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Salute
      Ultima modifica: 21/12/2011

Sibutramina (Ectiva, Reductil, Reduxade, Meridia)

La sibutramina è un farmaco destinato al trattamento dell'obesità. Agisce a livello del sistema nervoso centrale con meccanismo d'azione simile a quello di alcuni farmaci antidepressivi, inibendo la ricaptazione sinaptica (reuptake) di noradrenalina, serotonina ed in misura minore di dopamina. Queste sostanze sono dei neurotrasmettitori eccitatori, ovvero dei messaggeri biochimici deputati alla trasmissione di segnali nervosi eccitatori.
Più che migliorare il tono dell'umore, la sibutramina agisce come farmaco anoresizzante, facilitando la comparsa del naturale senso di sazietà postprandiale. La riduzione dell'appetito si riflette positivamente sul controllo ponderale, insieme all'effetto termogenico indotto dall'iperattivazione del simpatico mediata dalla noradrenalina (aumento del metabolismo basale). Allo stesso tempo, quest'ultimo aspetto è tuttavia responsabile degli effetti collaterali associati alla terapia con sibutramina. La noradrenalina, infatti, oltre ad aumentare il consumo di ossigeno a riposo, innalza la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca; possibile anche la comparsa di insonnia, bocca secca, sindrome da serotonina e cefalea. In media si parla di un rialzo pressorio di 2-4 mmHg sia per la massima che per la minima, mentre la frequenza cardiaca accelera mediamente di 4 o 6 battiti al minuto. Ciò spiega come mai la sibutramina sia controindicata per tutti quei pazienti che soffrono di una ipertensione difficile da controllare ed in presenza di anamnesi positiva per coronaropatia, insufficienza cardiaca congestizia, tachicardia, arteriopatia periferica occlusiva, aritmia o patologie cerebrovascolari (ictus o TIA). Particolare cautela anche in presenza di ipertiroidismo, glaucoma, insufficienza renale od epatica, ipertrofia prostatica benigna e ritenzione urinaria.
Sono inoltre segnalate diverse interazioni farmacologiche, soprattutto con farmaci antidepressivi ed antiemicranici, che dovranno essere attentamente valutate dal medico prima di prescrivere il medicinale.
Studi della durata di sei mesi, a dosaggi di sibutramina compresi tra 1 e 30 mg/die, hanno dimostrato un effetto positivo, e dose dipendente, sulla perdita di peso. Rispetto al placebo, efficace in tal senso solo in misura dello 0,9% dei casi, il gruppo trattato con sibutramina a dosaggi di 30 mg/die ha fatto registrare una perdita di peso pari al 7,7% rispetto a quello iniziale. Sono stati osservati anche effetti positivi nella riduzione dei valori ematici di trigliceridi, colesterolo totale, VLDL, peptide C ed acido urico.
Attualmente, la terapia con sibutramina si basa su un dosaggio iniziale di 10 mg/die, che può essere aumentato di 5 mg in caso di necessità. Il 24 gennaio 2010 la sibutramina è stata nuovamente bandita dal mercato, in quanto i potenziali rischi derivanti dalla sua assunzione supererebbero i possibili benefici.


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