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      Ultima modifica: 23/11/2011

Sintomi del diabete

Vedi anche: sintomi diabete insipido


Sintomi Diabete di tipo 1: esordisce nel 50% dei casi ad un'età inferiore ai 20 anni e più frequentemente all'epoca della pubertà . Non è tuttavia raro un esordio nell'infanzia e persino è possibile che questo si verifichi nel primo anno di vita. I suoi sintomi di presentazione consistono nell'aumento della quantità di urine emesse nelle 24 ore (poliuria), in un incremento della sete e dell'introduzione di liquidi, in un'esaltazione dell'appetito e dell'assunzione di alimenti (polifagia), che però non si accompagna a un accrescimento di peso, ma al contrario, a un dimagramento. In alcuni casi, i primi sintomi riconosciuti di un diabete di tipo 1 sono quelli della chetoacidosi (aumento dei corpi chetonici nel sangue e nelle urine),  magari in occasione di un'infezione o di un intervento chirurgico. Un curioso fenomeno  che  spesso viene osservato è una regressione apparentemente spontanea dello stato diabetico, dopo il periodo iniziale di squilibrio metabolico, regressione che perdura per alcuni mesi (cosiddetta "luna di miele") per poi dar luogo nuovamente, e definitivamente, allo stato diabetico. Le alterazioni rilevate con gli esami di laboratorio in questa forma di diabete sono l'iperglicemia a digiuno e soprattutto dopo i pasti e la glicosuria, che è spesso molto rilevante.


Sintomi Diabete di tipo 2 : viene  più  spesso  diagnosticato  casualmente  nel  corso di esami di laboratorio eseguiti per altri motivi in soggetti che sono, a questo riguardo, completamente asintomatici. Questo dipende dal fatto che la malattia di solito si instaura molto lentamente e che occorre molto tempo prima che i sintomi legati all'iperglicemia e glicosuria si rendano manifesti. D'altro canto, in molti pazienti il diabete resta lieve (o addirittura l'anomalia metabolica si arresta allo stato di alterata tolleranza al glucosio) ed i sintomi da iperglicemia e glicosuria non si verificano mai. Tra le condizioni che più spesso spingono questi pazienti ai controlli clinici ed alla scoperta del diabete, frequentemente si trovano disturbi circolatori legati all'aterosclerosi, che in questi pazienti è più intensa e più precoce che nella media. Tra gli esami di laboratorio oltre all'iperglicemia ed alla glicosuria, sono facilmente rilevate un'ipertrigliceridemia (aumento delle lipoproteine  plasmatiche  VLDL)  ed un'iperuricemia (aumento dell'acido urico). La concomitante presenza, in alcuni pazienti con diabete di tipo 2 di alterata tolleranza al glucosio, di resistenza insulinica, di ipertrigliceridemia, di iperuricemia e di obesità ha spinto alcuni autori a parlare di sindrome metabolica.


Sintomi Diabete gestazionale: è un'iperglicemia che per la prima volta viene rilevata durante la gravidanza e che è dovuta all'incapacità di aumentare adeguatamente la secrezione di insulina. Il difetto delle cellule  può essere dovuto ad un'autoimmunità verso il pancreas in una minoranza di casi, ma spesso si manifesta come una resistenza dei tessuti bersaglio all'insulina. L'identificazione di tale malattia metabolica nelle donne gravide è di particolare importanza e la determinazione di una glicemia a digiuno è largamente raccomandata in tutte le donne gravide tra le 22 e le 28 settimane di gestazione. Inoltre, in donne che appaiono ad alto rischio per lo sviluppo della malattia (obese, con familiari di primo grado diabetici) questo controllo deve essere effettuato il prima possibile e ripetuto tra le 24 e 28 settimane di gestazione. In questo caso è meglio effettuare un test da carico valutando la glicemia un'ora dopo la somministrazione orale di 50 g di glucosio. I rischi clinici precedenti il parto per il diabete gestazionale riguardano il feto: nelle donne con grave iperglicemia è stato infatti dimostrato un aumentato rischio di malformazioni fetali più o meno gravi (la macrosomia, cioè l'aumento delle dimensioni della testa del feto, è la più frequente), oppure il parto di feto morto od altre anomalie. Di solito la situazione metabolica si normalizza dopo il parto, ma le donne che hanno sofferto di diabete gestazionale hanno una probabilità dal 17 al 63% di sviluppare un diabete non gestazionale negli anni seguenti. Anche per bambino nato da queste donne vede un aumentato rischio di obesità e di alterata tolleranza al glucosio già nell'infanzia e nella giovinezza.



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