Sindrome dell'X fragile

Generalità

La sindrome dell'X fragile è una malattia genetica ereditaria, che, nel soggetto portatore, comporta principalmente: ritardo nello sviluppo, difficoltà di apprendimento, problemi sociali e problemi comportamentali.

Sindrome X Fragile

Ragazzo affetto da Sindrome dell'X fragile. Immagine da wikipedia.org

Esempio di malattia genetica da espansione di triplette, la sindrome dell'X fragile è dovuta a una mutazione di un gene, chiamato FMR1, che produce, in condizioni di normalità, una proteina (FMRP) fondamentale per il corretto sviluppo del sistema nervoso umano.
Oltre alle difficoltà di apprendimento, al ritardo nello sviluppo ecc., il quadro sintomatologico tipico della sindrome dell'X fragile comprende anche: balbuzie, ecolalia, autismo, impulsività, difficoltà a capire il linguaggio del corpo, iperattività, convulsioni, ansia, disturbi del sonno nonché una serie di anomalie fisiche abbastanza caratteristiche.
Le persone con sindrome dell'X fragile sono, quasi sempre, soggetti non autosufficienti, che faticano a inserirsi in un contesto sociale.
In genere, la diagnosi si base su: l'esame obiettivo, l'anamnesi, l'analisi della storia familiare e un test genetico per il gene FMR1.
Purtroppo, non esiste alcuna cura che guarisca dalla sindrome dell'X fragile. Pertanto, chi nasce con tale malattia è destinato a convivere con essa e con le sue conseguenze per tutta la vita.

Cos'è la sindrome dell'X fragile?

La sindrome dell'X fragile è una malattia genetica di tipo ereditario, che, nel soggetto interessato, è responsabile di difficoltà nell'apprendimento, ritardi nello sviluppo, problemi sociali e problemi comportamentali.
La sindrome dell'X fragile è conosciuta anche con l'acronimo FXS – che sta per Fragile X Syndrome – e con il nome di sindrome di Martin-Bell.

EPIDEMIOLOGIA

La sindrome dell'X fragile è più comune tra i soggetti di sesso maschile. Infatti, secondo un'attendibile ricerca statistica, interesserebbe un individuo maschio ogni 4.000, a fronte di un individuo femmina ogni 8.000.


La sindrome dell'X fragile detiene il triste primato di essere la più comune causa ereditaria di disabilità mentale nei giovani di sesso maschile.

Cause

A determinare il sesso di un essere umano è una coppia di cromosomi particolari, chiamati cromosomi sessuali.
Esistono due tipi di cromosomi sessuali: il cromosoma sessuale X e il cromosoma sessuale Y. Da ciò, ne consegue che le possibili coppie di cromosomi sessuali che possono determinare il sesso di un individuo sono due: la coppia XY e la coppia XX.
La presenza nelle cellule di un nuovo organismo umano di una coppia di cromosomi XY ne determina il sesso maschile, mentre la presenza di una coppia di cromosomi XX ne determina il sesso femminile.
Questa premessa era d'obbligo, per capire le cause e altri particolari della sindrome dell'X fragile.
La sindrome dell'X fragile insorge a causa di mutazioni a carico del gene FMR1, presente sul cromosoma X.
In condizioni di normalità, il gene FMR1 produce (in gergo tecnico, si dice che codifica) una proteina denominata FMRP, la quale gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo corretto del sistema nervoso umano.
Negli individui con una mutazione a carico di FMR1, la produzione di FMRP è alterata e ciò compromette lo sviluppo neurologico dell'essere umano interessato.

CARATTERISTICHE DELLA MUTAZIONE: ESPANSIONE DI TRIPLETTE

La sindrome dell'X fragile è un esempio di malattia genetica da “espansione di triplette”.
Le malattie genetiche da “espansione di triplette” sono condizioni particolari, la cui mutazione scatenante comporta un allungamento esagerato e anormale di una specifica sezione ripetuta di un gene.
Si definiscono “da espansione di triplette”,  perché l'allungamento esagerato (espansione) riguarda sezioni ripetute di tre nucleotidi (triplette).
*N.B: i nucleotidi sono le unità che compongono il DNA.


Approfondimento: la tripletta di nucleotidi che causa la sindrome dell'X fragile
A livello strettamente genetico, a causare la sindrome dell'X fragile è l'espansione della tripletta ripetuta CGG (Citosina-Guanina-Guanina), presente a un'estremità del gene FMR1.

  • In un individuo completamente sano, la tripletta CGG è ripetuta tra le 5 e le 44 volte (la media è 29-30 ripetizioni);
  • In un individuo con sindrome dell'X fragile, la tripletta CGG è ripetuta oltre 200 volte;
  • Esistono poi due situazioni intermedie. Una situazione intermedia prevede tra le 44 e le 54 ripetizioni; in questi frangenti, i medici parlano di “zona grigia”, per definire una condizione di leggera instabilità del gene FMR1, anche se spesso è senza ripercussioni. L'altra situazione intermedia prevede tra le 54 e le 200 ripetizioni; in tali circostanze, i medici parlano di premutazione, per descrivere una condizione molto particolare in cui l'individuo interessato può sviluppare, nel tempo, alcune problematiche (es: la sindrome da atassia e tremore associata all'X fragile) e ha un'alta probabilità di dare alla luce figli con la sindrome dell'X fragile.

EREDITARIETÀ

Poiché la sua presenza dipende da un difetto del cromosoma X, la sindrome dell'X fragile rientra tra le malattie ereditarie legate al cromosoma sessuale X, come per esempio l'emofilia o il daltonismo.
Secondo la maggior parte degli esperti di genetica (tuttavia il dibattito a riguardo è apertissimo), l'ereditarietà della sindrome dell'X fragile è dominante a penetranza incompleta nelle donne.
La caratteristica di penetranza incompleta nelle donne significa che, nonostante le donne presentino una mutazione in FMR1, non sempre sviluppano la sindrome dell'X fragile. Quanto appena affermato è importante, perché rappresenta uno dei motivi per cui la sindrome dell'X fragile è meno diffusa nella popolazione di sesso femminile.

Sintomi, segni e complicazioni

La sindrome dell'X fragile è responsabile di un quadro sintomatologico la cui severità varia da paziente a paziente, in relazione alla gravità della mutazione del gene FMR1 (più il gene è lungo in modo anomalo, più il quadro sintomatologico è ampio e severo).
Detto questo, i possibili sintomi della sindrome dell'X fragile sono:

  • Ritardo nello sviluppo (es: i bambini affetti impiegano più tempo a imparare a camminare, rispetto ai loro coetanei);
  • Disabilità intellettive e di apprendimento;
  • Problemi sociali e problemi comportamentali (es: i malati non amano gli sguardi su di loro, non amano che qualcuno li tocchi, tendono a ripetere continuamente e in modo ossessivo determinati gesti);
  • Balbuzie;
  • Ecolalia (tendenza continua a ripetere frasi o parole pronunciate da altre persone);
  • Autismo;
  • Impulsività;
  • Difficoltà a capire il linguaggio del corpo;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Iperattività;
  • Convulsioni;
  • Depressione;
  • Disturbi del sonno;
  • Ansia e disturbi d'ansia.

POSSIBILI SEGNI CLINICI

Abbastanza di frequente, la sindrome dell'X fragile è responsabile anche di alcune anomalie fisiche caratteristiche, come:

DIFFERENZE TRA UOMO E DONNA

Mentre l'uomo con sindrome dell'X fragile manifesta sempre una certo grado di disabilità intellettiva e di apprendimento, la donna con sindrome dell'X fragile può anche possedere un'intelligenza del tutto normale
Questa differenza tra i due sessi trova spiegazione nella sopraccitata penetranza incompleta della sindrome dell'X fragile, per quanto concerne la popolazione di sesso femminile.

COMPLICAZIONI

Di norma, il ritardo nello sviluppo, le disabilità intellettive e di apprendimento e, infine, i problemi sociali e comportamentali fanno sì che il paziente sia un soggetto incapace di provvedere a sé stesso, che tende all'isolamento sociale e che presenta grossi problemi in ambito scolastico/lavorativo.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione di una malattia come la sindrome dell'X fragile comprende:

  • Un accurato esame obiettivo. Serve a rilevare quelle disabilità (intellettive, di apprendimento ecc.) tipiche dell'individuo con sindrome dell'X fragile;
  • Una precisa anamnesi;
  • Lo studio della storia familiare. Chiarisce se l'individuo in esame ha parenti più o meno lontani, affetti da sindrome dell'X fragile;
  • Un test genetico del DNA, effettuato sul sangue del paziente e specifico per il gene FMR1.

In genere, la diagnosi di sindrome dell'X fragile avviene al 35-37esimo mese di vita, per i soggetti di sesso maschile, e al 41-42 esimo mese di vita, per i soggetti di sesso femminile.

Terapia

Attualmente, non esiste alcuna cura in grado di guarire dalla sindrome dell'X fragile. Pertanto, chi nasce con la sindrome dell'X fragile deve convivere con quest'ultima e con le problematiche annesse per tutta la vita.
La mancanza di una cura specifica, tuttavia, non esclude che esistano trattamenti di supporto, in grado di alleviare la sintomatologia e aiutare il malato nella vita di tutti i giorni.

TERAPIA DI SUPPORTO: COSA COMPRENDE?

In genere, i trattamenti di supporto indicati in caso di sindrome dell'X fragile consistono in:

  • Terapia del linguaggio (o logoterapia);
  • Terapia comportamentale;
  • Terapia di integrazione sensoriale (è un tipo di terapia occupazionale);
  • Educazione speciale per pazienti disabili;
  • Consulenza genetica periodica.

Talvolta, la terapia di supporto comprende anche la somministrazione di farmaci. Tra i farmaci che possono risultare utili in caso di sindrome dell'X fragile, si segnalano:

  • Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (es: sertralina, escitalopram e duloxetina). Sono indicati quando il paziente mostra ansia e disturbi d'ansia;
  • Stimolanti come la destroanfetamina o il metilfenidato, quando il paziente mostra difficoltà di concentrazione e/o iperattività;
  • Anticonvulsivanti (o antiepilettici), quando il malato soffre di epilessia;
  • Antipsicotici, quando il malato dimostra instabilità dell'umore.

IMPORTANZA TERAPEUTICA DELLE FAMIGLIE

Medici ed esperti nel campo della sindrome dell'X fragile ritengono che i parenti più stretti dei pazienti abbiano una grandissima importanza nel determinare l'efficacia delle terapie di supporto.
Per questo motivo, sostengono che le famiglie debbano informarsi sulle caratteristiche della sindrome dell'X fragile, in modo da sapere con precisione come comportarsi di fronte a particolari comportamenti o sintomi manifestati dal parente malato.

Prognosi

La sindrome dell'X fragile ha una prognosi sicuramente sfavorevole. Ciò è vero per almeno tre importanti motivi:

  • È incurabile;
  • Dura tutta la vita;
  • Ha ripercussioni tali per cui il paziente è spesso incapace di condurre una vita indipendente dalle altre persone.

Quest'ultimo punto, tuttavia, merita un breve approfondimento. Secondo alcuni recenti studi, l'influenza negativa che la sindrome dell'X fragile ha sull'autosufficienza del malato preserva il 44% delle pazienti donne e il 9% dei pazienti uomini; inoltre, la maggior parte delle donne malate è in grado di ottenere il diploma di scuola superiore, diploma che invece riescono a ottenere soltanto pochi malati di sesso maschile.

SPERANZA DI VITA NEI PAZIENTE CON SINDROME DELL'X FRAGILE

Secondo alcuni studi, la speranza di vita dei pazienti con sindrome dell'X fragile è uguale a quella delle persone normali; seconda altre ricerche, invece, sarebbe inferiore di almeno 12 anni (N.B: è una media).

Prevenzione

Chi discende da una famiglia in cui ricorre la sindrome dell'X fragile può sottoporsi a specifici test genetici, per capire se ne è un portatore sano.




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