Il sonno del neonato

Il sonno del neonato differisce da quello di un adulto sotto molteplici aspetti, sia di carattere quantitativo che qualitativo.

Nelle primissime settimane di vita un neonato dorme in media 16 ore al giorno. In questa fase, il ritmo sonno-veglia è piuttosto irregolare ed individuale; varia quindi da neonato a neonato e si caratterizza per una veglia leggermente più prolungata di notte. In effetti durante la gravidanza, confortato dai rumori abitudinari, il feto dorme quando la madre è in attività; viceversa, tende a svegliarsi non appena la gestante si distende per il riposo.

sonno neonato

Secondo gli esperti un neonato non dovrebbe mai trovarsi in una simile posizione durante il sonno; va invece posizionato supino (a pancia in su) su una superficie non troppo soffice.

Il sonno del neonato è dominato da motivazioni istintive, da pulsioni primarie come la fame o la sete. La necessità di assumere pasti piccoli e frequenti, derivante dalla scarsa capacità gastrica e dagli imponenti ritmi di crescita, fa sì che il ritmo biologico del neonato oscilli intorno alle 3-4 ore, e sia ben collegato al ciclo fame-sazietà. Generalmente i bambini allattati artificialmente tendono a dormire per periodi più lunghi rispetto a quelli allattati al seno, che possono richiedere poppate frequenti, fino a 12 al giorno.

Inizialmente, adattarsi a questi brevi periodi di sonno può risultare piuttosto frustante per i neo-genitori, portati a sperare che il piccolo impari presto a dormire più a lungo.

Come già detto, in questa prima fase i bisogni nutritivi del neonato impongono un frequente ripetersi del ciclo sonno-veglia; per questo, molti pediatri consigliano di non lasciar dormire troppo a lungo i neonati, interrompendo "pennichelle" superiori alle 4-5 ore o alle 3 ore in caso di insufficiente aumento del peso. Ad ogni modo, è importante che i genitori si adattino al bambino rispettandone i bisogni fondamentali, senza imposizioni e reprimendo eventuali "desideri educativi" troppo precoci.

Il sonno dei neonati, come del resto quello degli adulti, è composto da stadi differenti per intensità e durata. Innanzitutto occorre distinguere una fase REM da una fase non REM.

Acronimo di Rapid Eye Movement (movimenti oculari rapidi), REM è una fase di sonno leggero, costellata da sogni e caratterizzata da movimenti fasici degli arti, del viso e del corpo, con respirazione e frequenza cardiaca irregolare. Durante il sonno, il neonato si trova per circa il 50% del tempo in questa fase REM, mentre nei bambini più grandi il sonno REM è più contenuto (scende al 15% nell'adulto).

Il sonno non REM si compone di quattro fasi: sonnolenza (1), sonno leggero (2), sonno profondo (3) e sonno molto profondo (4). Quando un neonato è pronto per addormentarsi attraversa queste quattro fasi in progressione, dopodiché compie il percorso inverso sino al punto due ed entra nello stadio di sonno REM (1 → 2 → 3 → 4 → 3 → 2 → REM). Questo ciclo si ripete più volte durante il riposo ed implica una certa facilità al risveglio nel passaggio dal sonno profondo al sonno leggero.

Il sonno del neonato: alcuni consigli

Nelle prime settimane di vita i genitori possono fare ben poco per rendere più confortevole e regolare il sonno del neonato. L'unica accortezza importante è quella di evitare la posizione prona (a pancia in giù) durante il sonno; infatti, mantenere il neonato in posizione supina (a pancia in su) riduce nettamente il rischio di SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante). Sempre per la medesima ragione, è consigliabile far dormire il bambino in un lettino a parte, evitando di tenerlo a letto con i genitori. Naturalmente, nella culla e nel lettino non devono essere presenti oggetti che possono interferire con la respirazione del neonato, come ad esempio piccoli giocattoli, cuscini, piumoni, corde, lacci, oggetti spigolosi o appuntiti. Secondo alcuni studi, anche i paraurti andrebbero evitati. Vanno altresì evitate le superfici troppo morbide, mentre eventuali coperte dovrebbero arrivare sino al petto lasciando ben scoperta la testa del neonato.

Alle prime avvisaglie di sonno (sbadigli, stropicciamento degli occhietti, guardo fisso all'orizzonte), il neonato andrebbe fatto addormentare nella sua stanza, in un ambiente confortevole non troppo caldo (20 °C), evitando se possibile di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi prima di metterlo nel lettino.

Con la crescita, il ritmo sonno-veglia del neonato-lattante tende progressivamente a sincronizzarsi con l'ambiente esterno, orientandosi verso una veglia più prolungata di giorno ed un sonno più duraturo di notte. Fondamentale, in tal senso, risulta l'attività del nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo in risposta ad una serie di stimoli esterni, primo fra tutti l'alternanza luce/oscurità e rumore/silenzio. Questo fisiologico processo di adattamento può essere in qualche modo accelerato e favorito differenziando l'atmosfera del sonno notturno da quella del riposo diurno; di notte, ad esempio, il bambino andrà lasciato dormire al buio in un ambiente tranquillo; gli stimoli andranno ridotti anche durante la poppata ed il cambio pannolino, da effettuarsi in ambienti con luci soffuse resistendo alla tentazione di giocare o parlare coil bambino. Viceversa, durante il sonno diurno è bene lasciar entrare la luce nella stanza ed evitare soltanto i rumori violenti.

Anche l'instaurazione di una sorta di rituale per l'addormentamento può favorire l'acquisizione di questi ritmi. Una musica in sottofondo mentre il piccolo è in procinto di addormentarsi, può aiutarlo ad identificare è il momento giusto per abbandonarsi ad un sonno che sarà ristoratore anche per la madre.