Stalking

Generalità

Lo stalking è una forma di persecuzione ai danni di una specifica persona (vittima), al fine di creare un contatto.
Ciò si traduce in una serie di comportamenti ossessivi e inopportuni, finalizzati a esprimere delle attenzioni non richieste dalla vittima; tra gli atteggiamenti più comuni degli stalkers, rientrano appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, minacce, pedinamenti, telefonate o attenzioni indesiderate.
StalkingLo stalking presenta delle forti implicazioni psicologiche: gli atti persecutori ripetuti nel tempo sono in grado di turbare le abituali condizioni di vita della vittima, tanto da limitarne la libertà e da violarne la privacy, facendola sentire in uno stato d'insicurezza e di ansia costante.
Lo stalking avviene senza il volere della persona oggetto delle persecuzioni e senza che venga fornito al molestatore alcun pretesto per essere il bersaglio di tali attenzioni. Spesso, questi comportamenti aprono la strada ad azioni di tipo violento; per questo motivo, è importante che la vittima non sottovaluti il fenomeno e reagisca tutelandosi opportunamente.
In Italia, lo stalking è considerato reato per “atti persecutori” dal 2009, punibile in seguito alla denuncia dei fatti, con la reclusione del molestatore per un tempo che va dai sei mesi ai quattro anni.

Stalking: definizione

Lo stalking è un insieme di comportamenti intrusivi e continui, che sono attuati dal molestatore nella speranza di riallacciare un rapporto concluso con un ex partner, di controllare un conoscente, oppure di “conquistare” un estraneo. Il termine “stalking” deriva dal verbo inglese “to stalk” che significa “seguire furtivamente”, ma può essere usato anche in riferimento al “cacciatore in agguato della preda”.
La dinamica di questi atti persecutori è varia e complessa. I comportamenti dello stalker possono essere costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi dei luoghi frequentati dalla vittima (per raccogliere informazioni su di essa) e da intrusioni nella sua vita privata, per mezzo di telefonate (di contenuto sentimentale o, al contrario, minatorio), invio di oggetti o di posta, visite a sorpresa, pedinamenti, atti vandalici e simili. Il comportamento dello stalker è caratterizzato, quindi, da un'ossessione più o meno marcata nei confronti della persona oggetto delle sue attenzioni.
A prescindere dalle modalità, lo stalker risulta sempre molesto e gli atti persecutori sono vissuti come profondamente sgraditi dalla vittima. La persona presa di mira si trova, infatti, in uno stato di condizionamento psichico fortemente negativo, dal quale risulta difficile uscire. La vittima è infastidita, preoccupata e allarmata da tali persecuzioni e dalle possibili conseguenze.
In Italia, lo stalking è riconosciuto come reato nei “delitti contro la libertà individuale e morale” della persona (legge n. 38/2009, art. 612 bis del codice penale “Atti Persecutori”).


Attenzione! Per la legge sono considerati persecutori non tanto i singoli atti, bensì la loro serialità e la loro continuità nel tempo, naturalmente contro la manifesta volontà della vittima. I comportamenti persecutori devono essere ripetuti per almeno quattro settimane e presentano caratteri tali da produrre effetti duraturi nella persona perseguitata.

Comportamenti tipici dello stalker

Vittima e stalker possono essere persone che hanno avuto un contatto o una relazione di qualunque tipo (non necessariamente sentimentale) per i motivi più vari (lavoro, rete sociale, famiglia ecc.), oppure possono essere due sconosciuti.
Un elemento fondamentale dello stalking è il carattere di serialità e di continuità dei comportamenti molesti, che devono quindi:

  • Essere ripetuti nel tempo (almeno per 4 settimane);
  • Avere caratteristiche tali da produrre effetti duraturi.

Le attenzioni dello stalker nei confronti della vittima posso essere manifestate attraverso comunicazioni intrusive, ossia attraverso la trasmissione di messaggi relativi alle proprie emozioni (stati affettivi in forma patologica o vissuti di odio, rancore e vendetta).
Di conseguenza, i metodi di persecuzione adottati sono forme di comunicazione come:

  • Telefonate, sms, e-mail e social network;
  • Invio di lettere, fiori, regali, messaggi o altri oggetti con particolare significato (di contenuto sentimentale o, al contrario, minatorio).

Altra modalità di atto persecutorio è costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo indiretto (ad esempio: pedinare o sorvegliare da lontano la vittima, richiedere o annullare la richiesta di beni o servizi a nome della vittima) o di confronto diretto, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce e aggressioni (fisiche o sessuali) e danneggiamenti intenzionali a cose di proprietà (mezzi di trasporto, abitazione ecc.).
Queste forme di persecuzione possono indurre nella vittima uno stato di ansia costante e paura, fino a costringerla ad alterare le proprie abitudini. Se una persona è oggetto delle attenzioni di un molestatore, che si esplicano con le modalità descritte, può essere il caso di rivolgersi agli sportelli di ascolto (centri antiviolenza) o alle autorità competenti, al fine di tutelarsi da possibili intrusioni negative nella propria vita.
La cronaca ci ricorda sempre più frequentemente come lo stalking e le altre relazioni affettive disfunzionali possano sfociare in un forte stress psicologico o in atti di violenza fisica.  Per questo, è opportuno affrontare il problema con qualcuno che possa aiutare ad uscire dalla situazione di pericolo.

Identikit dello stalker e tipologie di vittime

Identikit del Molestatore

Attraverso l'analisi dei profili psicologici e lo studio del comportamento, è stato riscontrato che il soggetto che mette in atto il comportamento persecutorio di stalking può essere:

  • Risentito: porta rancore verso qualcuno che ritiene abbia commesso un danno o un torto nei suoi confronti (ad esempio, un cliente insoddisfatto) e, per tale motivo, cerca la vendetta mosso da sentimenti di rabbia. I comportamenti di questa tipologia di stalker mirano a causare paura e apprensione nella vittima.
  • Bisognoso di affetto: presenta un elevato grado di isolamento sociale e scarse capacità di relazione fisica o emotiva stabile; con lo stalking, il soggetto indirizza i suoi sforzi verso un partner idealizzato, nel tentativo di ottenere le attenzioni e l'intimità (riguardanti sia l'amicizia, sia l'amore) che non riesce a raggiungere nei modi convenzionali.
  • Corteggiatore incompetente: attua comportamenti opprimenti, espliciti e inadeguati, in quanto carente di abilità relazionali e incompetente rispetto alle regole sociali del corteggiamento. Spesso, i soggetti appartenenti a questa categoria non proseguono a lungo le condotte di stalking, ma tendono a cambiare la persona da molestare quando non hanno successo con il precedente bersaglio.
  • Respinto: inizia la persecuzione dopo che la partner (o il partner) lo ha lasciato oppure ha espresso il desiderio di porre fine alla relazione; ciò innesca una serie di strategie volte a impedire l'allontanamento della vittima e a prolungare nel tempo, seppure con modalità distorte, un legame ormai interrotto. L'obiettivo esplicito dello stalker può essere la riconciliazione e/o la vendetta per il rifiuto. Gli individui respinti sono i molestatori statisticamente più pericolosi, in quanto esiste la reale possibilità che lo stalking degeneri in atti di violenza fisica.
  • Predatore: estremamente pericoloso, persegue i propri desideri di gratificazione sessuale e controllo tramite lo stalking. Il predatore prova soddisfazione nell'osservare la vittima di nascosto, nel pianificare l'agguato senza minacciare o lasciar trapelare in anticipo le proprie intenzioni. La paura eccita, infatti, questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell'organizzare l'assalto.

In linea teorica, lo stalker può essere di entrambi i sessi, ma le statistiche nazionali dimostrano che si tratta di un comportamento più frequentemente maschile.

Identikit delle Vittime

Le persone a rischio di essere oggetto delle attenzioni dello stalker sono principalmente le donne con cui ha avuto un rapporto (coniuge o ex partner, ma anche vicine di casa, amiche e familiari).

Altra categoria vulnerabile è rappresentata da chi, per motivi professionali, fornisce “un aiuto” per mezzo di varie modalità: medici, infermieri, sacerdoti, assistenti sociali, insegnanti, avvocati e psicologi.  

Fattori scatenanti lo stalking

Alla base dello stalking possono esservi delle disfunzioni emotive attribuibili all'infanzia del molestatore e recenti perdite nell'età adulta, precedenti l'inizio dell'attività di persecuzione (es. rifiuto, abbandono, separazione e lutto).

Gli stalkers possono soffrire di disordini mentali, come dipendenza da alcool e droghe, disturbi della personalità e psicosi. Tuttavia, esistono anche situazioni in cui non è presente un disturbo psichiatrico sottostante.
I fattori motivanti alla base del comportamento dello stalker possono essere sintetizzati in:

  1. Carenza affettiva;
  2. Risentimento;
  3. Rifiuto;
  4. Predazione sessuale.

Stalker: Caratteristiche diagnostiche

Il comportamento molesto e assillante viene analizzato in ambito psichiatrico come espressione di diversi quadri clinici.
Agli stalkers si associano spesso i disturbi di personalità (antisociale, borderline, istrionico e narcisistico). In alcuni casi, si riscontrano nel molestatore i tratti di disordini psicotici, quali schizofrenia, disturbo delirante e psicosi affettive.
Comunque, va considerato che lo stalking non è un fenomeno omogeneo dal punto di vista psicopatologico, quindi risulta difficile far rientrare i molestatori in una precisa categoria diagnostica. Inoltre, non sempre è possibile identificare la presenza di un vero e proprio disturbo psichiatrico di riferimento all'origine del fenomeno.
In ogni caso, come per la vittima, il disagio e la sofferenza dello stalker non sono da sottovalutare: agendo compulsivamente nel seguire i propri bisogni e negando la realtà, il molestatore danneggia il proprio equilibrio mentale e la qualità della sua vita sociale.
Una volta denunciato alle autorità competenti, si dovrebbe offrire la possibilità di accogliere il disagio dello stalker, consentendo che egli segua un percorso di intervento psicologico, in modo da evitare la reiterazione dello stesso comportamento persecutorio con altre persone.

Possibili conseguenze per la vittima

Lo stalking può avere conseguenze gravi e pericolose per la persona presa di mira dal molestatore.
In molti casi, se conosce bene chi la perseguita, la vittima pensa di poter risolvere la questione da sola e non di rado, purtroppo, sottovaluta il rischio. Tuttavia, non viene tenuto in considerazione che la persona che attua le molestie, seppur portatore a sua volta di malessere, non vede altre vie di comportamento, e non è in grado di rispettare le scelte ed il volere altrui; basti pensare che atti di grave violenza o stupro sono preceduti spesso da un lungo periodo di molestie ossessive.
Il fenomeno può comportare per la vittima dello stalking problemi di ansia, insonnia, disturbi psicosomatici o veri e propri quadri di sintomatologia riconducibili al disturbo post-traumatico da stress.
Per questo motivo, è importante che le conseguenze dello stalking non siano sottovalutate: qualora si renda conto di essere caduta in atteggiamenti e situazioni di questo tipo, la vittima dev'essere incoraggiata a cercare un sostegno sociale e, se necessario, un'assistenza legale.
In generale, poi, viene raccomandato di interrompere qualsiasi contatto con lo stalker, di non rispondere mai alle sue telefonate, non leggere i suoi messaggi e non aprirgli la porta di casa. Ad alcune vittime di sesso femminile si può consigliare anche di prendere lezioni di autodifesa, per ridurre il sentimento di impotenza e vulnerabilità.

Alcuni consigli anti-stalking

  • Informarsi sull'argomento e adottare dei comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall'inizio, lo stalker; cercare di non reagire agli atti persecutori con paura, rabbia o minacce, in quanto si potrebbe rafforzare la motivazione del molestatore.
  • Non sottovalutare il rischio ed essere prudente: ad esempio, registrare le chiamate (rispondere e mantenere la linea per qualche secondo, in modo da consentire l'attivazione del sistema di registrazione dei tabulati telefonici) o fuori casa non fermarsi in luoghi isolati e appartati, non seguire sempre gli stessi itinerari ecc.
  • Tenere un diario per riportare e poter ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia.
  • Raccogliere “prove” sullo stalking di cui si è vittima: conservare eventuali lettere, sms o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio.
  • Tenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza un numero di pronto intervento.

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Ultima modifica dell'articolo: 10/10/2016

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