Sonno e sicurezza stradale

Altra diffusa causa di incidenti stradali, sono i "colpi di sonno" dovuti a stanchezza del conducente, alla monotonia del viaggio (percorso lungo e noioso) o alla guida dopo un pasto abbondante (che induce una digestione difficile). Quando si è assonnati, i nostri sensi, di conseguenza i nostri riflessi, sono sfalsati. Se il conducente di un'auto che viaggia a 130 Km/h, si addormenta per due soli secondi, in questo brevissimo tempo, la vettura non è controllata da nessuno e percorre 72 metri!!
Il sonno è per noi un bisogno, una necessità: consente di recuperare l'energia per affrontare tutte le attività quotidiane e, quindi, non è da sottovalutare.
Mentre si dorme il metabolismo si riduce, cala la temperatura corporea, i muscoli si rilassano, i vasi sanguigni della pelle si dilatano e diminuiscono la pressione sanguigna e i battiti cardiaci.
In genere, i bambini hanno bisogno di più ore di sonno rispetto agli adulti: invecchiando calano le ore di sonno di cui l'organismo necessita.
Come sempre, è il cervello che regola l'alternarsi del sonno e della veglia mediante l'ipotalamo.
Ma come mai dopo aver bevuto una tazzina di caffè ci si sente meno stanchi? Nel caffè è presente la caffeina (C8H10O2N4) che incrementa l'attenzione e la resistenza alla fatica sia fisica sia psichica, in quanto agisce sul cervello sul cuore e sull'apparato muscolare.
In una tazza di caffè sono presenti circa 0.1 g di caffeina; anche la coca cola contiene la caffeina.
L'assunzione di alte dosi di caffeina, o la contemporanea assunzione di caffeina, nicotina e alcool, può far perdere il controllo; può causare, infatti, aritmie (battito cardiaco irregolare), vertigini, tremore delle mani, ecc..
La caffeina agisce sulle sinapsi in quanto ha una struttura che somiglia a quella dell'adenosina la quale ha il compito di controllare la maggior parte delle funzioni del corpo; la caffeina, quindi, entra in competizione con l'adenosina: quando l'adenosina raggiunge il proprio recettore sul neurone presinaptico viene bloccato il rilascio di neurotrasmettitori; se è la caffeina a legarsi con il recettore dell'adenosina, il neurone continua a rilasciare i neurotrasmettitori e lo stimolo non si arresta.

E' stato valutato che la caffeina contenuta in 2 o 3 tazzine di caffè, blocca circa il 50% dei recettori dell'adenosina.

 

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