Tipi di depressione

La depressione viene classificata in diverse sottoclassi in base alle caratteristiche sintomatologiche e cronologiche e all'età di insorgenza. Tra questi sottotipi, non verrà descritto il classico disturbo depressivo clinico (per il cui approfondimento si rimanda a questo collegamento).

Tipi di Depressione

Depressione mascherata: si manifesta attraverso sintomi somatici come disturbi gastrointestinali (crampi addominali, diarrea), cardiaci (palpitazioni) o respiratori (respiro affannoso). Vengono quindi amplificati alcuni degli aspetti non affettivi della depressione.


Depressione ansiosa: comprende sintomi che ricordano più spesso il disturbo d'ansia, come ad esempio attacchi di panico o agitazione. Nella variante ipocondriaca il soggetto è tormentato dal timore di avere una malattia; nei casi più gravi il soggetto ha la certezza di avere una malattia, con delirio aremovibile e ad alto rischio di suicidio.


Depressione atipica: le manifestazioni cliniche di questa forma di depressione hanno a che vedere con attacchi di panico,ipersonnia e sonnolenza continua durante il giorno, iperfagia e aumento di peso, peggioramento serale della sintomatologia, irritabilità e alta sensibilità al giudizio degli altri e alta sensibilità alla perdita o al distacco da un familiare.


Disforia isteroide: anche questa sottoclasse di depressione appartiene alla cosiddetta forma atipica e colpisce soprattutto il sesso femminile. In particolare, si manifesta in quelle donne che presentano tratti caratteriali in cui prevale un'intensa preoccupazione per il giudizio altrui, una spiccata sensibilità alle frustrazioni, la tendenza a drammatizzare un'esperienza di rifiuto (in particolar modo in campo sentimentale) e difficoltà a tollerare i contrasti interpersonali. Questi soggetti presentano una risposta emotiva eccessiva verso gli stimoli ambientali. In caso di eventi anche non particolarmente negativi presentano reazioni come depressione dell'umore, idee di suicidio, forte astenia, abuso di alcol, tendenza di rimanere a letto in uno stato di torpore. Al contrario, in caso di eventi particolarmente positivi, mostrano una reazione di gioia, contentezza e persino euforia, si sentono particolarmente energici, attivi e dinamici e talvolta possono manifestare impulsività. Gli individui affetti da questo tipo di depressione mostrano un'alterazione a livello del sistema del piacere, infatti non sono in grado di ricercarlo in maniera attiva. Se però sono trascinati da altre persone, riescono a gioire delle situazioni piacevoli.


Depressione agitata: il quadro clinico di questo sottotipo di depressione è caratterizzato da una spiccata agitazione psicomotoria, con irritabilità, agitazione, incapacità di rilassarsi, irrequietezza motoria ma anche tentativi di suicidio. Il paziente è teso, irrequieto, parla in modo concitato, si contorce, si muove in continuazione gli arti e il tronco, talora è incapace di rimanere seduto, spesso sono presenti sintomi vegetativi come insonnia e iporessia. Non raramente l‘umore presenta tinte disforiche (=malumore, rabbia, irritabilità). La depressione agitata è talvolta la conseguenza di una sospensione brusca del trattamento con le benzodiazepine.


Depressione con manifestazioni psicotiche (episodio depressivo con sintomi psicotici): rappresenta circa il 10% di tutte le tipologie di depressione. Tipiche caratteristiche sono la presenza di deliri e allucinazioni in associazione ai classici sintomi depressivi. Generalmente questa grave forma di depressione richiede l'ospedalizzazione del paziente e comporta un rischio di suicidio più elevato. Per la presenza di deliri e allucinazioni, molto spesso queste forme vengono diagnosticate erroneamente come schizofrenia..


Depressione amenziale: si manifesta quando la depressione è accompagnata anche da disturbi di tipo organico che colpiscono ad esempio il cervello, il cuore o che hanno a che vedere con le infezioni. Questa combinazione può portare ad un rallentamento dell'attività psicomotoria fino a provocarne anche l'arresto. L'individuo affetto da depressione amenziale rimane a letto in uno stato di immobilità, non mangia, presenta confusione mentale, allucinazioni, variazioni del ritmo sonno-veglia. E' importante ricordare che in mancanza di un adeguato sostegno medico e di una terapia, il perdurare di questa forma di depressione porta a gravi problemi somatici che possono evolvere in decesso.


Sindrome di Cotard: è una forma rara di depressione che generalmente si manifesta in individui anziani con problemi cerebrali organici e con precedenti attacchi maniaco-depressivi. Inizialmente è caratterizzata da ansia e depersonalizzazione affettiva. Compaiono inoltre dei deliri di tipo nichilistico, ovvero il soggetto malato è convinto di non possedere più alcuni organi interni (come cuore e fegato). A volte può arrivare a negare la propria esistenza ma anche quella dei propri famigliari o quella del mondo. In aggiunta tali soggetti hanno idee di enormità fisica e di immortalità.


Depressione endogena (episodio depressivo con melanconia): non riconducibile ad eventi scatenanti consci o semiconsci né a ad altri fattori ambientali; piuttosto, è scatenata da cause genetico-biologiche o inconsce presenti nella personalità del paziente. E' frequente la familiarità per i disturbi dell'umore: probabilmente c’è ereditarietà non della malattia ma di una certa vulnerabilità o di un carattere depressivo. E' caratterizzata da: perdita della capacità di provare piacere, umore areattivo, rallentamento o agitazione psico-motoria, alterazioni del sonno, ci può essere una riduzione del peso con inappetenza (si può arrivare quindi a stati di inedia) oppure il peso può aumentare. Il paziente è completamente funzionante sul piano socio-lavorativo. Spesso è una persona molto precisa, scrupolosa, metodica, molto legata al dovere. Di solito tutta questa sintomatologia è peggiore nelle prime ore delta giornata e migliora la sera.


Depressione reattiva: sopraggiunge in seguito ad eventi dolorosi, come un lutto, una separazione o un fallimento. Dal punto di vista dei sintomi, si ha una prevalenza di debolezza emotiva, insonnia e tristezza duratura; la reazione è sproporzionata ed eccessiva rispetto alla reale entità del triste evento. La depressione reattiva pura non esiste e l'evento traumatico può scatenarla solo in presenza di una vulnerabilità endogena.


Depressione secondaria: è un tipo di depressione che si manifesta in seguito a malattie di tipo organico o dopo alcuni trattamenti farmacologici (es. corticosteroidi, contraccettivi orali, androgeni ecc.). Ad esempio le malattie che più favoriscono l'insorgenza della depressione secondaria sono la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, l'epilessia ed i traumi al cervello. Inoltre, anche malattie che colpiscono il sistema endocrino, come ad esempio l'ipotiroidismo, il morbo di Addison, la malattia di Cushing, alcune malattie infettive, come l'HIV o la Sifilide, e molte neoplasie hanno dimostrato di essere dei fattori favorenti l'insorgere di tale tipo di depressione.


Depressione infantile: colpisce i bambini al di sotto dei dieci anni. Oltre ai classici sintomi della depressione, questi bambini manifestano una tendenza all'isolamento o al pianto senza motivo, possiedono una bassa autostima, pensieri di morte e perdita di interessi. Accanto a questi disturbi, possono insorgere anche sintomi somatici caratterizzati da vomito, dolori addominali, vertigini, ansia e paura. Talvolta il bambino che soffre di depressione infantile può udire anche delle voci, note come allucinazioni uditive.


Depressione adolescenziale: nell'età dell'adolescenza il disturbo della depressione si manifesta a causa della facile irritabilità umorale. E' noto infatti che l'adolescente ha sempre la sensazione di non essere capito, oppure di non essere ascoltato. Generalmente si possono attraversare dei periodi in cui vi è un calo del rendimento scolastico e si possono anche interrompere le attività sociali. Capita molto spesso che in questi periodi l'adolescente faccia uso di sostanze stupefacenti da sole o in associazione con grandi quantità di alcol, rendendo più grave il quadro patologico.


Depressione senile: colpisce le persone anziane tra i 60 e i 70 anni ed è accompagnata da ansia, agitazione, irritabilità, ipocondria ed allucinazioni uditive frequenti. A questa età, il disturbo ha una durata maggiore e tende a diventare cronico. Il quadro clinico si complica perché, oltre alla depressione senile, vi sono fattori concomitanti che possono manifestarsi, come ad esempio i disturbi della memoria e dell'apprendimento, un fisiologico rallentamento motorio, confusione mentale e disorientamento spazio-temporale.


Depressione post-parto: è la forma di depressione a cui le donne sono maggiormente esposte durante il periodo che segue il parto. Nella depressione post-parto (per il cui approfondimento si rimanda a questo collegamento), gli episodi più conclamati si manifestano generalmente dopo un mese della nascita del bambino. La donna va incontro a labilità emotiva, disorientamento, agitazione e deliri per non essere in grado di accudire il proprio bambino. Talvolta si arriva ad episodi molto più gravi (psicosi da post parto) in cui si manifestano fenomeni di infanticidio.


Disturbo bipolare o sindrome maniaco depressiva: questa forma di depressione è caratterizzata da rapide ed esagerate oscillazioni dell'umore, che possono comprendere irritabilità, tristezza o euforia, accompagnate da insonnia, stato d'agitazione o psicosi con tendenza al suicidio. L'esordio di solito è conseguente a condizioni fisiche particolari dovute ad esempio a malattie, al parto, all'uso di sostanze o farmaci. E' una situazione che tende a durare, se non viene trattata, e può andare incontro a cronicizzazione (per il cui approfondimento si rimanda a questo collegamento).

 

Oltre a queste forme di depressione, ne esistono delle altre che, sebbene vengano incluse tra i disturbi dell'umore, non costituiscono dei veri e propri fenomeni depressivi. Tuttavia vengono affiancate alla depressione perché vi è la comparsa di un abbassamento del tono dell'umore accompagnato da tristezza o malinconia. Tali disturbi comprendono la Distimia, la Ciclotimia e il disturbo emotivo stagionale che verrà qui di seguito brevemente spiegato.


Disturbo emotivo stagionale: è un tipo di disturbo dell'umore che varia con l'andamento delle stagioni. Generalmente compare tra i 30 e i 40 anni, colpisce soprattutto le donne e rappresenta circa il 4-6% dei disturbi dell'umore. La sindrome è caratterizzata da una ricorrenza stagionale dei fenomeni depressivi in autunno e in inverno, alternati a disturbi maniacali o ipomaniacali che si manifestano nella primavera e nel periodo estivo. Per quanto riguarda i sintomi, essi sono per lo più rappresentati da umore depresso, astenia, difficoltà in campo lavorativo e nei rapporti sociali, letargia, iperfagia e riduzione della libido. Al contrario, l'arrivo della stagione primaverile provoca in alcuni individui un viraggio dei sintomi opposti a quelli manifestatisi durante la stagione invernale. Ad esempio questi individui avvertono un aumento dell'energia, minore necessità di dormire e una riduzione dell'appetito.
La correlazione che esiste tra il disturbo emotivo stagionale e l'andamento delle stagioni è stata dimostrata. Infatti se un individuo in fase depressiva viene trasferito in una zona vicina all'equatore, si ha una rapida risoluzione dell'episodio, anche se si possono manifestare i sintomi opposti, ovvero quelli correlati alla fase estiva. Si è perciò ipotizzato che i sintomi della depressione regrediscano in seguito all'esposizione quotidiana del soggetto malato ad una fonte di luce artificiale che abbia le stesse caratteristiche di quella solare. Inoltre questo tipo di trattamento risulta efficace se l'individuo mantiene lo sguardo rivolto verso la fonte di luce.



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Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016

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