Il tacco assassino

A cura del Dott. Antonio Parolisi


Vedi anche: Cellulite e calzature - Tacchi e salute

Considerazioni sull'uso di scarpe con tacchi nella vita quotidiana e nell'allenamento

Il provocatorio titolo di questo articolo è senza ombra di dubbio bizzarro, considerando una questione che è pratica comune nella vita di tutti i giorni: i tacchi delle scarpe.
Le righe che seguono susciteranno interesse soprattutto nel pubblico femminile che fa largo uso di scarpe con tacco, tuttavia anche noi maschietti, sotto abiti classici e formali, indossiamo sovente scarpe col tacco.

La sensualità di una donna con una scarpa con tacchi a spillo è fuori discussione; se magari ci si aggiunge una calza velata, signori cari è la fine per noi giovanotti...
Il problema silente che si annida intorno all'uso di tacchi alti è purtroppo poco considerato. L'uso quotidiano di un rialzo sotto ai talloni crea situazioni poco confortevoli a tutto ciò che riguarda la postura di un individuo, uomo o donna che sia.

Nelle palestre si osservano spesso persone che indossano scarpe che hanno la presunzione di ammorbidire il carico sulla colonna vertebrale, quando invece creano uno scompenso posturale ed un sovraccarico su tutto il rachide.
Prima di beccarmi una denuncia da qualche multinazionale che produce scarpe in grado di ammortizzare i carichi sulla colonna, tengo a precisare che non voglio generalizzare su tutti i tipi di scarpe; infatti ci sono modelli  che assolvono in pieno allo loro funzione senza alterare la normale postura. Il riferimento critico è invece indirizzato a quei modelli che dislivellano il tallone dalla punta con ammortizzatori che, in posizione eretta e senza l'uso di carichi aggiuntivi, sono alti circa 3 o 4 cm.
Qualcuno potrebbe pensare che 3-4 cm siano niente in confronto ai tacchi da 100mm che usano le donne nei modelli "a spillo"; in realtà anche quei pochi centimetri possono avere ripercussioni su tutto il corpo. Figuriamoci quelli da 100!

Un concetto importante da tenere in considerazione quando si parla di postura è che una condizione anomala, dove si verifica una disfunzione che rovina la fisiologica condizione di allineamento corporeo anche solo di pochi centimetri, a volte millimetri impercettibili, crea, segmento dopo segmento, dei problemi ad altre parti del corpo che possono sembrare sproporzionati se si considera la causa apparentemente banale dalla quale tutto è partito. Un esempio pratico è un appoggio plantare anomalo che può indurre scoliosi, anche se la caduta della volta del piede o un rialzo della stessa non supera il centimetro.

Ritornando ai tacchi si può a questo punto immaginare cosa possa comportare il loro uso, specie considerando lo spessore degli stessi. Il problema è  direttamente proporzionato: più aumenta la dimensione del tacco più si avranno problemi.
Cerchiamo ora, senza essere eccessivamente prolissi, di analizzare il perché di tutto questo.
Ripeto! Questo discorso è rivolto anche alle scarpe da ginnastica di uso quotidiano, con le quali si fanno Squat, stacchi da terra o altri esercizi del genere.

Quando si crea un dislivello tra il tallone e l'avampiede, si determina un'inclinazione del corpo in avanti proporzionata alla grandezza dello spessore del tacco. Ovviamente non si può camminare con il corpo inclinato in avanti e di conseguenza si creano degli adattamenti in grado di riportare il busto in una posizione che consenta di mantenere una postura quanto più accettabile possibile.
Ovviamente qualcosa cambierà, quindi alcune parti si accorceranno ed altre si allungheranno per creare una nuova condizione di equilibrio. Tale alterazione stresserà notevolmente le strutture che hanno subìto cambiamenti, portando alla fine al dolore.

Sovente capita che dopo una giornata intera di scarpe alte o comunque dopo una serata in discoteca, quindi anche con un notevole movimento o dopo una sessione di allenamento intensa, si accusino problemi alla schiena; infatti in tutti quegli individui che hanno una curva lombare accentuata il problema verrà amplificato dall'uso del tacco, poiché sarà proprio quella zona ad evitare, inarcandosi leggermente, la caduta del corpo in avanti.
Nei soggetti con tendenza alla cifosi dorsale marcata si aumenterà ancora di più la curva e potrà verificarsi anche un'iperestensione del ginocchio. Nel caso dell'aumentata curva lombare si compenserà principalmente nel distretto del ginocchio, per l'aumentata estensione plantare del piede che è dovuta al tacco; nel cavo popliteo si verificherà un adattamento che fletterà il ginocchio per evitare al corpo di cadere in avanti. Considerando il discorso della catena muscolare posteriore si avranno quindi delle retrazioni a carico dei muscoli del polpaccio e degli ischiocrurali, per eccessiva chiusura della catena. Per quanto riguarda i quadricipiti saranno sottoposti anch'essi a stress per continuo allungamento e potranno dare dolore. Il bacino, per aumento della curva lombare, aumenterà il basculamento in avanti, creando problemi all'articolazione sacro-iliaca. Per la continuità delle membrane meningee lungo il canale vertebrale fino all'occipite, quindi alla nuca, potranno verificarsi problemi cervicali e volendo essere ancora più pignoli potremmo avere anche modificazioni della ossa craniche, questo ultimo problema è di stretta competenza osteopatica.

La continuità del corpo, come si  è visto,  può veramente creare problemi anche a lunghe distanze.
Alcuni allenatori e preparatori atletici consigliano ancora l'uso di rialzi sotto ai talloni per fare lo squat con sovraccarichi, perché hanno l'illusione che ciò aumenti la stabilità del movimento; in realtà con tale espediente creano un tacco di legno, con tutte le conseguenze che ne derivano. Questo dovrebbe farci riflettere prima di mettere qualcosa sotto ai talloni.

Le scarpe con gli "ammortizzatori" hanno più o meno la struttura di una scarpa con un tacco di 3-4 cm. A questo punto c'è da chiedersi una cosa estremamente importante:
Cosa importa che queste scarpe ammortizzino un carico sulla colonna quando poi il loro uso mi altera la struttura vertebrale e l'intera postura???
Ne vale davvero la pena?

Quindi la scelta di scarpe non deve dipendere da mode o semplici canoni estetici. Le fondamenta sono nei piedi e se c'è qualcosa che non va laggiù avremo problemi "ovunque"!!!
Per non parlare del fatto che usando dei carichi elevati come nell'allenamento dei pesi, tutto questo discorso è amplificato in funzione del carico utilizzato.
Quindi attenzione!

Ovviamente per le signore che non sono dedite ad esercizi in palestra il discorso è identico, se non più azzeccato che mai.
Le mode guidano i popoli e questo ormai è un dato di fatto; cerchiamo solo di capire fino a che punto il gioco vale la candela o in questo caso dovremmo dire il tacco!
L'essere umano è stato creato scalzo... Riflettiamoci su...




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Ultima modifica dell'articolo: 07/03/2016