Sindrome di Munchausen per Procura

Generalità

La sindrome di Münchausen per procura è una rara malattia psichiatrica e comportamentale, per effetto della quale i soggetti colpiti provocano sintomi (o semplicemente li inventano) a carico delle persone dipendenti dalle loro cure; il tutto, al solo scopo di attirare l'attenzione.
Sindrome di Münchausen per procuraRiscontrata con maggiore frequenza nelle madri di bambini di età inferiore ai 6 anni, la sindrome di Münchausen per procura è una particolare variante della più nota sindrome di Münchausen.
Al momento attuale, le precise cause della sindrome di Münchausen per procura sono poco chiare; gli esperti, tuttavia, imputano l'insorgenza della malattia in questione a tre possibili circostanze: un'infanzia particolarmente travagliata, lo stress derivante da particolari situazioni sentimentali o la presenza di un qualche disturbo della personalità.
I sintomi della sindrome di Münchausen per procura consistono in comportamenti anomali, che incidono più o meno marcatamente sullo stato di salute di chi dipende dal malato (la cosiddetta “vittima” di chi soffre di sindrome di Münchausen per procura).
Diagnosticare la sindrome di Münchausen per procura non è affatto facile e richiede molte indagini da parte di medici, psichiatri, psicologi e assistenti sociali.
Il trattamento si basa, principalmente, sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Breve ripasso della sindrome di Münchausen

La sindrome di Münchausen - nota anche come disturbo fittizio o dipendenza da ospedale - è un disturbo psichiatrico e comportamentale, che induce la persona affetta a lamentare malattie e sintomi inesistenti, al solo scopo di mettersi al centro dell'attenzione e passare per un malato.
In altre parole, i soggetti con la sindrome di Münchausen cercano in tutti i modi di porsi al centro della scena, e lo fanno inventando problemi fisici o psicologici oppure facendosi deliberatamente del male.
Gli esperti non hanno ancora chiarito pienamente le cause: qualcuno sostiene che, all'origine, ci sia un trauma infantile; qualcun altro ritiene, invece, che la malattia psico-comportamentale in questione derivi da un disturbo di personalità.
I sintomi consistono in comportamenti assai particolari, come per esempio auto-prodursi dei danni fisici, alterare gli esami diagnostici, sottoporsi senza ragione a trattamenti invasivi e pericolosi ecc.
La diagnosi di sindrome di Münchausen non è per nulla facile, perché i pazienti sanno fingere molto bene.
Per guarire, serve notevole collaborazione da parte del malato, il quale deve rendersi conto di ciò che ha e di aver bisogno di un aiuto.

Cos'è?

La sindrome di Münchausen per procura è un disturbo psichiatrico e comportamentale, che induce chi ne è affetto a provocare dei sintomi o a inscenarne di inventati, in persone dipendenti dalle sue attenzioni e cure, al solo scopo di attrarre l'attenzione.
In genere, la sindrome di Münchausen per procura vede per protagonisti un adulto - che è la persona in cerca di attenzioni e portatore della malattia psico-comportamentale in questione - e un individuo di giovane o giovanissima età, che è la vittima; tuttavia, esistono anche casi di sindrome di Münchausen per procura in cui pure la vittima è una persona adulta (spesso incapace di provvedere a sé stessa).
La sindrome di Münchausen per procura è una particolare variante della tradizionale sindrome di Münchausen; il termine “per procura” vuol dire “attraverso un sostituto”.

Gli esempi più tipici

L'esempio più tipico di sindrome di Münchausen per procura è quello delle madri che, per mettersi al centro dell'attenzione come “persona che presta cure a qualcun altro” (in inglese, è il “caregiver”), provocano volontariamente dei sintomi nei propri figli, diventando a tutti gli effetti la causa del cattivo stato di salute di quest'ultimi.
Un altro esempio importante – anche se decisamente meno comune del precedente – è quello di badanti, infermieri e medici che, per richiamare l'attenzione su sé stessi, nocciono volontariamente alla salute delle persone che in realtà dovrebbero accudire, anziani, nel primo caso, e malati, nel caso del personale medico e paramedico.

È una forma di abuso

La sindrome di Münchausen per procura non è solo una malattia psico-comportamentale, ma costituisce anche una forma di abuso perseguibile per legge.
Come forma di abuso, può essere: minorile, se la vittima è un bambino o un giovane adolescente, su anziani, se la vittima è una persona di età avanzata, e su pazienti, se la vittima è un individuo ricoverato in un centro ospedaliero o una clinica.

Epidemiologia

La sindrome di Münchausen per procura può colpire chiunque; tuttavia, studi statistici hanno dimostrato che è decisamente più comune nelle madri di bambini di età inferiore ai 6 anni.
Abbastanza di frequente, le persone con sindrome di Münchausen per procura soffrono anche, o soffrivano in passato, della più tradizionale sindrome di Münchausen.
Secondo la Cleveland Clinic - un rinomato centro medico accademico statunitense - almeno 1.000 dei 2,5 milioni di casi di abuso minorile, negli Stati Uniti, sono connessi al fenomeno della sindrome di Münchausen per procura.

Cause

C'è ancora poca chiarezza sulle precise cause della sindrome di Münchausen per procura.
Secondo le teorie più attendibili, lo sviluppo di questa particolare malattia psico-comportamentale potrebbe dipendere da:

  • Un'infanzia particolarmente travagliata, contraddistinta da un grave trauma affettivo (es: perdita prematura di un genitore), da un trauma emotivo (es: storia di una violenza fisica, mancanza di attenzioni da parte dei genitori ecc.) oppure da una malattia per la quale sono state praticate lunghe cure mediche.
  • Una situazione fonte di particolare stress, come per esempio la separazione dal coniuge, la scoperta di soffrire di una grave malattia ecc.
  • Un disturbo della personalità, ovvero un problema di salute mentale per cui il paziente ha comportamenti e pensieri anomali. Secondo gli esperti, disturbi della personalità connessi alla sindrome di Münchausen per procura e alla sindrome di Münchausen tradizionale sono: il disturbo antisociale di personalità, il disturbo borderline di personalità e il disturbo narcisistico di personalità.

Sintomi e complicazioni

I sintomi della sindrome di Münchausen per procura coincidono con i comportamenti e gli espedienti a cui ricorre la persona con questo particolare disturbo psico-comportamentale, per far passare per malata la persona sotto la sua responsabilità e, in questo modo, richiamare l'attenzione su di sé.

Le azioni del “caregiver” contro la “vittima”

Per fare della sua “vittima” un malato più o meno reale e mettersi al centro dell'attenzione, l'individuo con sindrome di Münchausen per procura adotta alcuni comportamenti tipici, che sono:

  • Enfatizzare un banale malessere della “vittima”, tanto da descriverlo come un sintomo molto grave, o inventare ex novo uno o più disturbi. Per rendersi credibile e nascondere la verità, il “caregiver” tende a recarsi da solo dal medico curante, in maniera tale che quest'ultimo non abbia la possibilità di visitare in prima persona la “vittima” e avere un effettivo riscontro del sintomo o dei sintomi denunciati;
  • Manipolare i risultati di un test di laboratorio della “vittima”, con l'intento di far credere che sia in atto una certa malattia. La più classica delle manipolazioni è l'aggiunta di glucosio in un campione di urina, per suggerire la presenza di diabete;
  • Riscaldare il termometro appena adoperato dalla “vittima”, in modo tale da far credere che sia in corso uno stato febbrile;
  • Ridurre la quantità del cibo fornito alla “vittima”, con l'intento di farle perdere peso e indurre uno stato di malnutrizione;
  • Intossicare la “vittima” mediante ripetute somministrazioni segrete (per esempio tramite il cibo o le bevande) di farmaci o sostanze nocive per la salute dell'organismo umano;
  • Procurare un'infezione alla “vittima”.

Modelli di abuso nella sindrome di Münchausen per procura

Secondo gli esperti, nella sindrome di Münchausen per procura possono riscontrarsi 6 modelli di abuso, che dal meno grave al più grave sono:

  • Esagerare, inventare o manipolare un sintomo mediante l'alterazione di un test diagnostico, per suggerire la presenza di una malattia.
  • In modo assolutamente volontario, ridurre la dose di cibo somministrata alla “vittima” o interferire con l'assunzione nutrizionale di quest'ultima.
  • Indurre un sintomo lieve, come per esempio un episodio di irritazione cutanea mediante una sostanza chimica irritante.
  • Avvelenare la “vittima” con sostanze a bassa tossicità, come per esempio i lassativi per favorire la diarrea.
  • Avvelenare la “vittima” con sostanze ad alta tossicità, come per esempio l'insulina per indurre l'ipoglicemia.
  • Soffocare la “vittima” per causarne l'incoscienza.

Altri compartimenti caratteristici

Per completare il quadro dei comportamenti caratteristici degli individui con sindrome di Münchausen per procura, si prende a esempio la situazione più diffusa, ossia quella in cui la persona malata è la madre di un bambino. Di norma, in tali frangenti, la paziente si contraddistingue per:

  • Un estremo interesse nei confronti della medicina, che la porta a sviluppare un'ottima conoscenza dei più comuni test diagnostici e interventi chirurgici;
  • L'insistente volontà di voler instaurare un rapporto stretto o di amicizia con il personale medico che ha in cura il figlio o la figlia;
  • La sua intromissione, spesso a sproposito, nelle discussioni del personale medico, che sta valutando le condizioni di salute del figlio o della figlia (cioè della “vittima”);
  • La tendenza a contraddire i medici, qualora questi non rilevassero nel figlio o nella figlia quanto da lei denunciato;
  • Dimostrazioni in pubblico di una devozione estrema nei confronti del figlio o della figlia. Non è chiaro se la paziente agisca con coscienza oppure no, tuttavia questo comportamento le è utile a celare il suo disturbo psico-comportamentale;
  • L'incoraggiamento continuo dei medici, affinché sottopongano il figlio o la figlia a un certo esame diagnostico o a un certo intervento chirurgico;
  • Una tranquillità anomala negli ambienti ospedalieri e mentre il figlio o la figlia sono sottoposti ai trattamenti per i sintomi che lei stessa ha procurato;
  • La spiccata tendenza a cambiare frequentemente il medico di famiglia, perché insoddisfatta dei servizi resi da quest'ultimo (il motivo reale è che il medico di famiglia non riscontra quanto da lei affermato e ciò la indispettisce).

Curiosità: spesso le madri con sindrome di Münchausen per procura hanno un impiego in strutture sanitarie, come cliniche mediche, ospedali ecc. Ciò spiegherebbe, in parte, per quale motivo tali soggetti possiedano un'ottima conoscenza di tutti i test diagnostici e interventi chirurgici esistenti.

Complicazioni

Con comportamenti estremi, chi soffre di sindrome di Münchausen per procura può pregiudicare in modo drastico le condizioni di salute della sua “vittima”, se non addirittura causarne la morte.

Diagnosi

Diagnosticare la sindrome di Münchausen per procura è alquanto complesso, anche per un medico esperto. Ciò è dovuto al fatto che le persone con tale malattia sanno celare molto bene le proprie problematiche, e conoscono diversi modi, tutti molto efficaci, per procurare danno alle loro “vittime” senza destare il minimo sospetto.
Secondo l'attendibile opinione di medici e psichiatri, per riconoscere un caso di sindrome di Münchausen per procura è fondamentale analizzare nei dettagli ogni minimo comportamento del presunto paziente e gli effetti che i comportamenti di quest'ultimo hanno sulla potenziale “vittima”.
La diagnosi di sindrome di Münchausen per procura richiede il coinvolgimento e la collaborazione di diverse figure professionali, tra cui: medici, assistenti sociali, psichiatri e psicologi.
Il riconoscimento di un caso di sindrome di Münchausen per procura impone la denuncia del paziente alle forze dell'ordine.

Come agiscono i medici se hanno qualche sospetto?

Qualora un medico abbia dei sospetti su un individuo, procede generalmente nel modo seguente.
Prima di tutto, valuta lo stato di salute fisica della presunta “vittima” mediante opportuni esami clinici, con l'intento di evidenziare eventuali incoerenze con quanto affermato dal suo “caregiver”, ovvero l'individuo sospettato di soffrire di sindrome di Münchausen per procura.
Quindi, se effettivamente sussistono delle incoerenze, pone l'attenzione sulla storia clinica della “vittima”, ricercandovi possibili influenze da parte del “caregiver” (nel caso di un bambino, per esempio, il fatto che abbia effettuato esami diagnostici di ogni tipo, a dispetto di uno stato di salute non grave o addirittura normale, può essere molto sospetto).
A questo punto, se anche l'analisi della storia clinica della “vittima” pone a favore di una diagnosi di sindrome di Münchausen per procura, il medico chiede aiuto a un esperto di malattie mentali - in genere, uno psichiatra - e a un assistente sociale.
L'esperto di malattie mentali ha il compito di indagare sul profilo psichiatrico, sull'infanzia e sulla vita sentimentale del presunto malato di sindrome di Münchausen, con l'intenzione di capire se, da parte di quest'ultimo, c'è un bisogno di ricevere attenzioni da parte di terzi.
L'assistente sociale, invece, ha l'incarico di contattare i familiari e gli amici più stretti del presunto “caregiver” e potenziale paziente, per scoprire i comportamenti di quest'ultimo nel quotidiano, al di fuori dell'ambito ospedaliero e nei confronti della “vittima” (per esempio, è un indizio di sindrome di Münchausen per procura il fatto che il potenziale paziente non dia mai la possibilità a qualcun altro di prendersi cura al posto suo della presunta “vittima”).
Una diagnosi definitiva di sindrome di Münchausen è possibile solo dopo tutte le suddette indagini: a formularla sarà il medico, che ha dato avvio alle varie ricerche, dopo un'accurata consultazione dei professionisti coinvolti.


Come riconoscere un caso di sindrome di Münchausen per procura dalla “vittima”:
  • Presenta una storia di ripetuti infortuni, malattie e ricoveri. Ciò deve destare dei sospetti soprattutto quando il soggetto interessato è molto giovane;
  • I sintomi che dovrebbe manifestare, secondo il suo “caregiver”, non ricevono conferma da nessun esame diagnostico effettuato;
  • I sintomi che dovrebbe manifestare, secondo il suo “caregiver”, non corrispondono a nessuna reale malattia;
  • Ha pochissimi rapporti con il resto del mondo, se non con il suo “caregiver”. Nel caso in cui sia un bambino, per esempio, risulta spesso assente da scuola, causa malattia, e non partecipa ad alcuna attività ricreativa per persone della sua età;
  • I disturbi di cui soffre migliorano, quando è ricoverato in una struttura ospedaliera (quando il “caregiver” non può intervenire), ma peggiorano a casa (quando invece il “caregiver” ha piena libertà d'agire);

Terapia

Una volta che il medico e i suoi collaboratori hanno appurato di essere al cospetto di un caso di sindrome di Münchausen per procura, la loro priorità è mettere al sicuro la “vittima”, sottraendola alle false cure di chi presenta la sopraccitata malattia psico-comportamentale, e affidandola a un tutore di fiducia.
Solo dopo aver messo al sicuro la “vittima”, medico e collaboratore possono dedicarsi al trattamento del vero paziente: il malato di sindrome di Münchausen per procura. Per questo soggetto, il piano terapeutico verte, principalmente, attorno a una particolare forma di terapia psicologica, chiamata psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Il trattamento della sindrome di Münchausen per procura è molto complesso, in quanto i malati hanno grandissime difficoltà a rendersi conto di essere persone bisognose di cure mediche specifiche.
Solo la presa di coscienza da parte del malato di essere una persona con seri problemi può consentire il raggiungimento della guarigione.
Durante il percorso terapeutico del malato di sindrome di Münchausen per procura, è molto importante il supporto dei familiari e degli amici più stretti, i quali non devono isolare il parente ammalato, ma stargli accanto, soprattutto nei momenti peggiori.

Come funziona la psicoterapia cognitivo-comportamentale?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha l'obiettivo di insegnare al paziente come identificare, dominare e prevenire i comportamenti problematici (in gergo specialistico, i “comportamenti disattivi” o “pensieri distorti”), indotti da una malattia mentale.
Inoltre, è di aiuto nel fornire un metodo di individuazione dei cosiddetti “grilletti della sintomatologia”, cioè i fattori che scatenano i comportamenti patologici.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede una parte “in studio”, con lo psicoterapeuta, e una parte “a casa”, riservata all'esercizio e al miglioramento delle tecniche di dominio e prevenzione.

Il recupero della “vittima”

Se gli abusi subìti hanno compromesso il loro stato di salute fisica, le “vittime” dei soggetti con sindrome di Münchausen per procura necessitano di adeguate cure mediche.
Inoltre, per alcune di loro, si rende indispensabile anche un programma di recupero psicologico, che le convinca di non essere delle malate gravi, ma solo persone che hanno ricevuto una violenza.
L'adozione di un programma di recupero psicologico è più comune tra le “vittime” anziane o comunque adulte; le “vittime” giovani, infatti, riescono con maggiore facilità a tornare a una vita normale.

Prognosi

Guarire dalla sindrome di Münchausen per procura non è affatto semplice e potrebbe richiedere anni di terapie psicologiche.
Inoltre, anche con la guarigione, la qualità della vita degli ex-malati potrebbe risultare compromessa, a causa delle eventuali sanzioni penali a loro carico.

La prognosi per la “vittima”

Attendibili studi statistici suggeriscono che il tasso di mortalità, tra le “vittime” dei soggetti con sindrome di Münchausen per procura, è del 10% (ossia 10 casi su 100 di sindrome di Münchausen per procura sono fatali per chi subisce gli abusi).

Prevenzione

Attualmente, prevenire la sindrome di Münchausen per procura è impossibile.




Ultima modifica dell'articolo: 18/04/2017