Tachicardia in Gravidanza

Generalità

La tachicardia in gravidanza è una condizione che si verifica piuttosto comunemente, soprattutto nella seconda metà della gestazione.

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Entro certi limiti, l'aumento della frequenza cardiaca nel corso dei nove mesi di gravidanza può essere considerato fisiologico. La tachicardia è correlata, infatti, allo sviluppo fetale: già nelle prime fasi della gestazione, i battiti del cuore materno accelerano per fornire al bambino un apporto adeguato di ossigeno e nutrienti.

In qualche caso, però, la tachicardia in gravidanza può essere aggravata da diversi fattori (tra cui ansia, disidratazione e febbre) o può suggerire un problema di fondo (cardiopatie, malattie polmonari, disfunzioni tiroidee, anemia ecc.).

Il tipo più comune di tachicardia in gravidanza è quella sinusale. I sintomi associati al disturbo comprendono: stanchezza, dolore toracico, difficoltà respiratorie, vertigini, intorpidimento del corpo e, talvolta, svenimento.

Le donne che ricevono una diagnosi di tachicardia in gravidanza non devono allarmarsi: se riconosciuta per tempo e gestita in modo opportuno, questa condizione può essere controllata fino alla nascita del bambino.

Cos’è

Tachicardia: breve premessa

La tachicardia viene definita come l'aumento della frequenza cardiaca oltre i 100 battiti per minuto (bpm). Questa condizione rientra nelle tachiaritmie (disturbi della conduzione elettrica del cuore), le quali vengono distinte in base al sito da cui parte l'impulso.

Durante la gravidanza, la tachiaritmia più comune e meno pericolosa è la tachicardia sinusale, condizione in cui la contrazione del cuore è regolare, ma più veloce, dettata fisiologicamente dal nodo seno-atriale.

Cos'è la Tachicardia in Gravidanza?

La tachicardia in gravidanza può essere considerata un fenomeno, entro certi limiti, normale. Nel corso della gestazione, infatti, il sistema cardiocircolatorio va incontro ad un fisiologico adattamento per fornire al bambino ossigeno e nutrienti di cui ha bisogno, mano a mano che cresce. Per tale motivo, nei primi mesi dopo il concepimento, la tachicardia appare più lieve e contenuta, mentre nella seconda parte della gravidanza si presenta in misura maggiore.

Cause

La tachicardia in gravidanza riconosce cause differenti, le quali possono essere distinte in fisiologiche e patologiche.

Cause Fisiologiche di Tachicardia in Gravidanza

La tachicardia è una delle più comuni alterazioni emodinamiche che si verificano nel corso della gravidanza. Di solito, l'aumento della frequenza cardiaca si manifesta con piccoli incrementi nel corso dei nove mesi di gestazione.

I battiti accelerati del cuore materno risultano da una serie di adattamenti, che iniziano intorno alla terza settimana dal concepimento e coincidono con lo sviluppo degli organi del bambino. In pratica, l'aumento della frequenza cardiaca costituisce il meccanismo più efficiente di cui il cuore materno dispone, nel momento in cui si trova a dover battere per due.

I fattori di "stress" che possono predisporre alla tachicardia in gravidanza comprendono:

  • Aumento del consumo di ossigeno e riduzione dell'emoglobina;
  • Aumento del volume ematico e diminuzione dell'ematocrito;
  • Aumento della gittata sistolica;
  • Aumento della portata cardiaca (dal 30 al 50%, in base anche alla costituzione corporea individuale).

Queste alterazioni emodinamiche raggiungono un picco tra la 28a e la 34a settimana di gestazione.

Verso la fine della gravidanza, la tachicardia può risultare amplificata anche a causa di:

  • Aumento di peso della gestante: durante la gravidanza, vengono guadagnati, in media, tra gli otto e i dieci chili. Di conseguenza, il cuore si trova a sostenere un lavoro più intenso del solito;
  • Ansia: considerate le novità che si vivono dal punto di vista fisico, oltre a quelle attese sul piano emotivo e della vita quotidiana, questa sensazione appare completamente normale.

Nota

L'aumento della frequenza cardiaca in gravidanza previsto è pari a circa 10-20 bpm in più rispetto ai valori consueti per la donna. Questo fenomeno è strettamente correlato all'incremento della gittata cardiaca.

Cause Patologiche di Tachicardia in Gravidanza

La tachicardia in gravidanza può suggerire un problema di fondo. Durante la gestazione, infatti, il sistema cardiovascolare è sottoposto a varie condizioni "stressanti" che possono peggiorare i disturbi cardiaci, mentre i problemi lievi possono evidenziarsi per la prima volta proprio in questo particolare periodo.

Alla base della tachicardia in gravidanza si riscontra spesso una bassa pressione arteriosa (ipotensione). Nei primi mesi, questa condizione risulta da una fisiologica vasodilatazione che può causare facilmente cali di pressione nella gestante. In queste circostanze, la tachicardia consiste in un evento temporaneo: il cuore della futura mamma aumenta la frequenza con cui batte, per consentire così l'irrorazione di tutti i tessuti. Di solito, non occorrono interventi, poiché dalla fine del secondo trimestre, i valori della pressione tendono a rientrare nella norma.

La tachicardia in gravidanza può essere associata anche ad una disfunzione tiroidea (tireotossicosi, ipertiroidismo ecc.) che, a volte, si manifesta per la prima volta proprio nel corso della gestazione. In questi nove mesi, infatti, la tiroide risulta particolarmente "impegnata" al fine di garantire lo sviluppo somatico e cerebrale del feto. Un problema simile può essere evidenziato con delle analisi del sangue.

Altra possibile motivazione alla base della tachicardia in gravidanza è l'anemia sideropenica: in caso di carenza di ferro, l'organismo produce meno emoglobina e, conseguentemente, il sangue trasporta meno ossigeno. Nel corso della gestazione, quest'evenienza è piuttosto frequente, in quanto il fabbisogno di ferro cresce. Se la concentrazione di ossigeno diminuisce, il cuore si trova costretto a pompare di più per garantire la circolazione nel sangue dell'ossigeno di cui gestante e nascituro hanno bisogno. Anche in questo caso, un esame del sangue è sufficiente per riscontrare un'eventuale situazione di anemia.

Altre condizioni che possono determinare e/o aggravare la tachicardia in gravidanza sono:

  • Ipossiemia: se la quantità di ossigeno nel sangue diminuisce, deve giungere più sangue ai tessuti, per mantenere ottimale l'apporto dello stesso gas;
  • Ipercapnia: se, nel circolo ematico, aumenta la concentrazione di anidride carbonica, il cuore batte più velocemente per fornire più sangue ai polmoni, in modo da permetterne l'eliminazione;
  • Squilibri idro-elettrolitici: essi determinano ripercussioni sulla pressione e sulle concentrazioni di ioni responsabili della conduzione elettrica cardiaca.

La tachicardia in gravidanza può essere associata anche alle seguenti cause:

  • Stress (febbre, disidratazione, sforzo fisico, ansia, nervosismo ecc.);
  • Assunzione di sostanze stimolanti (es. caffeina, teina, alcool e nicotina);
  • Malattie cardiache;
  • Asma;
  • Infezione polmonare;
  • Obesità della gestante;
  • Abuso di farmaci o sostanze stupefacenti;

A volte, la tachicardia può essere associata a problemi ginecologici-ostetrici, quali:

In questi casi, la tachicardia in gravidanza può segnalare una situazione pericolosa per la gestante ed il nascituro, dunque richiede un intervento tempestivo. Infine, la tachicardia potrebbe essere sintomo di una gravidanza extrauterina.

Sintomi e Complicazioni

Spesso, la tachicardia in gravidanza è percepita come palpitazioni, le quali possono essere definite come una sensazione intermittente o persistente di battiti accelerati (dovuti alla maggiore gittata sistolica del battito post-extrasistolico). Le manifestazioni possono essere sia regolari, che irregolari. Se risulta contenuta, la tachicardia in gravidanza potrebbe addirittura non essere avvertita dalla gestante.

Tachicardia in Gravidanza: come si riconosce

Le palpitazioni vengono spesso notate quando il paziente è a riposo, durante il quale gli altri stimoli sono minimi.

La tachicardia può associarsi ad altri sintomi, quali:

  • Vertigini e/o sincope (manifestazioni causate da una riduzione della gittata cardiaca);
  • Spossatezza e sensazione di profonda stanchezza;
  • Agitazione;
  • Congestione polmonare con dispnea (mancanza di respiro, affanno o fame d'aria) e/o edemi declivi (gambe e piedi gonfi).

Occasionalmente, tra i sintomi figura anche un dolore toracico che simula i sintomi di un'ischemia miocardica (angina pectoris o infarto del miocardio).

Diagnosi

La tachicardia in gravidanza viene diagnosticata facilmente sulla base dei sintomi (palpitazioni) e dell'esame obiettivo (auscultazione cardiaca). Il ginecologo prescriverà un semplice esame del sangue attraverso il quale può identificare eventuali disturbi a carico della tiroide, anemie o altri problemi che possono acuirsi durante la gravidanza.

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Per stabilire le caratteristiche del disturbo, il medico ricorre, invece, all'esame elettrocardiografico (ECG), ovvero alla registrazione dell'attività elettrica cardiaca ed alla sua rappresentazione grafica.

Se la tachicardia in gravidanza è intermettente e non viene riscontrata con l'elettrocardiogramma (cioè, quando viene eseguito, l'esame risulta normale), può essere indicato un Holter cardiaco (o ECG dinamico secondo Holter), nel quale viene monitorato il battito cardiaco per 24 ore.

L'Holter permette di verificare anche se la tachiaritmia è parossistica, cioè insorge e scompare improvvisamente.

Trattamento e Rimedi

La tachicardia in gravidanza è un fenomeno comune e, spesso, un trattamento specifico non è necessario, a meno che non causi sintomi sgradevoli.

Se le cause che provocano il disturbo non sono di natura fisiologica, l'indicazione alla terapia si pone quando l'aritmia compromette la funzione contrattile del cuore, alterandone l'emodinamica. Il trattamento viene consigliato anche quando esiste il rischio che la tachicardia in gravidanza possa degenerare in aritmie più gravi (in particolare, nella fibrillazione ventricolare). In questi casi, vanno ricercate e gestite le condizioni patologiche sottostanti; gli interventi possibili comprendono, ad esempio, il trattamento di eventuali malattie tiroidee o l'assunzione di ferro in caso di carenza.

Qualora venga riscontrata una fibrillazione atriale o una tachiaritmia sopraventricolare, il medico può indicare una terapia farmacologica antiaritmica, preferendo l'impiego di medicinali sicuri in gravidanza, come beta-bloccanti (probabilmente sicuri) e calcio antagonisti (verapamil). Per il trattamento della tachicardia in gravidanza va evitato, invece, l'amiodarone, in quanto può causare deformità fetali.

In caso di fibrillazione atriale, poi, il medico può prescrivere una terapia anticoagulante, per evitare fenomeni tromboembolici (ischemia intestinale, ictus ecc.).

Nota: è importante ricordare che non si dovrebbe assumere alcun farmaco per trattare questa condizione, a meno che non sia stato prescritto dal medico. La terapia farmacologica della tachicardia in gravidanza, se non adeguatamente modulata sulla base di ogni caso clinico, potrebbe essere dannosa sia per il bambino, che per la gestante.

Le tachiaritmie ventricolari costituiscono, in genere, un'emergenza cardiologica e vengono trattate con la defibrillazione, l'identificazione e la risoluzione della causa (trombosi coronarica, squilibrio elettrolitico ecc.).

Le terapie non farmacologiche della tachicardia in gravidanza comprendono, invece, le manovre vagali, come il massaggio del seno carotideo o la manovra di Valsalva. Queste sono ben tollerate, ma devono essere effettuate solo da un medico esperto.

Altra procedura praticata in caso di tachicardia in gravidanza è la cardioversione elettrica. Questa consiste nell'applicazione sulla superficie del torace di una scarica di corrente elettrica, allo scopo di provocare una depolarizzazione simultanea di tutto il miocardio. Ciò consente al nodo sinusale (che, di norma, è il primo centro a riattivarsi dopo lo shock elettrico) di riprendere il comando del ritmo del cuore.

Qualche consiglio

La gestione della tachicardia in gravidanza prevede i seguenti accorgimenti:

  • Cercare di eliminare o ridurre lo stress;
  • Evitare l'assunzione di sostanze stimolanti che possono aggravare i sintomi (tè, caffè, bevande energetiche ecc.);
  • Astenersi dal fumo e dal consumo di alcol (entrambi fortemente controindicati in gravidanza);
  • Assicurarsi un'abbondante idratazione;
  • Assumere rimedi naturali, come infusi o tisane rilassanti.

Ultima modifica dell'articolo: 27/04/2018

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