Terazosina: Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Andi Cenko Farmacista

Controindicazioni ed avvertenze per l'uso

L'uso della terazosina può provocare un abbassamento della pressione arteriosa a causa del suo effetto vasodilatatore, che in taluni casi, specialmente in soggetti che soffrono di pressione bassa, può causare capogiri, debolezza e anche lo svenimento; in questi casi il paziente va adagiato su un letto, disteso, sino alla scomparsa dei sintomi. L'insorgere di vertigini e di sincope improvvisa dopo la somministrazione di terazosina risulta molto maggiore nei pazienti che fanno uso di altri farmaci antiipertensivi, in particolare farmaci della classe degli ACE-inibitori o dei diuretici; perciò si raccomanda di evitare la somministrazione di terazosina insieme a tali farmaci o perlomeno di considerare un attento aggiustamento della dose. Queste particolari misure cautelative nell'evitare la somministrazione di farmaci antiipertensivi insieme alla terazosina sono molto utili per evitare l'insorgenza di ipotensione grave.
Un'altra classe di farmaci che non è raccomandabile somministrare insieme alla terazosina è quella degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, come sildenafil (Viagra), tadalafil (Cialis) e vardenafil (Levitra); pertanto si consiglia ai pazienti in trattamento con terazosina di consultare prima il proprio medico curante qualora dovessero usare uno dei farmaci sopraccitati per la cura della disfunzione erettile.

Da diversi studi clinici è emerso che la comparsa di ipotensione ortostatica dopo la somministrazione di terazosina è maggiore nei pazienti che vengono trattati per i sintomi dell'iperplasia prostatica benigna rispetto a quelli trattati per l'ipertensione arteriosa, con un'incidenza maggiore nei pazienti oltre 65 anni di età; questo ovviamente è dovuto alla dose di terazosina usata, che molto spesso è maggiore nei pazienti che soffrono dall'IPB.
Prima di iniziare il trattamento dell'iperplasia prostatica benigna con terazosina  si raccomanda di sottoporsi ad un controllo accurato per escludere che i sintomi siano in realtà riconducibili ad un cancro alla prostata, da ripetersi anche durante il trattamento; a tal proposito, si raccomanda di eseguire sia l'esame rettale digitale della prostata che la determinazione dell'antigene prostatico specifico (PSA). Infatti, la concentrazione plasmatica dell'antigene specifico prostatico è uno strumento importante per rilevare la presenza o meno del cancro alla prostata. Se la concentrazione plasmatica dell'antigene specifico prostatico è maggiore di 4 ng/ml si consiglia di eseguire altri controlli ed eventualmente una biopsia della prostata, perché tali valori possono indicare la presenza di un cancro alla prostata.
Un altro inconveniente del trattamento con terazosina può manifestarsi durante l'intervento chirurgico di rimozione della cataratta; in alcuni pazienti precedentemente trattati con terazosina si è verificata la comparsa della Intra-operative Floppy Iris Sindrome, che consiste nel restringimento dell'iride e nel rimpicciolimento della pupilla; nella maggior parte dei casi i pazienti avevano interrotto il trattamento con terazosina di recente, da 2 a 14 giorni prima dell'intervento, ma in alcuni casi molto rari i pazienti avevano interrotto il trattamento più di 5 mesi prima dell'intervento. Quindi, nel caso il paziente sappia già che si deve sottoporre ad un intervento chirurgico per rimuovere la cataratta, non è consigliabile iniziare un trattamento con terazosina. Inoltre si raccomanda al medico oftalmologo e al chirurgo, durante la valutazione pre-operatoria, di accertare la possibilità che il paziente sia stato in trattamento con terazosina, in modo da avere così tutte le informazioni e i mezzi necessari (come per esempio l'anellino che si usa per l'allargamento dell'iride) per effettuare l'intervento chirurgico al meglio.
La terazosina viene metabolizzata, come la maggior parte dei farmaci, dalla grande famiglia di enzimi del CYP450, in modo particolare dall' isoenzima CYP3A4.  Quindi tutti gli inibitori del sistema enzimatico del CYP450, in particolare gli inibitori dell'isoenzima CYP3A4, possono causare delle variazioni sulla concentrazione plasmatica di terazosina. Infatti, la somministrazione di terazosina insieme al ketoconazolo, che è un forte inibitore del CYP3A4, ha portato ad un incremento notevole della concentrazione plasmatica della terazosina; pertanto, si sconsiglia la somministrazione concomitante di questi due farmaci. Inoltre, siccome la terazosina viene metabolizzata quasi interamente dal fegato, è sconsigliata  la somministrazione  del farmaco  ai pazienti che presentano una funzionalità epatica moderatamente o gravemente compromessa, anche se gli studi clinici specifici sugli effetti della terazosina in pazienti con una funzionalità epatica gravemente compromessa non sono ancora esaustivi.
In caso di sovradosaggio di terazosina si può manifestare un abbassamento della pressione arteriosa fino allo svenimento, con vomito e diarrea; per abbassare i livelli plasmatici di terazosina in caso di iper-dosaggio, si raccomanda di sottoporsi a lavande gastriche, in modo da ridurre l'assorbimento del farmaco, e di somministrare vasocostrittori per contrastare l'abbassamento della pressione arteriosa.

Gravidanza e allattamento

Prima di iniziare il trattamento con terazosina, la paziente deve comunicare al proprio medico curante il proprio stato di gravidanza o la pianificazione della stessa nel prossimo futuro, in modo da discutere con il medico i rischi ed i benefici che derivano dall'uso del farmaco durante la gravidanza.

Fino ad ora, non esistono studi clinici appropriati sull'uso della terazosina durante la gravidanza e sugli eventuali rischi che ne possono derivare. Quindi le raccomandazioni e i consigli sull'uso della terazosina durante la gravidanza si possono fare basandosi su studi clinici condotti su animali. Ad esempio, in uno studio condotto sui ratti è stato notato che la somministrazione di terazosina  durante la gravidanza causa un riassorbimento fetale ed una diminuzione del peso fetale; comunque bisogna precisare che la dose di terazosina somministrata era circa 1300 volte maggiore della dose massima terapeutica che si usa negli umani. Nello stesso studio clinico, questa volta condotto  sui conigli, è stato notato che la somministrazione di terazosina durante la gravidanza causa un riassorbimento fetale, una diminuzione del peso fetale e un numero di costole maggiore del normale (in questo caso la dose di terazosina somministrata era circa 160 volte maggiore della dose massima terapeutica usata negli umani). Infine, in studi postnatali condotti su ratti ai quali era stata somministrata una dose di terazosina circa 300 volte maggiore della dose terapeutica massima usata negli umani, è stato notato un incremento della mortalità post-partum durante le prime tre settimane di vita del neonato. Basandosi su questi studi clinici, a causa dell'insufficienza di dati sugli umani, l'uso della terazosina durante la gravidanza è controindicato.
Siccome non ci sono dati sufficienti nemmeno sulla possibilità di secrezione della terazosina nel latte materno, si raccomanda di evitare l'uso del farmaco durante l'allattamento, specialmente nel primo periodo di vita del neonato, oppure di cercare un altro farmaco alternativo più sicuro.

Effetti collaterali e indesiderati

Insieme agli effetti terapeutici desiderati, un farmaco può causare anche effetti collaterali o indesiderati. Anche se nella maggior parte dei pazienti che usano il farmaco non si manifesta alcun effetto collaterale, è un obbligo professionale menzionare tutti i possibili effetti collaterali che potrebbero manifestarsi in seguito alla somministrazione di un dato farmaco, facendo sì che il paziente sia ben informato e che possa avvisare il proprio medico nel caso uno di tali effetti si manifestasse.

L'effetto indesiderato più comune che si può manifestare in seguito alla somministrazione della terazosina  è rappresentato dalle vertigini, a causa dell'effetto ipotensivo del farmaco, che si manifestano in circa il 9% dei pazienti trattati. Un altro effetto indesiderato comune della terazosina è lo svenimento improvviso, che coinvolge circa l'un percento dei pazienti trattati; per evitare che tale effetto si manifesti o per attenuarne l'entità, si consiglia di non alzarsi all'improvviso, di non restare troppo a lungo in piedi e di non esporsi in modo eccessivo al clima caldo; se si dovesse percepire l'imminente svenimento, si raccomanda di sdraiarsi per alcuni minuti e poi - prima di alzarsi - di stare un altro paio di minuti seduto. Un altro effetto collaterale è la comparsa della sindrome dell'iride a bandiera (Intra-operative Floppy Iris Sindrome, che consiste nel restringimento dell'iride e nel rimpicciolimento della pupilla), che  può manifestarsi durante l'intervento per la rimozione della cataratta complicando l'intervento chirurgico: se non gestita in modo proprio, questa complicazione può interferire con l'esito positivo dell'intervento stesso.
Altri effetti indesiderati meno frequenti sono quelli correlati al sistema gastrointestinale, come stipsi, diarrea, dolori addominali, dispepsia e nausea; quelli correlati ai reni e al tratto urinario, come l'aumento della produzione delle urine e la frequente necessità di urinare; quelli correlati al sistema respiratorio, come congestione nasale e dispnea; quelli correlati al sistema cardio-vascolare come tachicardia, aritmia, edema, palpitazioni cardiache, ipotensione ortostatica ed ischemia periferica.