Transaminasi

LDH (latticodeidrogenasi)

Transaminasiè un enzima che catalizza l'ossidazione dell'acido lattico ad acido piruvico. È contenuto in numerosi tessuti, soprattutto quelli con attiva metabolizzazione del glucosio come muscolo, fegato, cuore e rene. Per tale motivo, non è un indice molto sensibile di alterazione epatocellulare, potendo aumentare anche in corso di infarto del miocardio, necrosi dei muscoli scheletrici, anemie emolitiche, leucemie e processi neoplastici, oltre che in corso di epatopatie acute e croniche. Il siero umano ne contiene una piccola quantità proveniente probabilmente dalla normale lisi cellulare e dagli eritrociti (globuli rossi) ed il suo livello aumenta in modo significativo in seguito a lesioni di organi e tessuti vari. I suoi valori normali sono compresi tra 80 e 300 mU/ml.


PATOLOGIA


è sufficiente anche un piccolo danno tissutale perché l'attività totale della LDH subisca un aumento nel siero. Tale aumento si manifesta pertanto in una grande varietà di patologie quali:

Infarto del miocardio: la LDH liberata dalle cellule cardiache in necrosi mostra un aumento nel siero dopo circa 12-24 ore dall'inizio della sintomatologia clinica. Questo aumento raggiunge il picco di massima attività dopo 48-72 ore ed il livello si mantiene elevato per 7-10 giorni. Talvolta, quando l'infarto è complicato da scompenso cardiaco congestizio, oltre all'aumento della LDH derivata dal muscolo cardiaco, si ha anche un aumento della LDH proveniente dal fegato danneggiato dai fenomeni della stasi sanguigna che si verificano a livello epatico.

Infarto polmonare: generalmente, in quello acuto la LDH presenta un incremento d'attività  notevole, a differenza di altri parametri quali CK ed AST.

Embolia polmonare: può essere spesso confusa con l'infarto del miocardio perché presenta sintomi clinici simili.

Lesioni, traumi, distrofie muscolari: nel siero di pazienti affetti da disordini muscolari si verifica un aumento della LDH e tale aumento è più marcato nel caso di distrofia muscolare di Duchenne (DMD), fino ad arrivare a valori, in percentuale, variabili tra l'11% ed il 24% dell'attività della LDH totale.

Malattie epatiche : nelle lesioni acute ed estese, quali epatite virale, nella riacutizzazione di malattie croniche, nelle intossicazioni acute, nella stasi epatica in seguito ad insufficienza cardiaca destra, nella necrosi epatica da agenti tossici e nelle epatopatie croniche si ha sempre un aumento della LDH.

Patologia renale: solo raramente si osserva un aumento sierico delle LDH mentre nelle urine di soggetti con ischemia renale è frequente un suo aumento.

Neoplasie: nei tumori maligni, l'aumento della LDH è dovuto sia ad un aumento della proliferazione di cellule (che di conseguenza determina anche un aumento della loro lisi) sia ad un aumento della glicolisi da parte delle cellule neoplastiche, sia per la presenza delle metastasi epatiche che numerosi tumori provocano.

Anemia Perniciosa: è un'anemia megaloblastica (i globuli rossi hanno dimensioni maggiori rispetto alla norma) da deficienza di vitamina B12 od acido folico, soprattutto se non trattata. Esiste inoltre una correlazione tra livello delle LDH nel siero e gravità dell'anemia. Gli altri enzimi, espressione di lesioni epatiche o muscolari (transaminasi, CK), sono a livelli normali. Dopo l'inizio del trattamento con vitamina B12 o folati, i valori di LDH totale nel siero tendono rapidamente a normalizzarsi.

Anemie emolitiche

Gamma-GT (gamma glutamil-transpepetidasi)

è l'enzima che catalizza il trasferimento di radicali gamma-glutammilici da diversi peptidi, in primis il glutatione, ad altri peptidi, intervenendo quindi nel metabolismo del glutatione per favorire la detossificazione dei farmaci nel fegato. Inoltre, il suo ruolo biologico, sembra essere anche quello di trasporto di amminoacidi attraverso le membrane cellulari.
I tessuti umani in cui è maggiormente presente sono rene, pancreas, fegato (si trovano ad alte concentrazioni sia nell'epatocita sia nei dotti biliari, per questo viene considerato un enzima specifico del fegato) ed intestino; alti livelli sono dimostrabili anche nella bile, nel liquido seminale, nel siero e nelle urine.
Va ricordato che, in fase di guarigione da un epatite acuta, le gamma-GT sono le ultime attività enzimatiche che si normalizzano.
I valori normali sono lievemente differenti nei due sessi (nell'uomo 5-36 mU/ml e nella donna 4-23 mU/ml)


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