Sintomi Colesterolo Alto: Come accorgersene?

Il colesterolo alto, di per sé, non provoca alcun sintomo al paziente, fatta eccezione per i rarissimi casi di ipercolesterolemia familiare omozigote, dove - a causa degli elevatissimi livelli di colesterolo ematico (600 - 1200 mg/dL) - si apprezzano sin dall'infanzia depositi di colesterolo nella pelle, nei tendini e intorno alla cornea dell'occhio (archi cornei), oltre a placche lipidiche (xantomi) all'interno della pelle su gomiti, ginocchia e natiche.

Sintomi Colesterolo AltoPur non arrecando, almeno apparentemente, alcun sintomo o disturbo al paziente, il colesterolo alto rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, a cui viene riconosciuto il triste primato di essere la principale causa di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, il colesterolo alto è forse l'elemento eziologico più importante nella comparsa dell'aterosclerosi, una malattia degenerativa delle arterie di grosso e medio calibro, a cui sottrae progressivamente elasticità e portata.

Nelle pareti interne di un'arteria colpita dall'aterosclerosi si nota la presenza di lesioni infiammatorie/cicatriziali, infarcite da depositi di lipidi e cellule immunitarie; a causa di questi depositi, l'arteria diviene più incline alla rottura e costituisce un ostacolo alla normale circolazione del sangue, riducendo in maniera più o meno importante la quantità di ossigeno e nutrienti disponibili per i tessuti a valle dell'ostruzione.

Similmente al colesterolo alto, che - insieme all'ipertensione, al sovrappeso, alla resistenza all'insulina, al fumo, alla sedentarietà e ai disordini alimentari da eccessi calorici (specie con surplus di colesterolo, grassi saturi, alcol e zuccheri) - rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la sua comparsa, l'aterosclerosi è, nelle sue fasi iniziali, assolutamente asintomatica. Oggi sappiamo che in una grossa percentuale di individui i processi aterosclerotici iniziano già in età pediatrica o al massimo entro i 20 anni di età; i depositi lipidici e le alterazioni istologiche a livello delle arterie tendono quindi ad aggravarsi con il passare del tempo e a perdere la caratteristica di reversibilità (processi fibrotici). Solo decenni più tardi, indicativamente dai 50 anni in poi, le placche aterosclerotiche raggiungono dimensioni tali da dar luogo a temibili complicanze, come angina pectoris, cardiopatia ischemica, infarto del miocardio, claudicatio intermittens, disfunzione erettile, ictus. Tra i sintomi più allarmanti di queste malattie ricordiamo: dolore toracico con forte senso di oppressione o costrizione (come se un macigno gravasse sul proprio petto o fosse stretto da una morsa), soprattutto durante forti stress psicofisici, zoppia e crampi durante una camminata, confusione mentale, cefalea.

In un lontano studio del 1953, condotto su cadaveri di giovani soldati statunitensi deceduti nella guerra di Corea, Enos ed i suoi collaboratori notarono che - sebbene questi soldati non avessero sintomi di malattia cardiovascolare - il 35% del campione presentava un qualche visibile ma insignificante  restringimento di uno o più vasi coronarici, il 39% presentava una stenosi (restringimento dovuto all'ispessimento della placca aterosclerotica) tra il 10 e il 90%, e il 3% presentava una stenosi completa di uno o più vasi coronarici. Solamente il 23% dei soldati vantava arterie coronarie macroscopicamente normali.

Dal 1953 molti altri studi hanno confermato come il processo aterosclerotico inizi già in età pediatrica e come la sua insorgenza ed evoluzione siano correlati ai valori di colesterolemia: tanto più questi sono elevati e tanto maggiore è il rischio. Inoltre, valori elevati di colesterolo in età pediatrica sono predittivi di valori elevati in età adulta.

Cosa fare dunque?

Se da un lato il colesterolo alto è un nemico insidioso perché non dà segni o sintomi diretti, dall'altro è facilmente identificabile attraverso un semplice esame del sangue. Per questo il monitoraggio periodico dei livelli di colesterolo, a partire dai 20 anni di età, costituisce una pratica saggia e raccomandabile. In linea generale, a partire dalla seconda decade di vita si consiglia di ripetere l'esame ogni cinque anni, anche in assenza di sintomi, salvo diversa indicazione medica; ad esempio, in caso di colesterolo alto o predisposizione familiare all'ipercolesterolemia, il medico potrebbe consigliare analisi più frequenti.



Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

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