Sindrome del Colon Irritabile: Cos'è? Cause

Generalità

La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali cronici, riferibili al tratto di intestino crasso chiamato colon (come del resto si può intuire dal nome della patologia).
sindrome colon irritabileNota anche come colon irritabile o colite spastica, questa sindrome è estremamente diversa dalle cosiddette malattie infiammatorie intestinali (come ad es. il morbo di Crohn). Infatti, mentre in quest'ultime c'è un'alterazione dell'anatomia intestinale, nel colon irritabile l'aspetto dell'intestino è normale e non presenta alcuna anomalia.
Nonostante i numerosi studi in merito, le cause della sindrome del colon irritabile sono un punto  interrogativo. Secondo le ipotesi più attendibili, all'origine della condizione ci sarebbe una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose che innervano l'intestino e muscoli intestinali.
I sintomi tipici del colon irritabile consistono in: dolore e crampi all'addome, stipsi, diarrea, gonfiore addominale, meteorismo e muco nelle feci.
Formulare una diagnosi di sindrome del colon irritabile non è per nulla semplice, per almeno due motivi: la mancanza di un test diagnostico specifico e l'aspecificità dei sintomi (sono sintomi comuni a tante altre patologie dell'intestino).
Attualmente, la terapia per la sindrome del colon irritabile è soltanto sintomatica.

Breve richiamo dell'anatomia del colon

L'intestino è la porzione di apparato digerente compresa tra il piloro e l'orifizio anale.
Gli anatomisti suddividono l'intestino in due settori principali: il piccolo intestino, detto anche intestino tenue, e il grande intestino, detto anche intestino crasso.
L'intestino tenue è il primo tratto; inizia a livello della valvola pilorica, che lo separa dallo stomaco, e termina a livello della valvola ileocecale, situata al confine con l'intestino crasso. L'intestino tenue è costituito da tre sezioni (il duodeno, il digiuno e l'ileo), è lungo circa 7 metri e ha un diametro medio di 4 centimetri.
Intestino CrassoL'intestino crasso è il tratto terminale dell'intestino e dell'apparato digerente. Comincia dalla valvola ileocecale e termina in corrispondenza dell'ano; è costituito da 6 sezioni (cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigma e retto), è lungo circa 2 metri e possiede un diametro medio di 7 centimetri (da qui il nome di grande intestino).

Cos'è la sindrome del colon irritabile?

La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali, provenienti specificatamente dal colon.
La sindrome del colon irritabile è una condizione cronica, che può durare anni e richiedere - proprio a causa della sua lunga durata - un prolungato trattamento.
Diversamente dalle malattie infiammatorie intestinali come, per esempio, il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, la sindrome del colon irritabile non è responsabile di alcun cambiamento dell'anatomia intestinale e non favorisce in alcun modo la comparsa del tumore del colon o del tumore del colon-retto.


Curiosità

I ricercatori non hanno mai realmente dimostrato una correlazione tra la sindrome del colon irritabile e la motilità del colon; pertanto, la sindrome del colon irritabile rimane una condizione clinica indefinita.

Altri nomi

La sindrome del colon irritabile è conosciuta con diversi altri nomi, tra cui: sindrome dell'intestino irritabile, IBS (dall'inglese Irritable Bowel Disease), colite spastica, colite nervosa, colon irritabile, colon spastico e colite mucosa.


Coniato nel lontano 1892, il termine colite mucosa richiama all'elevata frequenza di mucorragia (emissione di muco commisto alle feci) e coliche addominali.

Epidemiologia

Secondo alcune indagini statistiche, la sindrome del colon irritabile interesserebbe il 15-20% della popolazione che vive nei cosiddetti “Paesi sviluppati” (circa un individuo ogni 5) e avrebbe un'incidenza annua pari all'1-2% (in sostanza, ogni anno, i nuovi casi sono massimo 2 ogni 100 persone).
In base ad altre ricerche, le aree del Mondo con il maggior numero di pazienti sarebbero l'America Centrale e l'America del Sud; di contro, le zone del Mondo con il minor numero di malati coinciderebbero con i territori del Sud-Est asiatico.
Il sesso femminile è decisamente più incline a sviluppare la sindrome del colon irritabile, rispetto al sesso maschile: le donne con sindrome dell'intestino irritabile sono almeno il doppio degli uomini.
La maggior parte degli individui che soffrono di colite spastica ha un'età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Per motivi ancora poco chiari, accompagnano la sindrome dell'intestino irritabile diversi problemi di natura psichica, quali per esempio depressione maggiore, ansia e disturbi di personalità.

Cause

Le precise cause della sindrome del colon irritabile sono un mistero. Tuttavia, gli studi e le teorie in merito non mancano.

Ipotesi più attendibile

L'encefalo e l'intestino sono strettamente connessi tra di loro, attraverso un'ampia rete di nervi.
Secondo una delle teorie medico-scientifiche più attendibili, la sindrome dell'intestino irritabile sarebbe dovuta a una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose innervanti l'intestino e muscoli intestinali (il cui compito è regolare il transito del cibo digerito all'interno dell'intestino).

Fisiopatologia in breve

Lo strato di cellule muscolari costituenti parte della parete intestinale consente, attraverso contrazioni ritmiche (peristalsi), il transito e la progressione del cibo durante il processo digestivo.
In base a quanto affermano i medici, la presenza della sindrome del colon irritabile sarebbe responsabile di contrazioni troppo forti e di durata troppo lunga o, in alternativa, di contrazioni troppo deboli.
Le contrazioni troppo forti comporterebbero l'insorgenza di sintomi, quali meteorismo, senso di gonfiore all'addome e diarrea; le contrazioni troppo deboli, invece, sarebbero all'origine di un rallentamento del transito intestinale (stipsi) e di problematiche, come feci troppo dure o feci secche.


Curiosità

Recentemente, alcuni ricercatori hanno osservato, in un gruppo di persone con colon irritabile, la presenza di micro-focolai infiammatori nello spessore della mucosa intestinale.
Questa osservazione avrebbe messo in discussione le basi della sindrome del colon irritabile, considerata da anni una patologia di carattere non infiammatorio.

Gli stimoli della sindrome del colon irritabile

Da diverse indagini cliniche è emerso che, spesso, i sintomi della sindrome del colon irritabile compaiono al verificarsi di determinate circostanze. Nell'elenco di tali circostanze - che i medici definiscono “grilletti” (triggers, in inglese) o “stimoli della sindrome dell'intestino irritabile” - rientrano:

  • L'assunzione di alcuni cibi particolari. Ci sono persone che lamentano i tipici sintomi della sindrome dell'intestino irritabile, quando assumono: cioccolata, caffè, , spezie, cibi grassi, frutta, piselli, cavolfiore, cavolo, broccoli, latte, sostanze alcoliche, bevande zuccherate ecc;
  • Lo stress eccessivo. Molti individui con colite spastica tendono a manifestare i disturbi peggiori durante momenti di stress eccessivo;
  • Le alterazioni ormonali. I medici imputano agli ormoni un ruolo da “grilletto” della sindrome del colon irritabile, per il fatto che le donne, per loro natura soggette a cicliche alterazioni ormonali dovute al ciclo mestruale, sono i più comuni bersagli della malattia in questione;
  • Alcune malattie infettive del tratto gastrointestinale. Secondo un numero considerevole di indagini cliniche, sussisterebbe un legame consequenziale tra le gravi gastroenteriti di origine virale o batterica e la sindrome dell'intestino irritabile (sindrome dell'intestino irritabile post-infettiva).

Fattori di rischio

Secondo le ricerche mediche condotte finora, i fattori di rischio della sindrome del colon irritabile sarebbero:

  • Soffrire di movimenti intestinali anomali (es: transito intestinale troppo veloce, transito intestinale troppo lento ecc.);
  • La presenza di iperalgesia viscerale. Per iperalgesia viscerale, s'intende un aumento patologico della sensibilità al dolore proveniente dai visceri addominali, intestino in particolare;
  • Una precedente gastroenterite di origine virale o batterica. Secondo alcuni studi, lo sviluppo della sindrome del colon irritabile post-infettiva dipenderebbe da: la durata dell'infezione, il tipo di germe infettante, il sesso femminile, l'età giovanile e l'assenza di vomito durante l'infezione;
  • La presenza della cosiddetta sindrome da proliferazione batterica intestinale, condizione nota anche con l'acronimo SIBO;
  • La presenza di squilibri ormonali o dei neurotrasmettitori.

Approfondimento sulla fisiopatologia della sindrome del colon irritabile

Per comprendere meglio la complessa attività fisiologica, e di conseguenza la fisiopatologia, è bene conoscere in maniera più approfondita le dinamiche alla base della funzione del colon.
Il contenuto intestinale sopraggiunge al colon, dall'intestino tenue, in forma liquida; la funzione primaria di questo organo - il colon - è riassorbire la frazione liquida e i sali minerali; al termine del percorso lungo il colon, quindi, si ha l'espulsione finale dei prodotti della digestione.
Il colon è dotato di un proprio Sistema Nervoso Semi-Autonomo, denominato Sistema Nervoso Enterico (SNE); il SNE ricopre svariate funzioni, tra cui:

  • La produzione del neurotrasmettitore serotonina. Un compito della serotonina  è aumentare la motilità intestinale, quindi favorire il transito del cibo all'interno dell'intestino.
    La produzione della serotonina, da parte del SNE, dipende anche dalla particolare relazione che lega quest'ultimo al cervello (sistema nervoso centrale – SNC). Ciò vuol dire, in altre parole, che il SNE produce o blocca la produzione di serotonina anche sotto l'influsso del cervello (è la cosiddetta “teoria dei due cervelli” o “Brain-Gut Axis”).
    Se lo stimolo alla produzione di serotonina è eccessivo, il transito intestinale dei prodotti della digestione subisce una brusca accelerazione, la quale comporta lo sviluppo di diarrea; al contrario, se c'è una limitazione eccessiva alla produzione della serotonina, la progressione intestinale dei prodotti digestivi è rallentata e compare il fenomeno della stipsi.
  • La regolazione della permeabilità dei vasi sanguigni e linfatici, propri del colon, situati immediatamente al di sotto della mucosa (la superficie interna, o di rivestimento, del colon). Questa rete di vasi sanguigni e linfatici è deputata al riassorbimento della parte liquida di quanto transita nel colon.
  • La regolazione immunitaria, attraverso la capacità di riconoscere le sostanze nocive, che l'essere umano introduce con gli alimenti (es. tracce di pesticidi, virus, parassiti ecc.), e la capacità di attivare tutte le funzioni organiche di protezione e rapida espulsione, di tali sostanze, dall'organismo umano.

Curiosità sulla sindrome del colon irritabile post-infettiva

I pazienti con sindrome del colon irritabile post-infettiva dimostrano un aumento, nella mucosa, del numero delle colonie di linfociti e delle cellule enteroendocrine (cellule deputate alla produzione di sostanze, quali per esempio la serotonina, che agiscono sulla motilità, la vascolarizzazione e la risposta immunitaria propria del colon).
Nel colon irritabile, le cellule enteroendocrine dimostrano di secernere elevati livelli di serotonina, pertanto sembrano le originali responsabili degli episodi di diarrea.


Le tradizionali teorie riguardanti la fisiopatologia possono suddividersi in 3 complessi capitoli:

  1. Motilità gastrointestinale;
  2. Iperalgesia;
  3. Psicopatologia.

1) L'alterazione della motilità gastrointestinale include specifiche modificazioni della funzione motoria del piccolo e del grande intestino:

  • a) l'attività mioelettrica del colon (la capacità di far procedere le feci sino all'evacuazione) è composta da un susseguirsi di lente onde di contrazione muscolare, sulle quali si sovrappongono spike di potenziali d'azione (capacità della cellula muscolare di contrarsi in modo energico). Nella sindrome dell'intestino irritabile, la dismotilità (alterata motilità) del colon si manifesta con una variazione della frequenza delle lente onde di contrazione della muscolatura, interrotte, soprattutto come riposta post-prandiale, dagli spike dei potenziali d'azione. I pazienti soggetti a diarrea, dimostrano questa disparità in misura maggiore rispetto ai pazienti prevalentemente soggetti a stipsi.
  • b) La dismotilità del piccolo intestino si manifesta con un rallentato transito del cibo, nei soggetti con prevalenza di stipsi, e con un accelerato transito del cibo, nei soggetti con prevalenza di diarrea; quest'ultimi, inoltre, mostrano anche intervalli più brevi tra onde successive di propulsione (cosiddette onde predominanti interdigestive del piccolo intestino).
  • c) Secondo le teorie correnti, le persone con sindrome dell'intestino irritabile sarebbero soggette a un aumento generale dell'attività della muscolatura liscia; quindi, gli organi interessati non sarebbero solo piccolo e grande intestino, ma anche gli organi dell'apparato urinario, anch'essi dotati di una considerevole muscolatura liscia.
    Queste teorie spiegherebbero per quale ragione i pazienti con colon irritabile manifestino, talvolta, sintomi urinari, quali aumento della frequenza e dell'urgenza alla minzione, nicturia (aumento delle frequenza notturna alla minzione) ecc.

2) L'iperalgesia viscerale, ossia l'aumento patologico della sensibilità (ipersensibilità) al dolore proveniente dai visceri addominali:

  • L'anormale percezione della fisiologica motilità intestinale e la spiccata sensibilità viscerale al dolore sono due elementi caratteristici della sindrome del colon irritabile.
    Durante i test per la valutazione della sensibilità viscerale al dolore, la distensione della sonda a palloncino, nel retto-sigma e nel piccolo intestino, produce dolore a volumi decisamente più bassi nei pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, rispetto a quanto accade nei pazienti di controllo (persone sane).
    Inoltre, dai test di questa tipologia emerge un altro aspetto curioso e sicuramente da annotare: i pazienti con sindrome dell'intestino irritabile avvertono dolore non soltanto dove risiede la sonda a palloncino, ma anche in aree cutanee dell'addome anatomicamente distanti dal retto-sigma ecc. La spiegazione di questo fenomeno è semplice: le terminazioni nervose che trasmettono il dolore dal colon e dal retto-sigma passano per le corna posteriori del midollo spinale, dove giungono anche le terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore sulla cute addominale; pertanto, a causa di tale accavallamento, l'attivazione delle prime terminazioni nervose (quelle del colon e del retto-sigma) tende ad attivare anche le seconde (quelle cutanee) e ciò comporta la percezione di un dolore diffuso.

3) La psicopatologia:

  • L'associazione tra disturbi psichiatrici e sindrome dell'intestino irritabile non è mai stata realmente chiarita e dimostrata. Tuttavia, è un dato di fatto che:
    • I pazienti affetti da disturbi psicologici vanno incontro a patologie debilitanti molto più frequentemente della popolazione sana, rappresentante il cosiddetto campione di controllo;
    • I pazienti alla continua ricerca di terapie mediche per patologie croniche, hanno un'alta incidenza di crisi di panico, stati depressivi, ansietà e ipocondria, rispetto alla popolazione  sana di controllo;
    • Un'alterazione del Brain-Gut Axis coincide con l'inizio dei disturbi dell'apparato digerente in circa il 77% degli individui.

Rimane attualmente un mistero, se i disturbi psicopatologici inducano la sindrome del colon irritabile o viceversa.


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