Sindrome dell'Intestino Gocciolante

La sindrome dell'intestino gocciolante (Leaky Gut Syndrome) è un termine di recente introduzione, ma già particolarmente caro a molti operatori sanitari, soprattutto a quelli più attenti al rapporto dieta-malattia e ai possibili rimedi offerti da integratori alimentari e medicine alternative.

Sindrome dell'intestino gocciolanteAlla base di questa sindrome vi è l'ipotesi che l'origine di molte intolleranze alimentari, allergie e malattie autoimmuni dipenda dall'aumentata permeabilità intestinale. In pratica, l'intestino di questi pazienti non riuscirebbe ad opporsi in maniera adeguata all'ingresso di antigeni alimentari, tossine e patogeni nel circolo sanguigno. Come un rubinetto guasto che perde acqua (da qui il termine Leaky Gut - intestino che gocciola), si verrebbero quindi a creare delle brecce nella mucosa intestinale, attraverso le quali proteine dal forte potenziale antigenico, tossine e patogeni possono penetrare nell'organismo.

Tutto ciò scatenerebbe una risposta immunitaria esagerata, responsabile delle sopraccitate malattie; a tal proposito, tanto più il professionista si discosta - per convinzione o interesse - dalla cosiddetta "medicina ufficiale", tanto maggiore è il numero di disturbi e patologie che egli tenderà ad attribuire alla sindrome dell'intestino gocciolante. Infatti, oltre a spiegare con questa ipotesi sintomi come mal di testa, disturbi articolari, stanchezza, dermatite e problemi digestivi, alcuni professionisti arrivano addirittura ad attribuirle patologie importanti, come lupus eritematoso sistemico, malattie infiammatorie intestinali, celiachia, sclerosi multipla, autismo, artrite reumatoide, atassia da glutine e tiroidite di Hashimoto.

Barriera Intestinale

L'intestino ha il compito principale di completare la digestione degli alimenti e di assorbire nel circolo sanguigno i nutrienti indispensabili alla salute.

Aldilà di questa nota funzione digerente, l'intestino rappresenta anche un importantissima linea di demarcazione tra il mondo esterno e quello interno, una sorta di barriera a cui è affidato il compito di distinguere tutto ciò che è utile o innocuo da ciò che è pericoloso. L'intestino, infatti, deve impedire a microrganismi patogeni, parassiti, tossine e antigeni alimentari di entrare nel circolo sanguigno.

La funzione barriera dell'intestino è garantita dalla presenza di numerose linee difensive:

  • mucosa intestinale: l'epitelio intestinale è solcato da numerosissime estroflessioni a forma di dita, note come villi intestinali, importantissime per aumentare la superficie assorbente dell'organo. Le cellule che compongono i villi intestinali sono a loro volta dotate di estroflessioni digitiformi chiamate microvilli; inoltre, cosa importantissima per spiegare la sindrome dell'intestino gocciolante, sono strettamente unite le une alle altre da tight junctions e desmosomi, che hanno lo scopo di sigillare lo spazio intercellulare impedendo la penetrazione di sostanze indesiderate e la fuoriuscita di quelle utili che sono appena state assorbite;
  • sistema immunitario: oltre ad ospitare più della metà delle cellule immunitarie dell'organismo, l'intestino è dotato di un gran numero di stazioni linfonodali;
  • enzimi digestivi: di origine intestinale o epatica, sono importanti per digerire proteine alimentari dal potenziale allergizzante;
  • antibiotici naturali: come le defensine, vengono riversati nel lume intestinale per combattere un ampio spettro di batteri, sia Gram positivi che negativi;
  • muco: sostanza viscosa capace di facilitare la progressione del cibo e di intrappolare i patogeni, che verranno poi espulsi attraverso le feci grazie ai movimenti peristaltici;
  • flora intestinale: sotto la stretta sorveglianza del sistema immunitario, i batteri saprofiti o simbionti competono con funghi e batteri patogeni per il nutrimento e i siti di adesione alla mucosa intestinale.

Cause

L'integrità delle cellule intestinali verrebbe minata dal persistere di uno stato infiammatorio cronico, legato a problemi di cattiva digestione, stress elevato e molti altri fattori.

Tra le possibili cause della sindrome dell'intestino gocciolante vi sarebbero in particolare: eccessi alimentari (con particolare riferimento all'abuso di zuccheri, cereali raffinati e derivati), inquinanti alimentari e tossine (es. micotossine), stress prolungato, terapie antibiotiche o cortisoniche prolungate, abuso di lassativi, disbiosi e sindrome da contaminazione del tenue.

Complicanze

L'aumento della permeabilità intestinale, può avere ripercussioni importantissime:

  • l'iperattivazione del sistema immunitario intestinale alimenta l'infiammazione cronica locale che ha dato origine all'aumentata permeabilità; questo crea un circolo vizioso che promuove un ulteriore peggioramento della situazione;
  • l'iperattivazione del sistema immunitario intestinale può avere ripercussioni anche a distanza, poiché le cellule immunitarie attivatesi a livello intestinale migrano nella circolazione sistemica e raggiungono altri organi, dove possono danneggiare i tessuti sani promuovendo fenomeni infiammatori e/o autoimmuni;
  • l'ingresso nel circolo sanguigno di sostanze immunogene può scatenare una risposta immunitaria anche in organi distanti all'intestino, innescando fenomeni infiammatori e/o autoimmuni;
  • se viene meno la capacità del sistema immunitario di distinguere gli antigeni dannosi da quelli che non lo sono, la risposta immunitaria potrebbe rivolgersi a componenti innocue del cibo o a batteri "amici", scatenando fenomeni allergici o addirittura malattie infiammatorie croniche intestinali.

Sintomi

In genere, si attribuiscono alla sindrome dell'intestino gocciolante sintomi come depressione, ansietà, sindrome da iperattività, dolori articolari e muscolari, mal di testa, stanchezza cronica, disturbi intestinali (intestino irritabile, costipazione o diarrea) e alterazioni tiroidee (ipotiroidismo).

Trattamento

Il trattamento della sindrome dell'intestino gocciolante si basa essenzialmente sulla correzione dietetica, eventualmente coadiuvata da particolari integratori alimentari.

Come anticipato, sul fronte dietetico viene data particolare enfasi alla limitazione del consumo di zuccheri e cereali raffinati, soprattutto di quelli contenenti glutine ma non solo. Occorre inoltre limitare il consumo di sostanze irritanti, come le spezie, gli alcolici o i cibi sottoposti a una cottura particolarmente lunga e/o ad alte temperature (grigliatura, frittura, arrosti, soffritti ecc.). Spesso si sconsigliano anche i legumi. Viene invece incoraggiato il consumo di alimenti come il brodo di carne (particolarmente ricco di collagene e dei suoi precursori), lo yogurt e i latti fermentati (come il kefir), i semi e la frutta secca, mentre per la fibra occorre valutare la tolleranza individuale.

Sul fronte degli integratori alimentari si è rivelata particolarmente utile la glutammina, perché capace di migliorare la funzionalità della barriera intestinale e quella immunitaria. Potenzialmente utili sono anche gli integratori di collagene, incluse le sostanze precorritrici o che ne stimolano la sintesi (es. prolina e glicina, vitamina C ed estratti naturali come quello di centella).

Passando alla fitoterapia, potrebbero essere particolarmente utili gli estratti tradizionalmente utilizzati per la guarigione di ulcere e ferite (cicatrizzanti), come la radice di liquirizia, il gel di aloe, l'echinacea e la centella asiatica. Potenzialmente utili anche estratti ad azione antinfiammatoria, come quelli di Boswellia e Curcuma.

Infine, per quanto riguardo i probiotici occorre considerare anche il rischio che questi possano penetrare nel circolo sanguigno a causa dell'aumentata permeabilità intestinale.



Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016