Sintomi del Morbo di Parkinson

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato


« Prima Parte - altri Sintomi del Morbo di parkinson

  • Disturbi dell'andatura e alterazione dei riflessi posturali: è certamente evidente come in un individuo affetto da morbo di Parkinson vi sia una certa difficoltà ad iniziare il movimento. Sintomi ParkinsonQuesto fenomeno - in cui l'individuo tende a camminare sul posto, per poi partire velocemente con il tronco piegato in avanti, le braccia flesse e vicine al corpo, le gambe rigide e flesse, con passi corti e piedi che strisciano al suolo - è detto festinazio. Quando, accidentalmente, l'individuo colpito da Parkinson viene spinto, tende a cadere in avanti perché non in grado di compiere gli aggiustamenti posturali necessari per mantenere l'equilibrio. Perciò la disfunzione della postura è responsabile del portamento curvo, in cui l'individuo appare come ripiegato su se stesso con il collo e il tronco flessi in avanti.
  • Dolore: è uno dei sintomi di esordio della patologia e spesso compare uno o più anni prima di altri sintomi.
  • Disturbi del linguaggio: è dimostrato che l'individuo malato di Parkinson parla in maniera abbastanza monotona. Questo è dovuto ad una perdita di tonalità e di modulazione della voce; inoltre vi è una tendenza ad accelerare l'emissione dei suoni, mangiandosi le parole. Questo porta ad una specie di balbuzie, che però si può curare attraverso opportuni esercizi di riabilitazione del linguaggio.
  • Tra i malati di Parkinson, una nota importante spetta anche ai cosiddetti sintomi psichici che possono manifestarsi. Tra i sintomi più comuni, la depressione si registra nel 25-40% dei casi di malattia di Parkinson. Generalmente, la depressione precede la sintomatologia motoria o si manifesta entro un anno dall'esordio della malattia. L'entità di questa forma di depressione è di tipo lieve-media e solo in rari casi si manifestano episodi di suicidio. Sono state ipotizzate due teorie per tentare di spiegare perché la depressione compare nei malati affetti da malattia di Parkinson. Nella prima teoria, la depressione viene considerata come "reattiva", dovuta alla progressiva disabilità funzionale, mentre nella seconda teoria la depressione viene considerata come parte integrante della patologia, intesa come alterazione primaria delle ammine presenti nel cervello. Negli ultimi anni, nel campo della ricerca farmacologica si è tentato di identificare nuovi farmaci con caratteristiche tali da modulare i sistemi neurotrasmettitoriali affinchè rivestissero una funzione di controllo, come ad esempio il sistema serotoninergico. E' noto infatti he gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI), si sono rivelati particolarmente utili, tant'è che possono essere associati alla terapia antiparkinson.
    Accanto alla depressione, un altro sintomo che interessa il malato di Parkinson è la demenza, che colpisce l'8-10% dei pazienti. Ancora non è noto, però, se questo tipo di demenza, che viene classificata come demenza degenerativa primaria, sia parte integrante della patologia. E' stato ad esempio dimostrato da alcune indagini che gli individui colpiti da morbo di Parkinson presenterebbero un coesistente morbo di Alzheimer, dato che nei cervelli di questi individui sono state riconosciute delle placche con segni di degenerazione neurofibrillare e atrofia dei neuroni e dei neuroni corticali.
    Infine, un altro sintomo di tipo psichico che accompagna il malato di Parkinson, può essere la bradifrenia, ovvero: lentezza nell'elaborazione del pensiero, disattenzione e scarsa concentrazione. Questo sintomo, proprio per le sue caratteristiche, difficilmente si distingue dalla demenza, anche se la memoria e le capacità cognitive rimangono inalterate, a differenza di ciò che accade, invece, agli individui affetti da demenza. Alcuni studi hanno ipotizzato che alla base della bradifrenia potrebbe esservi la degenerazione del locus coeruleus, dato che le vie ceruleo-corticali sono coinvolte nel mantenimento dell'attenzione e della vigilanza.
  • Oltre ai sintomi psichici sopra descritti, il morbo di Parkinson, essendo una malattia cronica e progressiva, suscettibile quindi ad un'ampia variabilità, può essere caratterizzato anche da sintomi a livello dell'apparato gastro-intestinale, cardiovascolare e genito-urinario, che nel loro insieme vengono raggruppati sotto il termine disfunzione autonomica. Se i sintomi sistemici si manifestano, non presentano le stesse caratteristiche in tutti i soggetti e soprattutto non inducono necessariamente disabilità nell'individuo, soprattutto se questi è ben curato e controllato.
    Parlando del sistema gastro-intestinale, nelle fasi più avanzate della malattia di Parkinson, a causa di una disfunzione del controllo dei muscoli della lingua, della faringe e dell'esofago, l'atto della deglutizione può risultare compromesso. La deglutizione è un movimento automatico complesso, dove i muscoli della bocca e della lingua devono muoversi in maniera coordinata tra di loro per spingere il cibo dalla cavità buccale orale all'esofago. Se questo meccanismo risulta alterato, l'individuo ha difficoltà a deglutire cibi solidi, ma anche farmaci in compresse, di conseguenza compare come disturbo il reflusso gastro-esofageo. Per questo motivo sono state studiate delle formulazioni liquide di levodopa, che si rivelano utili anche nel caso di rallentamento della motilità o dello svuotamento gastrico (che provocherebbe un assorbimento ritardato o addirittura nullo a livello duodenale del farmaco stesso). Un disturbo correlato alla riduzione dell'atto della deglutizione è anche la scialorrea, un eccessivo accumulo di saliva nella cavità orale dovuto proprio al fatto che il soggetto affetto da morbo di Parkinson non riesce a deglutirla.
    Un altro disturbo, altamente invalidante, che spesso si manifesta negli individui affetti da malattia di Parkinson, è la stipsi, provocata da una diminuita motilità intestinale, ma anche dal fatto che vi è difficoltà nella coordinazione dell'atto motorio complesso della defecazione, che proviene dall'azione sinergica tra la muscolatura diaframmatica pelvica ed addominale.
    Per questo motivo l'individuo soffrirà di un problema espulsivo legato alla mancanza di coordinazione di questi muscoli e all'assenza di rilassamento dei muscoli della pelvi. Il problema può essere alleggerito attraverso norme di corretta alimentazione, preferibili all'uso dei lassativi. I sintomi gastrointestinali descritti, insieme ad un movimento eccessivo causato dalle discinesie, possono indurre ad una riduzione di peso, a volte anche significativa.
  • Un individuo colpito da morbo di Parkinson, inoltre, presenta anche un sistema genitourinario maggiormente compromesso; i sintomi di tale alterazione si manifestano con urgenza della minzione, causata dalla difficoltà nel coordinare il rilassamento del piano perineale e la contrazione della muscolatura della vescica. Di conseguenza, aumenta la frequenza di minzione perché la vescica non si svuota mai del tutto o perché si avverte lo stimolo di urinare anche quando la vescica non è ancora piena. Un altro sintomo che si manifesta, però raramente, è la ritenzione urinaria, che sopraggiunge quando viene a mancare il rilasciamento del piano perineale.
  • Quando il morbo di Parkinson è in una fase conclamata, gli individui affetti dalla patologia possono sviluppare - a livello del sistema cardiovascolare, in particolare nel periodo post-prandiale - ipotensione ortostatica (che consiste in una marcata riduzione della pressione arteriosa durante i cambi di posizione). Questo sintomo è particolarmente spiacevole sia per l'individuo colpito sia per i familiari, che vedono il malato accasciarsi improvvisamente a terra privo di sensi. Un rimedio a questo sintomo del morbo di parkinson può essere quello di consumare pasti poco abbondanti ma frequenti, bere un caffè e fare una piccola pausa dopo pranzo. Si deve, invece, evitare l'assunzione di alcol.
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