Terazosina

Andi Cenko Farmacista

La terazosina  è un alfa bloccante α1-selettivo usato per il trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna. TerazosinaLa terazosina  agisce legandosi ai recettori adrenergici postsinaptici alfa1A (recettori che innervano quasi tutta la muscolatura liscia), in modo selettivo e competitivo, causando così il rilassamento della muscolatura liscia, compresa quella della prostata e dell'uretra

Il rilassamento della muscolatura liscia della prostata e dell'uretra si associa ad un incremento della velocità massima del flusso urinario e ad una riduzione notevole dell'ostruzione, migliorando così di molto le condizioni di chi soffre di iperplasia prostatica benigna (IPB). Infatti,  i sintomi dell'IPB  sono principalmente causati dalla presenza di una prostata ingrandita e dall'incremento del tono della muscolatura liscia della vescica e della prostata, che come abbiamo visto è regolato proprio dai recettori alfa1-adrenergici. La terazosina migliora anche i sintomi di irritazione  delle basse vie urinarie, causati dalla contrazione della muscolatura liscia locale.
La terazosina presenta però anche un inconveniente abbastanza frequente, che  è l'abbassamento della pressione arteriosa. Poiché la maggior parte dei pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna ha un'età avanzata, tale inconveniente rappresenta anche uno degli effetti collaterali più comuni. L'abbassamento della pressione arteriosa da parte della terazosina  avviene perché quest'ultima induce anche il rilassamento della muscolatura liscia che circonda i vasi più grandi del sistema circolatorio, causando un allargamento di tali vasi e riducendo di conseguenza le resistenze periferiche. Tale effetto collaterale può essere un problema in pazienti che soffrono già di una ipotensione arteriosa, nei quali la terazosina può causare vertigini e svenimento. Nel caso si manifestasse uno svenimento del paziente dopo la somministrazione di terazosina, si raccomanda di adagiare il paziente disteso, in modo da favorire la circolazione sanguigna, e se necessario di chiedere assistenza medica. La somministrazione della terazosina causa una riduzione della pressione sanguigna, clinicamente significativa, anche  negli individui normotesi, che continua per le 24 ore successive al momento dell'assunzione; la manifestazione dei sintomi dipende dalla risposta individuale del paziente e dalla sua pressione arteriosa abitudinale; perciò gli effetti indesiderati ortostatici si possono manifestare, soprattutto all'inizio del trattamento con terazosina, in moltissimi individui.
Un altro effetto curioso che si manifesta in seguito alla somministrazione di terazosina è l'abbassamento della concentrazione ematica del colesterolo. Infatti, studi clinici hanno  dimostrato che alla somministrazione di dosi terapeutiche di terazosina si associa una diminuzione, rispetto ai valori pre-trattamento, del 2-5% della concentrazione totale di colesterolo nel plasma, e una diminuzione del circa il 3-6% nella concentrazione delle frazioni LDL e  VLDL  prese insieme.
La terazosina viene assorbita rapidamente nel tratto gastrointestinale in seguito alla somministrazione orale e raggiunge la concentrazione plasmatica massima in meno di un'ora. La terazosina manifesta anche un'elevata affinità per le proteine plasmatiche, alle quali si lega circa il 95% del farmaco assorbito. La maggior parte del farmaco viene metabolizzata dal fegato, subendo solo in minima parte il primo passaggio epatico, quindi eliminato con le urine per circa il 40% e con le feci per circa il 60%. L'emivita del terazosina è di circa 12 ore dal momento dell'assunzione. Studi clinici hanno dimostrato che in pazienti di età molto avanzata (o in età geriatrica) la clearence (la velocità dell'eliminazione del farmaco dall'organismo) diminuisce di circa un 30% rispetto alla norma.
La terazosina si usa anche nel trattamento dell'ipertensione arteriosa, per il quale il meccanismo d'azione farmacologica è sempre lo stesso. Infatti,  il rilassamento della muscolatura liscia che circonda arterie ed arteriole conduce ad una diminuzione della pressione arteriosa. A tal proposito, è comunque opportuno ricordare che la terazosina tende ad avere un'affinità leggermente maggiore per i recettori alfa 1 adrenergici del tratto urinario, il che la rende un farmaco più indicato nel trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna.
La terazosina è stata introdotta per la prima volta in commercio  dalla casa farmaceutica Abott, negli Stati Uniti, nel 1987, sotto il nome registrato di Hytrin ®; oggigiorno la terazosina si può trovare in commercio come farmaco generico sotto il nome di Terazosina, o sotto altri nomi di fantasia.

Posologia e modalità d'uso

Per i diversi tipi di trattamento con terazosina si usano differenti dosaggi, perché è indispensabile che la dose di terazosina sia regolata in base alla risposta individuale di ogni paziente. Infatti, all'inizio di ogni trattamento, sia dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna, sia dell'ipertensione arteriosa, si raccomanda di iniziare con una dose di terazosina di solo 1 mg/die, che va somministrata prima di andare al letto. In questo modo si riducono moltissimo le possibilità che si manifestino effetti collaterali, come lo svenimento improvviso conseguente all'abbassamento eccessivo della pressione sanguigna.

Se la terazosina si usa per il trattamento dell'ipertensione arteriosa, si raccomanda di procedere aumentando il dosaggio giornaliero in modo progressivo, raddoppiando approssimativamente le dosi di assunzione ad intervalli settimanali, fino a quando non si raggiunge la risposta terapeutica desiderata. Generalmente, però, 2 mg/die di terazosina sono sufficienti per controllare la pressione arteriosa. In certi casi si può arrivare fino a 10 mg/die e da diversi studi clinici è stato confermato che tale dose può essere usata per lunghi periodi di tempo come dose di mantenimento. In alcuni casi, nel trattamento dell'ipertensione arteriosa, la terazosina si usa in associazione con altri farmaci antiipertensivi, come per esempio i farmaci diuretici; in questi casi la dose di terazosina dovrà essere ridotta e, se diventa necessario, bisogna ripetere di nuovo l'aggiustamento della dose. La somministrazione contemporanea di terazosina  insieme ad altri farmaci antiipertensivi va fatta con molta cautela, perché esiste il rischio di un effetto terapeutico opposto, cioè la comparsa di grave ipotensione arteriosa.
Anche quando la terazosina si usa per il trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna, si raccomanda di operare un aggiustamento della dose, raddoppiando in modo approssimativo il dosaggio ad intervalli regolari, ogni settimana od ogni due settimane, fino al raggiungimento della risposta terapeutica desiderata. Comunque le dosi più usate sono quelle di 5 mg/die e di 10 mg/die, mentre il miglioramento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna inizia a manifestarsi dopo circa quindici giorni dall'inizio della somministrazione di terazosina. Per evitare la comparsa dell'ipotensione ortostatica si raccomanda di iniziare la terapia usando le compresse di terazosina di 1 mg, per una durata di una settimana, per poi continuare con le compresse da 2 mg nelle due settimane successive e passare alle compresse da 5 mg di terazosina per la durata di una settimana. Il miglioramento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna e la risposta al trattamento devono essere riesaminati ogni mese.
L'uso della terazosina nei pazienti con una funzionalità epatica moderatamente o gravemente compromessa richiede una particolare attenzione, perché la terazosina viene metabolizzata quasi interamente dal fegato ed escreta in maggior parte dal condotto biliare; quindi nel caso dei pazienti che soffrono di una compromessa funzionalità epatica, si raccomanda di operare un aggiustamento molto accurato della dose terapeutica.
All'inizio del trattamento con terazosina è importante che la prima dose sia somministrata al paziente prima di coricarsi, per aiutare l'organismo ad abituarsi all'abbassamento della pressione e per evitare la comparsa di vertigini e sincope improvvisa. Le altre dosi del trattamento possono essere somministrate anche al mattino, o in altri momenti della giornata, basta che ci sia una regolarità quotidiana, che seguirà per tutta la durata del trattamento.
La somministrazione della terazosina non dev'essere interrotta  senza consultare prima il proprio medico curante, specialmente nel caso sia usata per il trattamento dell'ipertensione arteriosa; se per sbaglio si interrompe il trattamento, si raccomanda di ricominciare la somministrazione di terazosina alla dose di 1 mg, da assumere prima di andare al letto.


Terazosina: controindicazioni ed effetti collaterali »