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Salute
      Ultima modifica: 23/11/2011

Sideremia

La sideremia è la concentrazione del ferro "di trasporto" presente nel sangue. Nel circolo ematico questo minerale non è libero, ma legato in parte ad una proteina vettrice, chiamata transferrina, in parte inglobato nell'emoglobina ed in parte associato ad altre proteine minori (come la ferritina). La sideremia misura la quantità di ferro legata alla transferrina e, dal momento che quest'ultima può esistere in una forma satura, cioè associata al ferro, oppure libera, fornisce un'indicazione anche sulla quota di transferrina satura in ferro.

Il ferro associato alla transferrina proviene dalle sue varie e principali stazioni metaboliche, come la mucosa intestinale (dove viene assorbito), il midollo osseo (dove viene incorporato nei globuli rossi), il fegato (dove viene immagazzinato) e la milza (dove le emazie invecchiate vengono degradate). Il legame ferro-transferrina è piuttosto stabile, ma l'interazione con specifici recettori, permette la facile cessione del minerale alle cellule nel momento del bisogno.

In condizioni normali, i valori di sideremia nell'uomo variano dai 53 ai 167 mcg per decilitro di sangue (dove mcg o µg = microgrammi), mentre nella donna i valori sono lievemente inferiori (49-151 mcg/dl). Oltre che dal sesso, i valori sono influenzati anche dall'età, dall'ora del giorno, dalle circostanze ambientali (come il flusso mestruale, in cui decresce) e dall'assunzione di determinati farmaci o integratori a base di ferro (che devono essere assolutamente sospesi nei 2-3 giorni che precedono l'esame); ancor più semplicemente, mangiare grandi quantità di carne rossa (come quella di cavallo o di bue) nelle 24-48 ore precedenti l'esame può sfalsare i risultati.

Una sideremia bassa si riscontra in diverse situazioni:

insufficiente apporto alimentare di ferro (malnutrizione, dieta vegetariana, dieta ferrea);

insufficiente assorbimento del minerale a livello intestinale (celiachia, diarrea, alcolismo, alterazioni gastro-intestinali, abuso di lassativi;);

aumentata utilizzazione di ferro a livello midollare, come negli sportivi di endurance;

perdite eccessive di ferro (emorragie croniche).

Una sideremia alta è invece conseguenza comune di queste condizioni:

eccessiva introduzione di ferro mediante trasfusioni;

insufficiente utilizzazione di ferro a livello midollare (anemie aplastiche, anemie megaloblastiche);

eccessiva lisi dei globuli rossi (anemie emolitiche);

necrosi cellulare degli organi di deposito del ferro (come le epatiti);

ematocromatosi ed emosiderosi.

L'esame si effettua attraverso un semplice prelievo di sangue, dopo un digiuno di almeno 10 ore. Di solito si esegue al mattino, quando la sideremia raggiunge livelli superiori rispetto ai serali.

Il semplice dosaggio della sideremia, considerata anche la notevole variabilità dei suoi valori, non ha una grossa rilevanza clinica, mentre diventa molto utile se associato ad altri esami, come la ferritinemia e la transferrinemia, che aiutano a costruire un quadro più completo del metabolismo ferrico nell'organismo.


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