Sintomi del tetano


La germinazione delle spore tetaniche comporta la produzione di esotossine batteriche neurotrope, come la pericolosissima tetanospasmina. Queste molecole velenose di natura proteica vengono captate dalle placche terminali dei motoneuroni alfa e da qui migrano fino a raggiungere il sistema nervoso centrale; è altresì possibile una diffusione diretta per via linfo-ematogena.

Il sintomo d'esordio più frequente del tetano è la rigidità della mandibola; la bocca si storta in uno spasmo involontario e doloroso. Altri sintomi sono difficoltà di deglutizione, stato di agitazione, sudorazioni, irritabilità, rigidità muscolare sensazione di freddo e convulsioni dolorose. In successione si contraggono i muscoli della nuca, del collo, del tronco e degli arti, fino al blocco dei muscoli della respirazione, che può provocare la morte.


Vedi anche: Sintomi Tetano

Giunte a questo livello, le tossine tetaniche bloccano la liberazione dei neurotrasmettitori inibitori che garantiscono la normale coordinazione muscolare (data da un fine meccanismo di contrazioni e rilassamenti). Il venir meno di questo freno inibitorio provoca spasmi involontari che interessano i muscoli scheletrici agonisti ed antagonisti, provocando rigidità muscolare generalizzata e persistente seguita ed aggravata da crisi spastiche. Questi attacchi, detti accessi tetanici o convulsioni tetaniche, durano da pochi secondi a meno di un minuto e sono scatenati da movimenti volontari o da stimoli esterni anche lievi (visivi, acustici, tattili). Le contrazioni possono essere così violente da produrre fratture ossee.

I primi sintomi del tetano sono spesso rappresentati da rigidità mandibolare e difficoltà ad aprire la bocca. Altri sintomi possono essere febbre, sudorazione, ipertensione arteriosa e tachicardia. Da segnalare che la tetanospasmina non ha effetti sul sistema sensitivo e sullo stato di coscienza; il paziente è pertanto sveglio e lamenta dolori spesso atroci.

Il tetano può presentarsi in una forma generalizzata o localizzata, cioè limitata all'area circostante la ferita contaminata. La forma generalizzata, più grave e comune, può determinare la morte del paziente per paralisi dei muscoli respiratori o complicanze cardiache. Il tetano locale può comunque, seppur raramente, evolvere nella forma estesa. Una terza tipologia, detta tetano cefalico, è associata all'otite media cronica e risulta più comune nei bambini.

Per il tetano non esiste una vera e propria cura, anche se il ricovero nei moderni centri di terapia intensiva, unitamente alla somministrazione precoce di specifiche immunoglobuline anti-tetaniche, contribuiscono ad aumentare le possibilità di sopravvivenza. Essenziale rimane la prevenzione.

Il tetano non dà immunità, poiché la tossina agisce in dosi così piccole da rappresentare uno stimolo insufficiente per indurre una risposta anticorpale apprezzabile.


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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016