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Salute
      Ultima modifica: 23/11/2011

Singhiozzo

Il singhiozzo è una contrazione inaspettata, quindi involontaria e spasmodica, del diaframma che si esprime in un'ispirazione seguita dall'improvvisa e rumorosa chiusura della glottide. SinghiozzoGli impulsi responsabili del singhiozzo hanno solitamente origine gastrointestinale o emozionale; si accompagnano, per esempio, ad un lauto pasto (caratteristico è il singhiozzo del bambino dopo la poppata), all'abitudine di ingerire aria attraverso gli alimenti e la masticazione (aerofagia), a disturbi digestivi (dispepsia e reflusso gastroesofageo) o ad uno spavento.

Il singhiozzo è caratteristico anche di alcune malattie che irritano il nervo motore del diaframma (nervo frenico), come l'ernia iatale (risalita di un tratto di stomaco nel foro diaframmatico), affezioni del tratto finale dell'esofago, pericardite, peritonite, perforazione di ulcera peptica, infarto miocardico, tumori del primo tratto digerente (gastrici ed esofagei) ed occlusioni intestinali.

Rimedi contro il singhiozzo

Per risolvere il problema del singhiozzo di breve durata, che insorge in assenza di alterazioni organiche, la tradizione popolare insegna diversi rimedi, molti dei quali possiedono un fondo di scientificità. Dal momento che questo disturbo, considerata la sua origine involontaria, è paragonabile ad un "tic" nervoso, l'azionamento volontario del diaframma può contribuire a farlo sparire;

bere un bicchiere di acqua (alcuni consigliano di farlo tenendo tappato il naso),

trattenere il respiro per una ventina di secondi,

operare la manovra di valsalva,

ripetere velocemente una filastrocca,

inghiottire pezzetti di ghiaccio,

o provocare un'eruttazione con acqua fredda gassata,

si rivelano spesso azioni utili per accelerare la scomparsa del singhiozzo proprio perché implicano un controllo volontario dell'attività diaframmatica.

La fitoterapia propone rimedi basati sull'attività spasmolitica e calmante di alcune erbe, come la camomilla (infuso di capolini), la valeriana (radice), la passiflora (sommità), il timo serpillo (pianta intera fiorita), la lavanda (fiori) e la menta (foglie). Allo stesso modo, in caso di singhiozzo persistente, i medici intervengono somministrando al paziente farmaci sedativi (benzodiazepine) e spasmolitici addominali (atropina).


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