Lo sviluppo dell'embrione-feto

A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


« prima parte


Il feto, da parte sua, sentirà e distinguerà la voce e il tocco del padre e la madre. La presenza di un estraneo. Percepirà la differenza tra una situazione di serenità o preoccupazione. Verso la venticinquesima settimana potrà essere stimolato dalla musica, eccitato da forti e improvvisi rumori, calmato dalla madre che gli parla dolcemente.

Entro la trentesima settimana, infatti, tutti gli organi di senso, integrati tra loro e con il sistema nervoso, si saranno sviluppati. Ciò sarà avvenuto in quest'ordine: tatto, olfatto, gusto, udito e vista.

Il primo senso a svilupparsi è quello del tatto. Il suo organo è la pelle, ossia l'organo sensoriale più esteso e con più recettori del nostro corpo. Deriva dall'ectoderma e svolge numerose funzioni, tra cui la demarcazione e la protezione fisica del nostro organismo e la regolazione della temperatura corporea. Nel feto, già alla settima settimana sono presenti i recettori della zona periorale, all'undicesima quelli del viso, del palmo delle mani e della pianta dei piedi. Entro la ventesima settimana sono presenti i recettori su tutta la pelle del corpo. E proprio attraverso il tatto, il nascituro sperimenta i suoi primi stimoli emozionali e cognitivi. Attraverso il tatto il bambino fa le sue prime esperienze relazionali e comunicative: dalle contrazioni uterine al respiro della madre; dall'incontro con il cordone ombelicale alle carezze dei genitori sulla pancia della gestante.

Il tatto, tra l'altro, svolge un ruolo fondamentale anche nella formazione della coppia. E' innanzitutto attraverso il tocco, infatti, che questa sviluppa la consapevolezza materiale della nuova vita che sta crescendo, la percezione diretta della sua fisicità e dei suoi movimenti, della sua forma e dimensione corporea, della sua concretezza e della sua identità soggettiva. Proprio attraverso il tatto, e già durante la gravidanza, si definisce e rafforza il legame affettivo tra genitori e figli, la fiducia e il riconoscimento reciproco.

Intorno alla nona settimana abbiamo poi la costituzione dei bulbi e dei nervi olfattivi, nonché dei recettori olfattivi primari. Verso la diciassettesima settimana abbiamo invece il completo sviluppo dell'organo in questione. E sarà proprio attraverso questo senso - ancora oggi così importante per molti animali e un po' arrugginito nell'uomo - che il bambino distinguerà ciò che gli è familiare da ciò che gli è estraneo, riconoscerà la madre, ne scoprirà il seno e il latte. E questo sin dai primissimi attimi dopo il parto.

Alla tredicesima settimana saranno inoltre già presenti papille gustative funzionanti. Il feto sarà goloso di sostanze dolci, assaggerà il liquido amniotico e imparerà a riconoscere il sapore degli alimenti che la madre assume. In questo modo farà anche le sue prime esperienze di piacere e dispiacere. Esperienze da cui scaturiranno una memoria gustativa e olfattiva che in parte condizioneranno il successivo rapporto del bambino con il cibo.

Per quanto riguarda l'udito va ricordato che già entro la dodicesima settimana l'orecchio interno completa la sua morfogenesi, raggiungendo poi la misura definitiva a 20 settimane. Dopodiché iniziano a funzionare i recettori uditivi e alla ventottesima settimana anche lo sviluppo di questo fondamentale senso può dirsi terminato. L'udito fetale riceverà stimoli continui sia dall'interno che dall'esterno del corpo materno: sotto forma di voci, suoni e rumori.

La voce della madre, in particolare, riesce ad attivare le sue emozioni, il senso di sicurezza e fiducia, di agitazione e di allarme; quindi, anche in questo caso, l'insieme dei suoi processi cognitivi e, più in generale, tutto lo sviluppo armonioso del suo sistema nervoso.

Sempre a livello dell'orecchio interno, inoltre - già entro la quattordicesima settimana - avremo lo sviluppo del sistema vestibolare e quindi del cosiddetto senso dell'equilibrio; senso necessario al feto per orientarsi e definirsi nello spazio e naturalmente connesso al suo ulteriore sviluppo intellettivo ed emotivo. Per stimolarlo saranno fondamentali sia i movimenti della madre che quelli dello stesso bambino. Una scarsa stimolazione potrebbe rendere difficile il suo orientamento spaziale dentro l'utero, quindi l'assunzione di una corretta posizione per la nascita.

Infine la vista. Già alla quindicesima settimana sono visibili gli occhi ma solo alla ventesima avremo l'inizio dei movimenti oculari e alla ventiseiesima la loro apertura. È la funzione sensoriale meno stimolata anche se, come detto, una luce intensa rivolta all'addome materno può disturbarlo, spingendolo a ruotare la testa. Alla nascita, poi, la messa a fuoco sarà di una ventina di centimetri appena; il primo riconoscimento sarà per il volto dei genitori. Tre mesi dopo il parto riuscirà a vedere fino a tre metri di distanza mentre a sei mesi avremo una visione completa.

L'omeostasi, l'equilibrio, dell'ambiente materno in gravidanza, quindi, influenzerà profondamente sia il benessere fetale che la formazione delle sue capacità reattive. Quindi i suoi successivi processi cognitivi e di apprendimento. L'atteggiamento della gestante e i suoi adattamenti ormonali, il ritmo della sua vita e dei suoi movimenti, l'insieme delle sue emozioni, definiranno i rapporti comunicativi tra lei e il bambino. Un bambino che, già nella pancia, assorbe e metabolizza ogni messaggio. Lo decodifica e interiorizza. Inconsciamente lo traduce in schema mentale e comportamentale con cui rapportarsi al mondo esterno una volta venuto alla luce.

In questo senso, dunque, si può affermare che il bambino nella pancia è già una vita; una vita che nella pancia è già nata.



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Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016

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