Sindrome premestruale: cure

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La dimostrazione che gli ormoni ovarici possono influenzare l'attività degli oppioidi endogeni rappresenta il legame tra modificazioni cicliche dell'attività ovarica e le diverse alterazioni dell'umore, del comportamento, dell'appetito e delle funzioni intestinali tipiche della sindrome premestruale, a loro volta più o meno direttamente modulate dagli oppioidi endogeni stessi.
Le variazioni nelle concentrazioni degli oppioidi endogeni e la rapidità con cui scompaiono, possono spiegare, insieme con i diversi fattori ambientali, le differenze riscontrate nella gravità dei sintomi della sindrome premestruale da una paziente all'altra.
Infine, la constatazione di una diminuzione dei suoi livelli nel sangue durante la fase luteinica e l'evidenza dei suoi rapporti con la depressione, ha portato taluni ad avanzare l'ipotesi che la sindrome premestruale possa essere dovuta ad una riduzione dei livelli di serotonina. Anche se l'utilizzo di farmaci con la stessa funzione della serotonina o di inibitori del suo riassorbimento ha dimostrato un qualche beneficio in donne affette da sindrome premestruale, il preciso meccanismo con il quale il deficit di serotonina  può contribuire alla sua comparsa rimane del tutto ignoto.
In conclusione, qualunque sia la sua causa, è evidente la necessità di legare i sintomi della sindrome premestruale alle fluttuazioni ormonali del ciclo mestruale. Infatti :

  • La sindrome premestruale non compare prima dell'attivazione della pubertà, quando ancora non avviene la produzione di ormoni da parte delle ovaie;
  • I sintomi a metà ciclo sono strettamente legati a picchi ormonali;
  • La PMS scompare sia durante brevi periodo anovulatori (senza ovulazione), sia durante intervalli più lunghi di amenorrea (mancanza di mestruazioni), sia durante la gravidanza;
  • La sindrome premestruale non scompare dopo l'isterectomia (asportazione dell'utero) se le ovaie vengono conservate;
  • Le terapie mediche e chirurgiche che sopprimono la funzione ovarica eliminano la sindrome premestruale.

Del tutto recentemente è stata avanzata una nuova ipotesi secondo la quale le donne affette da sindrome premestruale differiscono dalle altre nel metabolismo del progesterone. Più precisamente, presentano più bassi livelli sanguigni di allopregnenolone nella fase luteinica del ciclo. Le cellule nervose delle donne con PMS trasformano preferenzialmente il progesterone prodotto dal corpo luteo in pregnenolone, un ormone che aumenta l'ansietà, piuttosto che in allopregnenolone, che invece è dotato di effetto calmante. Se questa ipotesi è esatta, è logico immaginare che la somministrazione di progesterone alle donne con sindrome premestruale può aggravare la loro sintomatologia, in quanto fornisce maggiori quantità di substrato da metabolizzare a pregnenolone.
Non è possibile, oggi, sapere con certezza perché alcune pazienti sviluppino la sindrome premestruale ed altre no, ma sicuramente sono molto importanti i fattori legati all'ereditarietà ed allo stile di vita capaci di influenzare il sistema neuroendocrino (nervoso ed endocrino). È probabile anche che la PMS non sia un singolo disordine ma piuttosto un insieme di diversi problemi.

Terapia

Per approfondire: Farmaci utili contro la Sindrome Premestruale


I trattamenti proposti, data la varietà delle teorie, sono assai numerosi e tra loro diversi.

Il progesterone ed i progestinici, la vitamina B6, i diuretici, sono stati in passato tra i farmaci più frequentemente utilizzati. Nei casi in cui la donna non desidera figli e non esistano controindicazioni, viene anche utilizzata, talora con successo, la pillola contraccettiva, in particolare quella ad alti dosaggi di progesterone, contenuto soprattutto nelle pillole trifasiche.
È comunque opportuno ricordare che la pillola può anche provocare un peggioramento dei sintomi.
Nelle pazienti con mastodinia (dolore al seno) accentuata si hanno vantaggi somministrando 1 milligrammo di cabergolina (dostinex) alla settimana per ridurre i livelli di prolattina (responsabile del dolore e della tensione mammaria) oppure 2,5-5 milligrammi di bromocriptina (anch'essa inibisce i livelli di prolattina), controllandone la tolleranza, oppure una terapia topica con gel al progesterone.
Se prevalgono l'edema, il senso di gonfiore e la ritenzione idrica si può utilizzare lo spironolattone (un antiandrogeno diuretico che riduce i livelli del testosterone) che ha il vantaggio, rispetto ad altri diuretici, di evitare eccessive perdite di potassio. La somministrazione di inibitori delle prostaglandine (i comuni farmaci antinfiammatori) può alleviare i dolori pelvici, la cefalea e la diarrea.
Del tutto recentemente, con l'affermarsi della teoria secondo la quale la sindrome premestruale è dovuta ad un'alterazione delle normali modificazioni cicliche delle attività degli oppioidi endogeni durante la fase luteinica, sono stati proposti nuovi trattamenti, in particolare costituiti da ormoni che abbiano un effetto sopprimente sulla funzione dell'ovaio.
In ogni caso, occorre valutare attentamente il rischio ed il beneficio che ogni trattamento farmacologico può comportare ed occorre tenere presente che in molte di queste pazienti si ha una cattiva tolleranza di quasi tutte le terapie, per cui la cosa migliore  è quella di cercare di eliminare i meccanismi psicologici che favoriscono o complicano la sindrome.

Intervento chirurgico

Infine, per le pazienti che lamentano sintomi molto gravi e che non rispondono a nessun tipo di trattamento medico, c'è chi propone la rimozione chirurgica delle ovaie in laparoscopia, sempre che la paziente non desideri più figli.

Dieta e fitoterapia

Per approfondire: Rimedi Sindrome Premestruale - Dieta e sindrome premestruale


Talora è anche utile ottimizzare l'alimentazione della paziente eliminando la caffeina, diminuendo l'assunzione di cloruro di sodio (sale) nella settimana che precede la mestruazione, ricorrendo a piccoli pasti più volte al giorno supplementati con vitamine, calcio e minerali, in particolare modo il magnesio, che sembrerebbe avere un'azione blandamente antidepressiva, limitandosi, dal punto di vista farmacologico, e solo per sintomatologie gravi, a somministrare piccole dosi di tranquillanti od antidepressivi (Prozac, Xanax), oppure diuretici che provochino una scarsa perdita di potassio.

Per approfondire: Magnesio e Sindrome Premestruale

Tra i trattamenti non farmacologici, appropriati per le forme lievi di sindrome premestruale, si possono ricordare: l'assunzione di bevande ricche di carboidrati (zuccherate) nella fase luteale tardiva del ciclo, l'esercizio fisico, terapie comportamentali, training autogeno, biofeed-back ecc.
I medici omeopati consigliano anche l'assunzione di un preparato a base di Agnocasto nella settimana che precede il ciclo mestruale.

Per approfondire: Sindrome Mestruale e Fitoterapia

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Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016

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