, ipotrigliceridemia ed ipertrigliceridemia, quando tale valore rientra nella norma, è troppo basso oppure è troppo alto.

  • Eutrigliceridemia (o normotrigliceridemia) → i valori di trigliceridi sono normali
  • Ipertrigliceridemia → i valori di trigliceridi sono troppo alti
  • Ipotrigliceridemia → i valori di trigliceridi sono troppo bassi

Importanza del digiuno prima dell'esame: dieta e trigliceridi

La trigliceridemia si valuta mediante un'apposita analisi su un piccolo campione di sangue venoso. Il prelievo dev'essere effettuato al mattino, a digiuno da almeno 12 ore (è concessa soltanto l'acqua). I trigliceridi, infatti, vengono sintetizzati in parte dall'organismo ed in parte assunti con la normale alimentazione. Di conseguenza, se l'apporto di calorie è elevato, anche i livelli di trigliceridi aumentano; ciò è vero sia quando gli eccessi alimentari derivano direttamente dai grassi, sia quando provengono dai carboidrati. Il nostro organismo, infatti, riesce a trasformare in trigliceridi i carboidrati assunti in eccesso rispetto ai fabbisogno.

 

Trigliceridemia e rischio cardiovascolare

mg/dL mmol/L Interpretazione

< 150

<1.7

Valori desiderabili

150-199 1.7-2.2 Trigliceridemia vicina ai valori limite che delineano l'eccesso
200-499 2.3-5.6 Trigliceridemia elevata
>500 >5.6 Trigliceridemia molto elevata

Preparazione all'esame

Prima di effettuare il prelievo ricorda di:

rimanere a digiuno per almeno 12-14 ore (dopo un pasto la trigliceridemia può aumentare anche di 5-10 volte rispetto ai valori basali). Per lo stesso motivo la sera precedente all'esame consuma un pasto leggero ed equilibrato.

Evita l'assunzione di alcol nei due o tre giorni precedenti al test.

Evita gli eccessi alimentari per almeno 4-5 giorni prima dell'esame.

Anche l'attività fisica andrebbe limitata nelle 48 ore che precedono il test.

L'alcol e certi farmaci possono alterare la trigliceridemia. Tra i medicinali che aumentano i livelli di trigliceridi nel sangue rientrano i beta bloccanti, gli estrogeni, le pillole anticoncezionali, i retinoidi, la colestiramina, gli inibitori delle proteasi e certi antipsicotici. L'effetto opposto (ipotrigliceridemia) è prodotto da farmaci come l'acido ascorbico, i fibrati, le statine, l'acido nicotinico e, tra gli integratori, l'olio di pesce e le fibre alimentari (inclusi i prebiotici).

Cause di trigliceridi alti e bassi

Cause di ipotrigliceridemia   Cause di ipertrigliceridemia

Malnutrizione

Diete particolarmente povere di grassi e carboidrati

Ipertiroidismo

Disfunzioni epatiche

Sindrome da malassorbimento

Abetalipoproteinemia, Ipobetalipoproteinemia

Dieta povera di proteine e ricca di carboidrati

Cirrosi

Ipotiroidismo

Pancreatite

Diabete non adeguatamente trattato

Sindrome nefrotica

Iperlipoproteinemia familiare (rara)

alcolismo

Sovrappeso ed obesità

Fumo di sigaretta e sedentarietà

Sindrome metabolica

Perché si misura?

La trigliceridemia viene generalmente misurata per valutare il rischio cardiovascolare del paziente. Alti livelli di trigliceridi nel sangue possono favorire la crescita di placche aterosclerotiche ed ostacolare la dissoluzione dei trombi, aumentando il rischio di subire incidenti cardiovascolari come infarto ed ictus. L'ipertrigliceridemia, inoltre, può causare uno stato di sofferenza del pancreas.


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