Il sonno ed i suoi disturbi

A cura del Dott. Stefano Casali


« introduzione: il sonno


Il Sonno REM potrebbe avere la funzione specializzata per l'elaborazione delle informazioni da parte dell'emisfero destro. In favore di questa ipotesi è il fatto che manipolazioni pre-sonno che attivano l'emisfero destro riducono il bisogno di Sonno REM e così alcune pratiche di meditazione trascendentale. Questa ipotesi conferisce al Sonno REM anche una funzione di reset del sistema di registrazione delle informazioni. Tale funzione avrebbe il compito di cancellare le informazioni irrilevanti accumulatesi durante la veglia e preparare il cervello all'arrivo di nuove informazioni (Block V. et Al., 1981; Marks GA. et AL., 1995; Gigli GL. et Al., 1985). Forse questa funzione si integra con quella discussa precedentemente così da permettere in sonno REM un confronto tra le informazioni attuali e quelle recuperate dalla memoria a lungo termine. Tale processo di integrazione sarebbe in grado di conferire un significato alle nuove informazioni e ne condizionerebbe la riorganizzazione. A queste ipotesi essenzialmente neurobiologiche delle funzioni del Sonno REM e NREM vanno aggiunte le ipotesi di natura psicologica e psicodinamica relative a quegli stati mentali che si organizzano proprio nelle "cornici biologiche" create dalle diverse fasi del Sonno. E' centrale, infatti, nel discorso sul significato funzionale del Sonno, il fatto che il Sonno NREM abbia una sua attività mentale che può essere anche considerata preparatoria all'attività che emerge nel Sonno REM. In quest'ultima fase, le funzioni mentali sono rappresentate da processi onirici che pongono quindi il problema delle funzioni del sogno. Possiamo quindi affermare che il Sonno come momento biologico è anche in funzione del sogno quale processo mentale (Jouvet M., 1993). La psicoanalisi ha scoperto l'importanza di questo processo nella vita dell'uomo e lo studia per conoscere i meccanismi inconsci che condizionano i suoi sentimenti, emozioni, pensieri e comportamenti coscienti.
Riassumendo possiamo distinguere quattro teorie sul significato del Sonno:

Teoria del recupero

Secondo questa teoria il Sonno avrebbe la funzione di ristorare l'organismo. In particolare il Sonno avrebbe una funzione di recupero sull'organismo durante le fasi NREM e di recupero (svolgendo un ruolo di riprogrammazione genetica dei comportamenti innati) e fissazione della memoria (facilitando l'incorporazione di nuovi comportamenti appresi in veglia) durante le fasi REM (Block V. et Al., 1981; Gigli GL. et Al., 1985).

Teoria della conservazione dell'energia

Questa teoria si fonda sull'osservazione che durante il Sonno si assiste ad una riduzione dell'attività metabolica del 10% e della temperatura del corpo. Questo dato ha poco valore nell'uomo ma assume grande significato dal punto di vista evolutivo. Rispetto agli animali poichilotermici come i rettili, i mammiferi e gli uccelli hanno bisogno di un notevole dispendio di energia per mantenere costante la temperatura interna. Per questo motivo la riduzione di temperatura che si verifica soprattutto durante le prime fasi del Sonno avrebbe il significato di preservare energia. Questo processo è lo stesso che permette a molti animali di iniziare il processo di letargo (Jouvet M., 2000).

Teoria dell'apprendimento

Secondo questa teoria il Sonno e soprattutto il Sonno REM avrebbe un ruolo determinante per la maturazione del sistema nervoso centrale, infatti durante la fase REM si assiste ad un incremento dell'attività cerebrale. In studi sperimentali uomini sottoposti a sessioni intensive di apprendimento presentavano un aumento significativo del Sonno REM, espressione del processo di fissazione dei dati appresi nella memoria a lungo termine. I neonati presentano una percentuale maggiore di Sonno REM rispetto agli adulti ed agli anziani parallelamente alla maggiore capacità di apprendere (Gigli GL. et Al., 1985; Marks GA.,et Al., 1995).

Teoria evolutiva

Il Sonno secondo la teoria evoluiva si sarebbe sviluppato in relazione al concetto di rapporto 'preda, predatori' ovvero in relazione alle influenze dell'ambiente. Durante il Sonno le prede attraggono meno l'attenzione dei predatori ma dall'altra parte sono anche più vulnerabili in quanto meno sensibili agli stimoli. Ad esempio gli erbivori dormono per periodi brevi in modo da avere tempo di procacciarsi il cibo e vigilare contro i predatori. Gli animali carnivori essendo meno in pericolo e procacciandosi più velocemente il cibo possono dormire più a lungo. Basti pensare che l'animale che presenta la quantità di sonno REM maggiore (circa 200 minuti) è proprio l'animale meno a rischio ambientale: il gatto domestico (Jouvet M., 2000).

 

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