TRH

Ruolo biologico e funzioni nell'organismo

TRH, acronimo di Thyrotropin Releasing Hormone, è un tripeptide ipotalamico dotato di un importante azione endocrina. Il TRH - altrimenti noto come TRF, acronimo di Thyrotropin Releasing Factor - agisce infatti su particolari cellule dell'ipofisi anteriore, stimolandole a secernere TSH e prolattina. Ipofisi e feedbackIl TSH, a sua volta, ha come organo bersaglio la tiroide, dove esalta la sintesi e la secrezione ormonale aumentando il rilascio di T3 e T4.

Come illustrato in figura, la secrezione di TSH (Thyroid Stimulating Hormone) è controllata anche dal livello plasmatico degli ormoni tiroidei, che al contrario del TRH esplicano un effetto inibitorio sia sul rilascio di TSH che nei riguardi del TRH stesso (e dei suoi recettori a livello ipofisario). Viceversa, bassi livelli plasmatici di ormoni tiroidei attivano il meccanismo omeostatico opposto, aumentando la secrezione di TRH ed il conseguente rilascio di TSH. Anche un brusco calo della temperatura ambientale stimola l'ipotalamo ad aumentare la secrezione di TRH, dato che gli ormoni tiroidei accelerano il metabolismo, quindi la produzione di calore.

Oltre a stimolare la secrezione di prolattina e TSH, il TRH possiede attività extraendocrine non ancora perfettamente chiarite. Non a caso, sottoforma di precursore (pro-TRH), viene secreto in molti tessuti extraipotalamici, come la stessa tiroide (cellule C parafollicolari), il pancreas, il miocardio e gli organi riproduttivi.

Test di stimolo al TRH

Dopo la somministrazione esogena di TRH, i livelli di TSH raggiungono le massime concentrazioni plasmatiche entro 20-30 minuti. Una mancata risposta dei livelli di TSH all'iniezione di 200 µg di TRH si osserva in presenza di ipertiroidismo, ipotiroidismo secondario correlato ad insufficienza ipofisaria e terapia con desametasone o corticosteroidi. Una risposta esagerata a questo test si osserva invece nei pazienti con ipotiroidismo primario, dovuto quindi a problemi tiroidei.

Per valutare la risposta del paziente all'iniezione di TRH, è ovviamente necessario confrontare i livelli di TSH post-somministrazione con quelli basali; l'esame richiede quindi un duplice prelievo di sangue venoso.

Oltre a valutare la riserva ipofisaria di TSH, il test di stimolo al TRH può valutare la riserva ipofisaria di prolattina. Dopo l'iniezione dell'ormone, la prolattinemia raggiunge i massimi livelli entro 10-30 minuti. Una mancata risposta al TRH si osserva nel panipopituitarismo e nei soggetti affetti da tumori prolattino-secernenti con iperprolattinemia.



Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015