Stadi del morbo di Parkinson

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato


Il morbo di Parkinson è una patologia neurodegenerativa, progressiva, insidiosa, principalmente caratterizzata da due fasi: una fase perisintomatica ed una fase sintomatica. Generalmente, la prima fase o perisintomatica è caratterizzata dalla perdita dei neuroni dopaminergici della substantia nigra, anche se non è ancora ben chiaro quando questa fase cominci, né in quale percentuale sia quantificata la perdita dei neuroni dopaminergici. ParkinsonSulla base di diversi studi di ricerca, sono state formulate alcune teorie, come quella secondo cui trascorrerebbero cinque anni tra l'iniziale deplezione dei neuroni dopaminergici e la comparsa dei primi sintomi; un'altra corrente di pensiero sostiene che la perdita dei neuroni possa cominciare addirittura circa quarant'anni prima dell'esordio della malattia. Purtroppo, da parte dell'individuo, è molto difficile determinare con esattezza i primi sintomi, poiché l'esordio è graduale ed insidioso. Infatti, alcuni sintomi sono talmente lievi che non rendono possibile una valutazione clinica, mentre segni come la depressione o la dermatite seborroica, che non sono sintomi motori, possono comparire molto tempo prima delle disfunzioni motorie.
Possiamo comunque classificare la fase sintomatica del morbo di Parkinson in due parti: la fase precoce e la fase tardiva. La prima fase è caratterizzata dalla comparsa dei primi sintomi del morbo di Parkinson, che compaiono quando si è perso all'incirca il 70% dei neuroni dopaminergici della substantia nigra. La seconda fase, invece, si riferisce all'arco di tempo in cui si ha la progressione della patologia. Quando il morbo di Parkinson viene diagnosticato, può presentare diversi quadri clinici, anche se i sintomi motori primari si presentano con una certa variabilità tra paziente e paziente. Ad esempio è stato statisticamente osservato che il 70% dei casi presenta tremore a riposo, che si manifesta con una frequenza maggiore negli individui con morbo di Parkinson ad insorgenza precoce. La rigidità colpisce l'89-99% dei pazienti colpiti dal Parkinson; la bradicinesia si manifesta nel 77-98% dei casi e l'instabilità posturale nel 37% degli individui colpiti. Infine, il 72-75% dei pazienti presenta l'esordio asimmetrico tipico della malattia. Vi sono diverse forme di Parkinson, alcune presentano tutti e quattro i sintomi cardinali, in altre, invece, è presente soprattutto il tremore o l'acinesia e la rigidità.
Se il malato di morbo di Parkinson non viene sottoposto ad alcun tipo di trattamento, la malattia progredisce in maniera invalidante, tanto che Hoehn e Yahr l'hanno classificata in cinque stadi.

  • Stadio I: si parla di interessamento lieve e monolaterale. Lo stadio I è caratterizzato dalla comparsa di tremore a carico degli arti superiori a riposo. Circa un anno prima si possono manifestare altri sintomi, come ad esempio algia prodromica o sensazione di dolenza. Si riduce l'uso dell'arto superiore. Esaminando attentamente l'individuo, risulta evidente una leggera rigidità, la presenza di acinesia e la compromissione dei movimenti alternati rapidi e della destrezza delle dita. Si osserva un rallentamento dei movimenti ed un peggioramento nella ripetizione. In particolare, durante la scrittura, si manifestano alcune alterazioni tipo tratto tremolante, difficoltà nei tratti rotondeggianti e micrografia. Inoltre, spesso è presente ipomimia facciale e alcune volte si riscontra seborrea frontale.
  • Stadio II: interessamento bilaterale con alterazioni precoci di postura. L'individuo colpito da malattia di Parkinson assume una postura fissa, in cui il tronco, le anche, le ginocchia e le caviglie sono flessi lievemente. Inoltre tutti i movimenti tendono a rallentare in maniera graduale, determinando la cosiddetta bradicinesia. Spesso i pazienti manifestano una depressione reattiva.
  • Stadio III: vi è un'elevata compromissione dell'andatura, moderata inabilità generalizzata e comparsa di una retropulsione o propulsione. Aumenta la compromissione a livello dei riflessi posturali. Si nota nell'individuo colpito da malattia di Parkinson un passo sempre più affrettato e corto, con il tronco che si inclina in avanti. Vi è un rallentamento importante della deambulazione ed un aumento della bradicinesia, mentre la retropulsione e la propulsione cominciano ad indurre le cadute. In questo stadio, occasionalmente, il paziente può necessitare di aiuto per compiere alcune mansioni.
  • Stadio IV: elevata inabilità. In questo stadio, l'individuo colpito da morbo di Parkinson ha maggior bisogno di assistenza per lo svolgimento delle normali attività quotidiane e non è più in grado di vivere da solo. Nello stadio quattro il paziente ha frequenti cadute e i compiti che richiedono un fine controllo motorio risultano difficili o impossibili.
  • Stadio V: si manifesta invalidità completa. La deambulazione risulta impossibile, e l'individuo malato di Parkinson, non può più mantenere la posizione eretta. Quando è a letto è in posizione supina ed immobile, con il capo leggermente flesso sul tronco. Ha costantemente la bocca aperta a causa della disfagia e della ridotta deglutizione spontanea. Fatica a cibarsi e spesso compare disidratazione e cachessia. Inoltre la situazione risulta maggiormente complicata dal pericolo di infezione per ridotta escursione toracica ed inefficacia del riflesso della tosse, per vescica neurologica e per costante costrizione a letto. Ovviamente questo quadro clinico si riferisce ad un individuo malato di Parkinson non sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.
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