Transaminasi

Transaminasi Introduzione: gli enzimi
Valori normali delle transaminasi
LDH (latticodeidrogenasi)
Fosfatasi alcalina (FA)
Transaminasi glutammico-ossalacetica (GOT) o aspartato-aminotransferasi (AST)
Transaminasi glutammico-piruvica (GTP) o alanina-aminotransferasi (ALT)
Le transaminasi
Cause di transaminasi alte
Gamma-GT (gamma glutamil-transpepetidasi)
Ornitil carbamil transferasi (OCT) - Aldolasi

Gli enzimi

Gli enzimi costituiscono la classe più ampia e più altamente specializzata di molecole proteiche. Essi catalizzano (cioè accelerano) la velocità delle migliaia di reazioni chimiche che, nell'insieme, formano il metabolismo delle cellule. Infatti, quasi tutte le reazioni chimiche che avvengono nell'organismo, senza la presenza degli enzimi, avverrebbero troppo lentamente per avere valore biologico. Quindi, in altre parole, gli enzimi sono dei biocatalizzatori, cioè hanno la proprietà di accelerare la velocità delle reazioni chimiche senza apparire fra i prodotti della reazione, cioè alla fine si ritrovano nelle stesse condizioni e nella stessa quantità i cui si trovavano all'inizio della reazione.
Agiscono in quantità piccolissime, non proporzionali all'entità della reazione che catalizzano. Inoltre, alla fine della reazione, possono essere nuovamente utilizzati, cioè non vengono consumati.

Gli enzimi agiscono solo sulla velocità della reazione. Inoltre, sono altamente specifici, tanto che si ha un enzima diverso per ciascuna reazione biologica. Questo è dettato dal fatto che l'attività di un enzima può espletarsi solo qualora esso si leghi al suo substrato (la sostanza che reagisce per azione dell'enzima); nel momento del legame, il substrato si trova in condizioni di attivazione e reagisce facilmente.

Le transaminasi

TransaminasiLe transaminasi sono enzimi che intervengono nella transamminazione, cioè nella trasformazione  di un aminoacido in un altro; perciò partecipano alla trasformazione degli aminoacidi in energia, soprattutto se ci si trova di fronte ad uno sforzo fisico lungo ed impegnativo. Esse si trovano in ogni distretto del nostro organismo, per questo sono definite enzimi ubiquitari, ma sono particolarmente abbondanti nel fegato e nel muscolo scheletrico striato (quello che si contrae secondo la nostra volontà).
Le transaminasi, più precisamente, catalizzano reazioni di trasferimento di un gruppo amminico (-NH2) da un amminoacido donatore (di solito il glutammato) su un α-chetoacido accettore.  Contengono inoltre un coenzima vitaminico, il piridossal fosfato (PLP), che durante la reazione riceve il gruppo amminico dal glutammato e diventa piridossamina fosfato (PMP).
Quando le cellule epatiche (epatociti) o quelle dei muscoli (miociti) sono danneggiate e si rompono, le transaminasi fuoriescono e si riversano nel sangue aumentando la loro concentrazione.

Le transaminasi sono:

la glutammico-ossalacetica (GOTo AST, aspartato-aminotransferasi, presente in muscoli e miocardio) e la glutammico-piruvica (GPT o ALT, alanina-aminotransferasi, presente nelle cellule epatiche); esistono però anche altri enzimi analoghi alle transaminasi e sono tutti indici di grave necrosi epatocellulare, oltre che di altri organi. Questi sono  la lattico deidrogenasi (LDH), la gamma-glutamil-transpeptidasi (Gamma-Gt), la fosfatasi alcalina (FA), l'ornitil-carbamil-transferasi (OCT) e l'aldolasi.

Esiste un gruppo di esami specifici per valutare lo stato funzionale ed, anche entro certi limiti, anatomico degli epatociti. Questi esami esprimono lo stato di permeabilità delle membrane cellulari: se esiste una sofferenza degli epatociti, la membrana di queste cellule non è più in grado di svolgere le normali funzioni di barriera, quindi è più permeabile che di norma. Naturalmente, questa abnorme permeabilità è soprattutto rilevante in presenza  di necrosi (morte)  degli epatociti, quando queste cellule riversano all'esterno tutto il loro contenuto.
Questi test sono molto sensibili e mettono in evidenza anche piccole alterazioni funzionali degli epatociti in cui sia presente uno stato di sofferenza della membrana cellulare; se sono alterati in modo elevato, indicano, invece, l'esistenza di un processo necrotico.
Le transaminasi, come tutti gli enzimi, sono espresse in Unità Internazionali, intendendo con questo termine la quantità di enzima che trasforma una micromole del substrato in un minuto.
In presenza di malattie epatiche acute o croniche, si può rilevare nel sangue l'aumento delle concentrazioni di diversi enzimi, ed in particolare:


GOT o AST: valore normale (v.n.) 0-29 milliunità (mU) su millilitro (ml)
GPT o ALT: v.n. 0-30 mU/ml
LDH : v.n. 80-300 mU/ml
Gamma Gt : v.n. 5-36 mU/ml nell'uomo; 4-23 mU/ml nella donna
FA: v.n. 20-28 mU/ml
OCT : v.n. 8-20 mU/ml
Aldolasi : v.n. 0,9-6,5 mU/ml

Questi parametri sono i più impiegati ed i più sensibili, anche se, in realtà, questi valori non sono uno standard uguale in tutti i laboratori, poiché in rapporto alla diverse metodiche eseguite vi possono essere delle piccole differenze.  La loro alterazione indica sempre l'esistenza di una modificazione della normale permeabilità della membrana epatocitaria: in caso di lesione degli epatociti ed, a maggior ragione, in presenza di necrosi, la membrana di queste cellule non potrà adempiere alla sua normale funzione di barriera permettendo la fuoriuscita degli enzimi intracellulari, la cui concentrazione nel sangue risulterà, perciò, superiore ai livelli normali.
Infatti, piccole quantità di questi enzimi, sono sempre presenti in circolo anche in condizioni fisiologiche, per cui il loro incremento non rappresenta un fenomeno del tipo "tutto o nulla", ma costituisce un fenomeno quantitativo, cioè proporzionale al grado della lesione presente a livello della membrana cellulare degli epatociti.


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