Il test da sforzo

A cura di Massimo Armeni


Vedi anche: Parametri cardiopolmonari in GXT - CPX diagnostico/funzionale


..Questo sconosciuto, oserei quasi dire...
Poiché nel mondo del fitness "ruspante" italiano il test da sforzo è quasi realmente misconosciuto!
Eppure è il pilastro, la componente fondamentale, il cuore pulsante della prescrizione dell'esercizio fisico.
Il test da sforzoAllo stesso modo in cui calcoliamo il massimale (1RM) su panca per valutare il livello di forza del cliente e impostarne poi l'allenamento, così dovrebbe essere naturale eseguire il test da sforzo e in base ai risultati prescrivere il fitness cardiorespiratorio.
Certo, in quanto a complessità, un test da sforzo non è proprio come il calcolo del massimale al bench press!
Ma se vogliamo arrivare al nocciolo della questione, il fatto è che nel nostro paese ancora non esiste una reale conoscenza culturale relativa al mondo del fitness, come può esserlo per la pastasciutta, la pizza, o il telefonino....?!?!
Per effettuare un test da sforzo in sicurezza, occorre essere approfonditi conoscitori della fisiologia dell'esercizio ed in particolare dei parametri emodinamici, cardiorespiratori, clinici e diagnostici.
La decisione di utilizzare un test massimale rispetto ad uno submassimale è influenzata da diverse variabili: la disponibilità di personale idoneo, di attrezzature appropriate, e non ultima la normativa legislativa vigente.
In Italia dal punto di vista legislativo lo specialista dell'esercizio non può effettuare test massimali d'esercizio.
Ciò porta degli svantaggi pratici: infatti il test massimale offre la migliore indicazione nella diagnosi delle malattie coronariche in pazienti asintomatici rispetto al test submassimale.
A parte questa specifica, un test submassimale da sforzo ben condotto ha una validità predittiva molto simile al test massimale.
Ma qual è lo scopo di questo benedetto test?! E' l'estrapolazione del massimo consumo di ossigeno, o VO2max, il parametro più indagato in fisiologia e clinica dell'esercizio.
Esistono veramente moltissimi tipi di test sia massimali che submassimali che possono essere condotti al tappeto mobile, al cicloergometro, all'ergometro a braccia o al gradino, con protocolli differenziali: continui, discontinui, incrementali, prettamente cardiovascolari, prettamente polmonari, GXT, multifasici, rampa, a stadio singolo, a stadio singolo adattato, a stadi multipli solo per citarne alcuni, ma l'elenco è ancora lungo.
Comunque sia, focalizzando adesso l'attenzione sul test da sforzo submassimale diagnostico, i principali parametri emodinamici e cardiorespiratori da monitorare durante lo svolgimento del test sono i seguenti:

Frequenza cardiaca

Pressione arteriosa

RPE

ECG

Sintomi soggettivi del paziente

Quindi, il tutto non è affatto uno scherzo!
Prima di eseguire il test, la "procedura" vuole che sia effettuata una accuratissima anamnesi, la stratificazione dei fattori di rischio atero-coronarici tramite la consultazione di analisi di laboratorio, i test fisici statici e dinamici e la consultazione di tutti i referti clinici del cliente (risonanze, TAC, RX).
Tutto questo per garantire al cliente una eccellente prescrizione di esercizio e la messa in sicurezza durante lo svolgimento dello stesso.
C'è da dire che la "normalità" sarebbe che in tutte le palestre, centri di fitness, centri personal ecc.. si eseguisse l'intera procedura condotta da personale adeguato.
Ovviamente ciò non succede, ma neanche lontanamente!
Senza entrare in ambiti prettamente burocratici o legislativi non di mia competenza, è sotto gli occhi di tutti però che la mancata effettuazione del test mette sicuramente a repentaglio la vita del cliente soprattutto nel qual caso esso fosse decondizionato, anziano o patologico.
Quindi, a mio modo di vedere, un altro enorme vuoto da colmare al più presto nel panorama ancora troppo obsoleto del fitness nostrano.
Buon lavoro a tutti!!



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Ultima modifica dell'articolo: 09/02/2016

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