Tonsille Criptiche

Generalità

Le tonsille criptiche sono la manifestazione di ripetute infiammazioni di questi organi linfatici (tonsillite cronica).

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Più nel dettaglio, il termine viene utilizzato per indicare l'occupazione dello spazio delle cripte (ossia cavità) presenti sulla superficie delle ghiandole tonsillari, da parte di detriti infettivi, depositi di materiale calcifico o residui alimentari.

Le tonsille criptiche si associano alla comparsa di placche biancastre e maleodoranti, alito cattivo (alitosi), dolore alle orecchie, mal di gola, problemi di deglutizione e tonsille ipertrofiche.

Quando i sedimenti di cibo o di altra natura occupano lo spazio delle cripte tonsillari e si depositano in maniera permanente, possono dare origine ad una serie di fastidi che occorre correggere tempestivamente con il trattamento adeguato.

A tal proposito, un'attenta valutazione clinica da parte dell'otorinolaringoiatra consente di individuare le cause esatte del disturbo e stabilire le strategie terapeutiche più adeguate. Qualora le tonsille criptiche siano causa di gravi infezioni recidivanti e resistenti al trattamento farmacologico, si pone l'indicazione alla loro asportazione (tonsillectomia).

Tonsille: breve premessa

  • Le tonsille sono organi formati da tessuto linfoide, collocati ai lati della gola, subito dietro e sopra la base della lingua. Quando sono normali, queste ghiandole sono appena visibili e presentano un colore roseo uniforme. La loro forma ovoidale ricorda quella di una mandorla.
  • Trovandosi in una posizione strategica, le tonsille hanno la funzione di formare una prima barriera contro le infezioni delle prime vie aeree, importante soprattutto durante l'infanzia, quando il sistema immunitario è ancora poco maturo. Queste strutture favoriscono, inoltre, l'immunizzazione nei confronti dei microrganismi provenienti dall'esterno, che penetrano attraverso il naso e la bocca: infiammandosi, le tonsille obbligano l'organismo a produrre anticorpi in grado di neutralizzare virus e batteri. A quest'attività di difesa nei confronti delle infezioni dell'apparato respiratorio partecipano anche le tonsille faringee, più comunemente note come adenoidi.
  • In qualche caso, però, il compito delle tonsille viene meno: dopo ripetute aggressioni batteriche o virali, queste possono aumentare eccessivamente di volume (ipertrofia), divenire cronicamente infiammate e trasformarsi, a loro volta, in un focolaio d'infezione per altri organi o tessuti (cuore, reni ecc.).

Cosa sono

Le tonsille criptiche sono un disturbo che tende a presentarsi con il passare degli anni, quando il tessuto linfatico che le costituisce tende a ridursi, lasciando le cripte parzialmente vuote e permettendo così l'accumulo di detriti infettivi, depositi di materiale calcifico (calcoli tonsillari) o residui alimentari.

Tonsille criptiche: cosa sono?

Presenti dalla nascita, le tonsille si sviluppano in modo progressivo e raggiungono la loro massima dimensione all'età di 3-5 anni. All'età di 7 anni circa, questi organi vanno incontro ad un processo involutivo, riducendo le loro dimensioni a causa della fisiologica atrofia, che le rende appena visibili durante l'adolescenza. In età adulta, le tonsille diventano praticamente inattive dal punto di vista funzionale.

Con il passare del tempo, dunque, i tessuti tonsillari cominciano a ridursi.

Nel corso di questo processo, le cripte tonsillari possono essere interessate da processi patologici, complice anche la loro particolare conformazione.

In particolare, dentro a questi spazi si depositano residui alimentari o di altro genere, che, nel tempo, vanno incontro a processi putrefattivi, causando la comparsa ripetuta di placche biancastre e maleodoranti sulle tonsille e predisponendo ad altre problematiche spiacevoli.

A favorire le tonsille criptiche sono, nella maggior parte dei casi, i ripetuti processi flogistici a carico delle stesse (tonsillite) ed, eventualmente, dei tessuti circostanti (adenotonsillite o faringotonsillite).

Cosa sono le cripte tonsillari?

Le tonsille sono strutturate come una sorta di alveare, nel quale un'impalcatura fibrosa contiene un tessuto linfatico; quest'ultima componente va incontro ad una progressiva riduzione, durante l'adolescenza, per il fisiologico processo di involuzione tonsillare. In alcune persone, però, la marcata riduzione volumetrica della parte connettivale non viene assecondata dall'impalcatura fibrosa.

Ne segue la comparsa di cripte vuote, cioè cavità più o meno profonde, che si trovano naturalmente nel tessuto che compone le tonsille; nell'adulto, queste tasche o pieghe sono mediamente 10-20 e, generalmente, presentano piccole dimensioni.

Dentro le cripte tonsillari, in qualche caso, si possono depositare residui alimentari o di altro genere che, nel tempo, non venendo digeriti, vanno incontro a processi putrefattivi. Si forma così il detritus, detto anche caseum biancastro, che riempie le cavità e provoca l'alitosi caratteristica delle tonsille criptiche.

Cause

Le tonsille criptiche sono correlate al processo fisiologico di atrofia del tessuto tonsillare.

Come anticipato, le tonsille criptiche presentano una conformazione tale per cui riescono ad intrappolare residui di cibo, batteri, muco e detriti di varia natura. Ciò predispone all'attivazione del sistema immunitario, il quale reagisce nei confronti di quanto si è accumulato nelle cripte, per eliminarlo. Il principale fattore predisponente le tonsille criptiche sono le forme croniche di tonsillite (infiammazione cronica delle tonsille): gli episodi recidivanti, determinando un ispessimento dell'epitelio, riducono l'attività immunogena di queste ghiandole linfoidi.

Tonsille criptiche: chi è più colpito?

Le tonsille criptiche interessano più frequentemente gli adolescenti ed i giovani adulti, in quanto la loro manifestazione è correlata al naturale processo di involuzione tonsillare. Nei bambini, questa condizione è, invece, molto rara.

Sintomi e Complicazioni

Il quadro clinico delle tonsille criptiche è caratterizzato dalla comparsa ripetuta, con frequenza variabile, di agglomerati di materiale biancastro e maleodoranti, a livello delle aree interessate. Il paziente avverte per lo più un senso di corpo estraneo.

All'osservazione, le tonsille criptiche appaiono come delle masse ingrossate, di aspetto cavernoso. Una delle manifestazioni più caratteristiche di questo disturbo è l'alitosi (o alito cattivo) accompagnata da un sapore amaro e sgradevole in bocca.

Altri sintomi delle tonsille criptiche comprendono:

Se è presente una concomitante infiammazione, le tonsille criptiche possono apparire arrossate. A differenza della tonsillite, la febbre è assente. In certi casi, il materiale che si accumula nelle cripte risulta più difficile da eliminare, quindi tende a rimanere nel sito di formazione. La calcificazione di tali residui predispone alla formazione di tonsilloliti (o calcoli tonsillari) o alla tonsillite cronica caseosa (o criptico-caseosa).

Diagnosi

La valutazione delle tonsille criptiche può essere eseguita dal proprio medico di base o dall'otorinolaringoiatra.

Per formulare la diagnosi corretta, l'iter prevede:

  • Anamnesi: il medico chiede al paziente di descrivere i sintomi, riportare eventuali patologie alla gola ed episodi flogistici pregressi.
  • Esame obiettivo: consiste nell'ispezione completa delle vie aeree e digestive superiori (cavo orale e gola). Le tonsille criptiche determinano segni simili a quelli della tonsillite infettiva: le ghiandole sono ricoperte da placche bianco-giallastre, ma la febbre è assente.
  • Esami di laboratorio: se il medico sospetta che le tonsilliti croniche alla base delle tonsille criptiche siano sostenute da mononucleosi o altri agenti virali, richiederà specifiche analisi ematochimiche. Il paziente può essere sottoposto ad un tampone orofaringeo che, solitamente, attesta la presenza di un'infezione batterica da Streptococco. Quest'esame consiste nel prelevare una piccola quantità di secrezione della gola con un bastoncino rivestito di cotone sterile: il liquido viene poi analizzato in laboratorio per identificare l'agente eziologico nel giro di pochi giorni. La richiesta del titolo antistreptolisinico (TAS) è fondamentale, invece, per escludere l'infezione da Streptococco beta emolitico di gruppo A e può essere un indicatore di flogosi delle tonsille anche a distanza di tempo.
  • Esami di imaging (raggi X o TAC): in caso di dubbio diagnostico, la diagnostica per immagini chiarisce la posizione, l'estensione e la natura delle formazioni presenti a livello tonsillare (corpi estranei, calcoli tonsillari, granulomi calcificati, tumori ecc.).

In assenza di una sintomatologia marcata, la diagnosi delle tonsille criptiche può avvenire dopo l'esecuzione di esami prescritti per altri motivi.

Trattamento

Il trattamento delle tonsille criptiche dipende dalla gravità dei sintomi e dalle cause scatenanti. Spesso, la malattia si risolve da sola nel tempo, quando il progressivo collasso dell'impalcatura fibrosa non consente più alle cripte di riempirsi di materiale caseoso.

Per alleviare i disturbi associati alle tonsille criptiche, può essere utile sciacquare la gola con gargarismi utilizzando un collutorio antisettico o una soluzione salina.

Se il problema di base è una tonsillite cronica sostenuta da un'infezione batterica, il medico può indicare l'assunzione di antibiotici mirati a debellare in modo selettivo il patogeno responsabile del disturbo. Il medico può indicare, inoltre, l'assunzione di antipiretici ed analgesici, come paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Se le cripte tonsillare sono di grandi dimensioni, è possibile rimuovere il materiale caseoso dalle cripte tonsillari con la cosiddetta "spremitura"; tale manovra viene eseguita dallo specialista otorinolaringoiatra generalmente con un abbassalingua esercitando una lieve pressione al di sotto della cripta, sufficiente a farne uscire il contenuto.

Nei casi più ostinati di tonsille criptiche, invece, si esegue una tonsillectomia (ossia la procedura chirurgica di eliminazione delle tonsille). Ciò consente di liberare il paziente dal persistente fastidio causato dall'alitosi e dal senso di corpo estraneo in gola.


Ultima modifica dell'articolo: 28/03/2018