Sifilide nella Donna

Generalità

La sifilide è una malattia infettiva che colpisce sia uomini, che donne. L'agente causale è il batterio Treponema pallidum, che ha una spiccata invasività per l'organismo umano.
Sifilide nella DonnaLe donne contraggono quest'infezione principalmente attraverso i contatti sessuali e, durante la gravidanza, possono trasmettere l'agente patogeno al feto (sifilide congenita).
Dopo il contagio, il batterio responsabile della sifilide è presente nel sangue e in tutte le altre secrezioni corporali, principalmente a livello delle lesioni che provoca.
La comparsa dei primi sintomi avviene dopo tre-quattro settimane: si tratta di ulcere o ferite tondeggianti nel punto d'ingresso del patogeno (ossia nelle zone che sono venute in contatto con le aree infette dell'altra persona). Nella donna, queste lesioni compaiono più frequentemente nella zona genitale, in particolare a livello di piccole labbra, orifizio vaginale e perineo. Nel sesso femminile, inoltre, l'infezione può comportare varie complicanze durante la gravidanza.
Senza una diagnosi e una terapia adeguata e tempestiva, è possibile un'evoluzione progressiva della malattia, che può provocare gravi danni a livello di molteplici organi e apparati, quali cute, cuore e scheletro. Nella sua fase finale, la sifilide danneggia il sistema nervoso centrale causando confusione mentale, demenza e paralisi progressiva.
Fortunatamente, grazie alla disponibilità di metodi diagnostici adeguati e all'efficacia dell'antibiotico-terapia, la sifilide è un'infezione controllabile e curabile.

Treponema pallidum

  • L'agente causale della sifilide è un batterio, il Treponema pallidum. All'osservazione con microscopio in campo oscuro, questo microrganismo appare come un piccolo filamento a forma di spirale, mobile e flessibile, di lunghezza variabile tra 5 e 20 micron.
  • Il Treponema pallidum è in grado di passare attraverso le mucose intatte o la cute danneggiata. L'agente responsabile della sifilide nella donna è quindi più facilmente trasmissibile attraverso contatti orali e rapporti sessuali vaginali e anali non protetti.
  • Le sedi di ingresso più frequenti sono, infatti, le mucose dei genitali e della bocca, dove il Treponema pallidum trova il suo habitat ideale per riprodursi facilmente. In seguito, questo microrganismo migra attraverso i capillari cutanei, per poi diffondere ai linfonodi, dove moltiplica fino a raggiungere livelli sufficienti a provocare la malattia clinica. In genere, i tempi di incubazione della sifilide si estendono dalle 2 alle 12 settimane.
  • Nei soggetti che presentano la malattia, il Treponema Pallidum si riscontra in tutti i liquidi corporei, come sperma e secrezioni vaginali. Inoltre, il batterio si trova nelle lesioni cutanee, genitali e mucose, comprese quella della bocca, che si manifestano nel corso della malattia.

Contagio

Come può la donna contrarre la sifilide?

Le donne contraggono la sifilide principalmente attraverso i rapporti sessuali non protetti - sia genitali (vaginali o anali), che orali - con una persona infetta.
L'infezione si può trasmettere mediante il contatto diretto con le ferite o le ulcere di pelle e mucose, che si formano nelle zone dove principalmente si manifesta la malattia (vagina, ano, bocca, gola o superficie cutanea lesionata). A volte, alcune di queste manifestazioni sono indolori e possono passare inosservate, quindi può capitare che la persona non sia consapevole di essere affetta, rischiando così di contagiare il proprio partner.
Durante la gravidanza, la sifilide può essere trasmessa al feto per via transplacentare (attraverso il sangue materno infetto) oppure al momento del passaggio attraverso il canale del parto. Questo, peraltro, consente di distinguere tra sifilide acquisita (quando la malattia si verifica tardivamente nel corso della vita) e congenita (se l'infezione è contratta prima ancora della nascita o durante il parto).
Occasionalmente, la malattia può essere trasmessa attraverso le trasfusioni di sangue. Questa modalità di contagio è ormai rarissima nel mondo ed è limitata ai Paesi dove il sangue non è controllato prima che sia trasfuso. Altro fattore di rischio è l'uso di droghe per via endovenosa.
La sifilide NON è solitamente trasmessa in modo indiretto, ad esempio tramite il contatto con oggetti, stoviglie o indumenti utilizzati da un soggetto malato, in quanto il Treponema pallidum è scarsamente resistente nell'ambiente.  
La sifilide non conferisce immunità nei confronti di successive reinfezioni.

Sintomi

Quali sono i sintomi della sifilide nelle donne?

Il decorso della sifilide nella donna è ripartito in diverse fasi, ciascuna delle quali è caratterizzata da sintomi variabili. In ogni caso, la malattia è complessa e - se non adeguatamente curata - può portare a varie complicanze, come cardiopatie e disturbi neurologici.

1) Sifilide primaria nella donna

Lo stadio iniziale dell'infezione si manifesta dopo circa 3-4 settimane dal contagio, con la comparsa di una lesione (sifiloma) nel punto d'inoculo del Treponema pallidum.

Questo segno iniziale è simile a una papula dalla forma tondeggiante, ben circoscritta, di grandezza variabile, solitamente indolore e a base solida. Presto la superficie di questa formazione si erode e va incontro ad ulcerazione, esponendo un fondo di colore rosso vivo, dal quale fuoriesce un essudato sieroso, contenente i treponemi.
Nella donna, il sifiloma compare più frequentemente sui genitali o sulla zona di contatto sessuale, soprattutto a livello di cervice, vulva, vagina e perineo. Questa lesione può manifestarsi, inoltre, in sede anale-rettale e all'interno del cavo orale, quindi su labbra, gengive, faringe o lingua.
Dopo circa una settimana dalla comparsa del sifiloma, si manifesta un altro segno tipico della sifilide primaria, ovvero i linfonodi aumentano di volume.
I sintomi del primo stadio della sifilide nella donna tendono a scomparire dopo 4-6 settimane dal loro esordio, anche senza un trattamento, ma il batterio rimarrà nell'organismo. Nel frattempo, tali lesioni potrebbero essere passate inosservate, soprattutto se molto piccole o non facilmente visibili (come nel caso, ad esempio, dei sifilomi localizzati sul collo dell'utero).

2) Sifilide secondaria nella donna

La sifilide secondaria inizia dopo 3-6 settimane dall'esordio del sifiloma. Questa fase è caratterizzata da manifestazioni sistemiche, dovute alla proliferazione e alla diffusione per via ematica e linfatica del Treponema pallidum. Nella donna con sifilide, si presentano, quindi, sintomi simil-influenzali come febbre, astenia, cefalea, dolori muscolari e malessere generale.
Tuttavia, la manifestazione più evidente della sifilide secondaria è un'eruzione muco-cutanea in una o più zone della superficie corporea, che può essere transitoria o ricorrente e può avere un aspetto molto variabile. Possono manifestarsi, ad esempio, delle screpolature rotondeggianti sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, e gruppi di macchioline rosa diffusi su tutto il tronco e gli arti, che ricordano il rash del morbillo. L'eruzione è accompagnata da un ingrossamento dei linfonodi.

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Sifilide secondaria in una donna con storia di rapporti sessuali non protetti. Interessamento della pianta del piede

In assenza di trattamento, le lesioni possono scomparire nel giro di pochi giorni o settimane, possono persistere per mesi o ri-presentarsi in maniera ricorrente; tutte, comunque, vanno alla fine incontro a remissione, in genere senza lasciare cicatrici.
La sifilide nella donna può comportare, inoltre, mal di gola, mancanza di appetito, dimagrimento, disturbi alla vista, alterazioni uditive e dell'equilibrio, dolori ossei, perdita dei capelli a ciocche e comparsa di chiazze ispessite, grigie o rosa (condilomi) nelle zone umide della pelle. Durante lo stadio secondario, poi, può manifestarsi una meningite.

3) Periodo di latenza

Dopo la regressione dello stadio secondario, inizia un lungo periodo di latenza, che può durare mesi o addirittura anni. In questa fase, la donna con sifilide non presenta alcuna sintomatologia, tuttavia l'infezione persiste.

4) Sifilide terziaria nella donna

Nella donna, la sifilide progredisce alla fase terziaria quando il Treponema pallidum si “riattiva” al termine del periodo di latenza, in genere dopo circa 10-25 anni dal momento del contagio. In questo stadio, la malattia può comportare effetti vari e danni permanenti a cuore, fegato, ossa, articolazioni, vasi sanguigni, pelle e altri organi.
Nella sifilide terziaria, le manifestazioni di maggior rilievo sono, però, a carico del sistema nervoso centrale, con alterazioni degenerative a carico dei tessuti del cervello e del midollo spinale. Nella cosiddetta neurosifilide, la degenerazione progressiva può provocare alterazioni della personalità, graduale cecità, perdita della memoria fino alla demenza, all'incapacità di controllare i movimenti muscolari, alla paralisi progressiva e, nei casi più gravi, alla morte della paziente.

Sifilide in gravidanza

La sifilide può essere trasmessa per via ematogena (attraverso la placenta) dalla madre al bambino durante la gestazione, con gravi conseguenze.
Se si contrae in gravidanza, infatti, la malattia può determinare malformazioni fetali e altri problemi, tra cui:

Per evitare tali complicanze, è fondamentale per la donna rivolgersi al proprio medico, che sarà in grado di dare le indicazioni corrette per quanto riguarda le migliori misure da intraprendere.
Di solito, nella donna in gravidanza la prevenzione della sifilide congenita si attua instaurando tempestivamente la terapia con penicillina. In Italia, inoltre, viene effettuato lo screening per l'infezione su tutte le donne all'inizio della gravidanza.

Diagnosi

La diagnosi della sifilide nella donna viene formulata partendo dalla valutazione dell'insieme di sintomi riferiti dal paziente durante un'accurata visita medica; segue, l'osservazione al microscopio del materiale prelevato da eventuali lesioni e specifici esami del sangue.
La diagnosi può essere confermata dalla ricerca dei treponemi nell'essudato e dalla positività di test sierologici, volti a rilevare l'eventuale presenza di anticorpi contro il batterio già nelle fasi precoci dell'infezione. Tramite queste analisi sarà possibile capire se è stata contratta la sifilide e in quale grado di attività si trova l'infezione nel paziente, così da iniziare il trattamento più adeguato.
A causa della sua “aggressività” la sifilide è una malattia soggetta a denuncia. Ciò significa che gli operatori sanitari sono tenuti a informare le autorità, di sanità pubblica, nel caso si venga a conoscenza di un paziente infetto.

Trattamento e Prevenzione

Il trattamento della sifilide nella donna consiste nella somministrazione di penicillina per via parenterale. Solo nei pazienti allergici a questo principio attivo si ricorre ad altri farmaci, come la doxiciclina e la tetraciclina.

Per stabilire il corretto dosaggio e la durata della terapia antibiotica, il medico si baserà sullo stadio della malattia definito durante l'iter diagnostico.
Il trattamento è più efficace se iniziato nelle fasi precoci della sifilide. Infatti, non permette di rimediare a eventuali danni già verificatisi a carico dei vari organi. Naturalmente, è necessario effettuare i test diagnostici e il trattamento anche su tutti i partner pregressi della donna, fino a tre mesi prima dell'inizio della sintomatologia.
Durante il trattamento farmacologico, per evitare di contagiare il proprio partner, è obbligatoria l'astinenza della donna da qualsiasi tipologia di rapporto sessuale, fino alla completa guarigione delle lesioni causate dalla sifilide. Infatti, deve sempre essere tenuto a mente che le ferite e le ulcere cutanee possono trasmettere l'infezione anche durante il sesso orale o qualunque altro contatto cutaneo con le zone infette.
Infine, va ricordato che, una volta guariti, non si diventa immuni nei confronti dell'agente patogeno, ma può capitare di infettarsi più e più volte nel corso della vita; questo significa che la donna può contrarre nuovamente la sifilide.
Come per altre malattie sessualmente trasmissibili, una buona misura di prevenzione è data dall'uso del preservativo, il quale deve essere utilizzato dall'inizio alla fine del rapporto sessuale, che sia vaginale, anale od orale. Anche eventuali giocattoli sessuali utilizzati a tale scopo, devono essere adeguatamente coperti in caso di utilizzo promiscuo.

Occorre infine precisare che l'utilizzo corretto del profilattico non garantisce una protezione assoluta, dato che l'infezione può essere trasmessa per contatto con lesioni in aree genitali non coperte dal preservativo.



Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016