La Sincope e Morte Improvvisa da Sport

A cura del Dott. Stefano Casali

La sincope

L'etimologia della parola deriva dal greco "syn koptein" che vuol dire spezzare, interrompere, tagliare. Dal punto di vista clinico è l'espressione di un'alterazione delle funzioni cerebrali, dovuta generalmente ad una diminuzione del flusso ematico cerebrale o ad una sua disfunzione elettrica o metabolica che può essere espressione di diverse patologie, da un episodio benigno ed insignificante, alla morte improvvisa.

sincopeLa sincope è una perdita di conoscenza di breve durata con incapacità a mantenere il tono posturale(con conseguente caduta a terra se il soggetto è in piedi), insorge in modo più o meno brusco e si risolve spontaneamente (differente dal coma che dura più a lungo e necessita dell'intervento medico).
La pre-sincope o lipotimia èinvece un grado minore dello stesso disturbo caratterizzata da sensazione di svenimento incipiente, debolezza (astenia), sudorazione fredda, senso di nausea, ma senza perdita completa della coscienza e senza caduta a terra. La sincope è un evento abbastanza frequente nei soggetti giovani (circa il 5% dei ricoveri ospedalieri e il 3% dei casi che vengono visitati in un pronto soccorso).

Un episodio sincopale può verificarsi più frequentemente:

nei soggetti giovani (fino al 40-45% in alcune casistiche) nei quali è spesso isolata ed ha un significato benigno;

nei soggetti anziani, nei quali può nascondere più facilmente malattie importanti ed avere conseguenze più serie.

La perdita di coscienza è espressione di un'alterazione della funzione cerebrale, la quale può essere dovuta a varie cause:

un' improvvisa riduzione o interruzione dell'afflusso di sangue al cervello;

un disturbo della funzione elettrica dei neuroni;

un disturbo metabolico. I neuroni sono molto sensibili alla mancanza di substrati energetici, particolarmente di una riduzione di glucosio nel sangue = ipoglicemia.

In relazione alle cause primarie e al meccanismo di base si distinguono tre gruppi di sincopi:

non-cardiovascolari, dovute ad altre cause (neurogene, metaboliche....);

cardiovascolari, dovute a una diminuzione o interruzione acuta dell'afflusso di sangue al cervello;

neuromediate, dovute ad instabilità vasomotoria mediata da riflessi nervosi.

Possono essere classificate anche come:

 

Sincopi indeterminate:sincopi che al termine di tutti gli accertamenti possibili con i mezzi ora a disposizione non trovano una giustificazione, sono molto ridotte di numero.

 

Sincopinon-cardiovascolari: dovute ad una patologia del sistema nervoso (sincopi neurogene) es. attacco epilettico generalizzato (crisi di grande male). In questo caso il soggetto cade fulmineamente a terra in preda a convulsioni, procurandosi spesso lesioni da trauma e morsicature della lingua. La ripresa della coscienza è lenta e spesso il soggetto rimane come addormentato. Un tipo di sincope molto simile può essere causato anche da una crisi emicranica o da un attacco ischemico transitorio (TIA). Oppure in seguito ad una improvvisa riduzione del flusso di sangue localizzata in una ristretta area del cervello (microembolia, spasmo dei vasi sanguigni) che dura da alcuni minuti a ore (più frequente negli anziani con aterosclerosi dei vasi cerebrali o ipertensione arteriosa).


Sincopi cardiovascolari: sono abbastanza frequenti e sono dovute a un'improvvisa interruzione o riduzione del flusso cerebrale di tipo generalizzato (interessa cioè tutto il cervello), conseguente ad una riduzione della gittata cardiaca che può essere causata da differenti  malattie e meccanismi, a loro volta suddivisibili in due gruppi principali:

  • ostruzione al flusso di sangue all'interno del cuore o dei vasi principali(aorta, arteria polmonare ecc.) come accade in alcune malattie valvolari (stenosi della valvola aortica o della valvola mitralica), nelle cardiomiopatie ipertrofiche nelle quali il muscolo cardiaco (soprattutto il ventricolo sinistro) è molto ipertrofico e rigido e si riempie con difficoltà. La sincope in questi casi si verifica durante l'esercizio fisico:
    • "sincope da sforzo";
    • un'aritmia cardiaca

La gittata cardiaca è il prodotto della gittata sistolica (quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione del ventricolo sinistro) per la frequenza cardiaca. Aritmie che causano un improvviso aumento della frequenza cardiaca (tachiaritmie) accorciano molto la durata della diastole, quindi il riempimento del cuore. Ciò può ridurre la gittata sistolica e di conseguenza la gittata cardiaca, causando una pre-sincope o una sincope. In questo caso il soggetto può segnalare il fatto che la perdita di conoscenza è stata preceduta da una forte palpitazione o da una improvvisa accelerazione del battito. Una drastica riduzione della gittata cardiaca può invece verificarsi in quei casi di aritmia nei quali la frequenza cardiaca scende al di sotto dei normali battiti (bradiaritmia). Questo accade nelle alterazioni del sistema di conduzione atrio-ventricolare e può arrivare fino alla asistolia elettrica (il cuore si ferma). Nell'atleta allenato c'è la vagotonia fisiologica = aritmia benigna che scompare quando l'individuo cessa di allenarsi e non si accompagna a sintomi. In alcuni soggetti invece la vagotonia non cessa con il disallenamento e tende a peggiorare nel tempo = vagotonia non fisiologica.

 

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