Sindrome di Down - Cause e Rischio di avere un figlio affetto

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato

Cos'è la sindrome di Down

In ogni cellula del corpo umano c'è un nucleo in cui è immagazzinato il corredo genetico. I geni sono responsabili di tutti i nostri tratti ereditari e sono raggruppati nei cromosomi. Normalmente il nucleo di ciascuna cellula contiene 23 paia di cromosomi, la metà dei quali viene ereditata da ciascun genitore. Sindrome di Down NeonatoLa sindrome di Down si manifesta quando un individuo presenta una copia extra, totale o parziale del cromosoma 21. Questo materiale genetico aggiuntivo, altera il corso dello sviluppo e provoca le caratteristiche della sindrome di Down. Alcuni dei tratti fisici comuni della sindrome di Down sono ad esempio un basso tono muscolare, bassa statura, inclinazione verso l'alto degli occhi, e un unico solco profondo in tutto il centro del palmo della mano; va comunque precisato che ogni persona con sindrome di Down è un individuo unico e come tale può manifestare queste caratteristiche in maniera leggermente diversa o non possederle affatto.

Quando è stata scoperta

Per secoli, le persone con sindrome di Down sono state accennate nell'arte, in letteratura e nei trattati di scienza. Alla fine del XIX secolo John Langdon Down, un medico inglese, pubblicò una descrizione accurata di una persona con sindrome di Down. E' stato con questo lavoro scientifico, pubblicato nel 1866, che il medico guadagnò il riconoscimento come "padre" della sindrome. Anche se altre persone avevano precedentemente riconosciuto le caratteristiche della sindrome, è stato Down a descrivere per primo la condizione come entità distinta e separata.
Recentemente sono stati fatti notevoli progressi nella medicina e nella scienza nel tentativo di fornire quante più conoscenze possibili sulla malattia. Nel 1959 il medico francese Jerome Lejeune ha identificato la sindrome di Down come una condizione cromosomica. Al posto dei comuni 46 cromosomi presenti in ciascuna cellula, Lejeune osservò che gli individui colpiti da sindrome di Down presentavano 47 cromosomi nelle cellule. Più tardi è stato determinato che le caratteristiche associate alla sindrome di Down prevedevano una copia intera o parziale del cromosoma 21. Nel 2000, un team di esperti internazionali ha identificato e catalogato ciascuno dei circa 329 geni presenti sul cromosoma 21, aprendo così le porte a grandi progressi nel campo della ricerca sulla sindrome di Down.

Quanti tipi di sindromi di Down esistono?

Ci sono tre tipologie della sindrome di Down: trisomia 21 da non disgiunzione, sindrome di Down da traslocazione e sindrome di Down a mosaico.

  • Trisomia 21 da non disgiunzione: di solito è provocata da un errore nella divisione cellulare, chiamato proprio "non disgiunzione". Questo errore comporta l'origine di un embrione con tre copie del cromosoma 21 al posto delle classiche due copie. Succede che prima del concepimento o nel momento del concepimento, una coppia di cromosomi 21 nello spermatozoo o nell'uovo, non riesce a separarsi. Durante lo sviluppo dell'embrione, il cromosoma extra viene quindi replicato in ogni cellula del corpo. Questo tipo di sindrome di Down. che costituisce circa il 95% dei casi, è detto trisomia 21.
  • Sindrome di Down a mosaicismo: si manifesta quando la non disgiunzione del cromosoma 21 avviene in una, ma non tutte, le divisioni iniziali della cellula dopo la fecondazione. Quando questo accade, si va incontro ad un miscuglio di due tipi cellulari, alcuni contenenti i normali 46 cromosomi e altri che invece ne contengono 47. Le cellule con 47 cromosomi contengono un cromosoma 21 extra. La sindrome di Down a mosaicismo rappresenta circa l'1% di tutti i casi. Gli esperti hanno indicato che i soggetti che presentano mosaicismo presentano poche delle caratteristiche della sindrome di Down rispetto ad altre forme della malattia.
  • Sindrome di Down da traslocazione: rappresenta circa il 4% di tutti i casi di sindrome di Down. Nella traslocazione, parte del cromosoma 21 si rompe durante la divisione cellulare e si attacca ad un altro cromosoma, di solito il cromosoma 14. Mentre il numero totale dei cromosomi nelle cellule rimane 46, la presenza di una parte extra di cromosoma 21 provoca le caratteristiche della sindrome di Down.

Cause

A prescindere dal tipo di sindrome di Down, tutti gli individui colpiti dalla malattia presentano una porzione critica ed extra del cromosoma 21, che come abbiamo visto può essere presente in tutte o solo in alcune delle cellule corporee a seconda della tipologia. Questo materiale genetico aggiuntivo altera il corso dello sviluppo e provoca le caratteristiche associate alla sindrome di Down.

Le cause che portano alla non disgiunzione rimangono ancora sconosciute, ma la ricerca ha mostrato che questa anomalia cromosimica aumenta con l'aumentare dell'età della donna. Tuttavia, a causa dei tassi di natalità più elevati nelle donne più giovani, l'80% dei bambini con sindrome di Down sono nati da donne sotto i 35 anni di età.

Non ci sono attualmente studi scientifici che dimostrano che la sindrome di Down possa essere causata da particolari fattori ambientali o da attività dei genitori prima o durante il periodo della gestazione.

La copia parziale o totale supplementare del cromosoma 21 che causa la sindrome di Down può derivare sia dalla madre che dal padre. Approssimativamente, soltanto il 5% dei casi sono dovuti al padre.

Probabilità di avere un bambino Down

La sindrome di Down si verifica in persone di tutte le razze e classi sociali, anche se le donne più anziane hanno una maggiore probabilità di dare alla luce un bambino affetto dalla malattia. Una donna di 35 anni, per esempio, ha circa una probabilità su 350 di concepire un bambino con sindrome di Down, ma tale rischio aumenta gradualmente fino a circa 1 a 100 entro i 40 anni. All'età di 45 anni l'incidenza diventa circa 1 su 30.

Dal momento che molte coppie rimandano la possibilità di diventare genitori ad età più mature, il rischio di concepire bambini con sindrome di Down aumenta di conseguenza. Pertanto, la consulenza genetica per i genitori è sempre più importante. Nonostante tutto, i medici non sono sempre del tutto ben informati nel consigliare i loro pazienti circa l'incidenza della sindrome di Down, i progressi nella diagnosi ed i protocolli per la cura ed il trattamento di bambini affetti.


Di seguito, riportiamo un semplice modulo di calcolo per quantificare il rischio teorico di dare alla luce un figlio affetto da sindrome di Down, in relazione all'età materna.


Età della madre

anni
  Una probabilità su nati vivi

Bibliografia: Estimating a woman's risk of having a pregnancy associated with Down's syndrome using her age - Cuckle, H., Wald, N & Thompson, S. (1987).


Tutte e tre le tipologie della sindrome di Down sono condizioni genetiche (correlate ai geni), ma solo l'1% di tutti i casi della malattia ha una componente ereditaria. In particolare, si è visto che l'ereditarietà non è un fattore causale nella trisomia 21 da non disgiunzione e nel mosaicismo. Al contrario, un terzo dei casi della sindrome di Down da traslocazione mostra una componente ereditaria. In tal senso, l'età della madre sembra non essere correlata al rischio di traslocazione.

Diagnosi

Diagnosi prenatale

Ci sono due tipi di test che possono essere eseguiti prima della nascita del bambino: i test di screening e i test diagnostici per la sindrome di Down. Uno screening prenatale mette la coppia a conoscenza delle probabilità che il feto sia affetto da sindrome di Down. Va precisato che la maggior parte di questi test fornisce solo una probabilità. I test diagnostici, invece, possono fornire una diagnosi definitiva con quasi il 100% di accuratezza.
La maggior parte dei test di screening prevede un esame del sangue affiancato da un'ecografia. L'esame del sangue, insieme all'età della madre, viene usato per stimare la probabilità di avere un bambino affetto da sindrome di Down. Di solito ad esso segue un'ecografia dettagliata per controllare i "markers" (caratteristiche morfologiche che secondo alcuni ricercatori avrebbero una significativa associazione con la sindrome di Down). Le attuali tecnologie permettono uno screening prenatale in grado di evidenziare il materiale cromosomico del feto che circola nel sangue materno. Questi test non sono invasivi, ma forniscono un'elevata accuratezza, anche se non sempre riescono a diagnosticare la malattia.
Le procedure disponibili per la diagnosi prenatale della sindrome di Down sono il prelievo dei villi coriali e l'amniocentesi. Queste procedure, che sono invasive, possono causare un aborto (succede in circa l'1% dei casi o meno a seconda dell'abilità dell'operatore), ma sono accurate al 100% nella diagnosi della sindrome di Down. L'amniocentesi è di solito eseguita nel secondo trimestre di gravidanza dopo 15 settimane di gestazione, mentre l'esame dei villi coriali può essere eseguito già nel primo trimestre tra 9 e 11 settimane.
La sindrome di Down è generalmente identificata alla nascita dalla presenza di alcuni tratti fisici come ad esempio: basso tono muscolare, un singolo solco profondo che attraversa il palmo della mano ed una inclinazione verso l'altro degli occhi. Poiché queste caratteristiche possono essere presenti anche in bambini senza sindrome di Down, viene effettuata un'analisi cromosomica chiamata cariotipo per confermare o smentire diagnosi. Per ottenere il cariotipo, si deve estrarre un campione di sangue dal quale verranno esaminate le cellule del bambino. Vengono usati particolari strumenti utili per fotografare i cromosomi e raggrupparli per dimensione, numero e forma. Una volta ottenuto il cariotipo, i medici sono in grado di diagnosticare la sindrome di Down.

Impatto nella società

Gli individui colpiti da sindrome di Down sono sempre più integrati nella società e nelle comunità organizzate, come la scuola, il sistema sanitario, il lavoro e le attività sociali e ricreative.

La sindrome di Down è caratterizzata da ritardi cognitivi che possono essere da lievi a gravi, anche se la maggior parte delle persone presenta ritardi cognitivi lievi o moderati. Grazie ai progressi della tecnologia medica, oggi la vita media degli individui colpiti da sindrome di Down si è allungata rispetto al passato, infatti l'80% degli individui colpiti dalla malattia può vivere fino ai 60 anni e molti vivono anche più a lungo.


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Ultima modifica dell'articolo: 16/03/2016