Setto Nasale

Generalità

Il setto nasale è la lamina che divide, senza possibilità di comunicazione reciproca, le due cavità nasali e le due narici nasali.
Il setto nasale comprende una componente ossea e una componente cartilaginea.
Setto NasaleLa componente ossea ne rappresenta la porzione postero-inferiore e comprende l'osso etmoide, l'osso vomere e le creste nasali delle ossa palatine e mascellari. La componente cartilaginea, invece, ne costituisce la porzione antero-inferiore e comprende la cosiddetta cartilagine del setto, le cosiddette cartilagini alari maggiori e alari minori, e la columella.
Rivestito di mucosa respiratoria cigliata, il setto nasale è riccamente vascolarizzato e innervato.
La sua muscolatura, invece, è esigua e comprende un unico muscolo: il cosiddetto muscolo depressore del setto nasale.
Il setto nasale può essere vittima di deviazioni patologiche. In genere, le deviazioni patologiche del setto nasale sono conseguenze di eventi traumatici.

Breve richiamo anatomico del naso

Il naso è la prominenza localizzata al centro della faccia, tra i due occhi e in parte tra le due guance, che provvede al senso dell'olfatto e che rappresenta la principale entrata delle vie respiratorie.
La sua struttura è alquanto complessa e comprende elementi di natura ossea e cartilaginea, vasi sanguigni, vasi linfatici e importanti terminazioni nervose.
Esternamente, il naso presenta una caratteristica forma a piramide, in cui è possibile riconoscere almeno 5 aree anatomiche di riferimento: la radice nasale, il ponte nasale, il dorso nasale, le due ali nasali e la punta nasale.
Internamente, il naso corrisponde alle due cavità nasali; quest'ultime sono due spazi vuoti derivanti dalla particolare conformazione di alcune ossa del cranio (tra cui l'osso etmoide, il vomere, le ossa palatine e le ossa mascellari).

Cos'è il setto nasale?

Il setto nasale è la lamina osteo-cartilaginea che separa, più o meno equamente e senza possibilità di comunicazione reciproca, le due cavità nasali e le due narici (o narici nasali).
È quindi per la presenza del setto nasale che gli anatomisti parlano di una narice e una cavità nasale di destra e di una narice e una cavità nasale di sinistra.
In una raffigurazione ideale del naso e del volto umano, il setto nasale appare come una struttura lineare. In realtà, però, in moltissime persone, presenta delle leggere deviazioni congenite (cioè presenti fin dalla nascita), che sono generalmente prive di conseguenze sulla salute dei diretti interessati.


Significato dell'aggettivo “osteo-cartilagineo”
Per i lettori che non ne fossero a conoscenza, un elemento anatomico è detto osteo-cartilagineo, quando presenta componenti ossee e componenti cartilaginee (ossia composte da cartilagine).

ALTRA DEFINIZIONE

Secondo un'altra definizione di setto nasale, quest'ultimo è la lamina osteo-cartilaginea che costituisce la parete mediale delle cavità nasali.
In anatomia, il termine “mediale” significa “vicino” o “più vicino” al piano sagittale, cioè la divisione antero-posteriore del corpo umano, da cui derivano due metà uguali e simmetriche.
“Mediale” si contrappone a “laterale”, che, infatti, vuol dire “lontano” o “più lontano” dal piano sagittale.

Anatomia

Nel setto nasale, la componente ossea rappresenta la porzione postero-inferiore, mentre la componente cartilaginea rappresenta la porzione antero-inferiore.
Per quanto concerne la componente ossea del setto nasale, questa comprende:

  • La lamina perpendicolare dell'osso etmoide (o semplicemente etmoide). L'etmoide è un osso impari del cranio, per la precisione dello splancnocranio. È importante non solo nella formazione del setto nasale, ma anche perché costituisce i turbinati superiori, i turbinati medi e la lamina cribrosa;
  • L'osso vomere (o semplicemente vomere). Il vomere è un altro elemento osseo impari dello splancnocranio;
  • Le cosiddette creste nasali delle ossa palatine e delle ossa mascellari.

Per quanto riguarda invece la componente cartilaginea del setto nasale, questa consiste in:

  • La cosiddetta cartilagine del setto (o cartilagine settale o cartilagine quadrilaterale);
  • Le cartilagini alari maggiori (o cartilagini laterali inferiori) e le cartilagini alari minori;
  • La columella.

Le immagini sottostanti sono molto importanti per capire l'esatta localizzazione dei vari elementi ossei e cartilaginei, che costituiscono il setto nasale. Per questo, se ne consiglia un'attenta visione.

Ossa del Cranio

Figura: ossa del cranio. Si segnala in particolare la posizione del vomere, dell'osso etmoide, delle ossa mascellari e delle ossa nasali.


Cartilagini nasali

Figura: componenti cartilaginee del setto nasale

Ossa del Naso

Figura: componenti ossee che costituiscono il setto nasale.

PORZIONE MEMBRANOSA

Sebbene le porzioni ossee e cartilaginee rappresentino la parte preponderante del setto nasale, quest'ultimo include anche una parte che non è né di natura ossea né di natura cartilaginea. Gli anatomisti definiscono questa parte particolare con il termine di porzione membranosa o parte membranosa o setto membranoso.
La porzione membranosa consiste in un doppio strato di pelle, misto a tessuto adiposo, e prende posto tra la cartilagine del setto e la columella.

ANATOMIA MICROSCOPICA

All'interno delle cavità nasali, il setto nasale è rivestito di mucosa respiratoria cigliata. La mucosa respiratoria cigliata è l'epitelio che contraddistingue le vie aeree, deputate alla respirazione.

ARTICOLAZIONI DEL SETTO NASALE

Il setto nasale si articola con: il rostro dell'osso sfenoidale, superiormente; le ossa nasali e la spina nasale dell'osso frontale, anterioro-superiormente; infine, la spina nasale anteriore della mascella, inferiormente.
Le articolazioni che il setto nasale forma con le ossa e le porzioni ossee sopraccitate sono fisse, quindi prive di mobilità.

VASCOLARIZZAZIONE

Il compito di rifornire di sangue ossigenato il setto nasale spetta a 5 arterie, che sono:

  • L'arteria etmoidale anteriore e l'arteria etmoidale posteriore. Sono due branche dell'arteria oftalmica, la quale è, a sua volta, una branca dell'arteria carotide interna;
  • L'arteria labiale superiore. È una branca dell'arteria facciale, la quale  deriva dall'arteria carotide esterna;
  • L'arteria sfenopalatina. È una branca dell'arteria mascellare, la quale trae origine anch'essa dalla già citata arteria carotide esterna;
  • L'arteria palatina maggiore. È un'altra branca dell'arteria mascellare.

Nella porzione antero-inferiore del setto nasale, questi 5 vasi arteriosi si congiungono reciprocamente (in gergo tecnico, si dice che anastomizzano), dando vita a un importante plesso arterioso noto col nome di plesso di Kiesselbach o area di Kiesselbach.
Per quanto concerne il drenaggio del sangue venoso, questo tocca a diverse vene, che nello specifico sono: la vena sfenopalatina, le vene etmoidali anteriore e posteriore, la vena facciale anteriore e le vene cerebrali.

MUSCOLATURA

L'unico muscolo del corpo umano che stringe rapporti con il setto nasale e che ne influenza, seppur limitatamente, il movimento è il cosiddetto muscolo depressore del setto nasale.
Il muscolo depressore del setto nasale è un elemento muscolare pari, che origina a livello della fossa incisiva dell'osso mascellare e termina in corrispondenza del parte inferiore del setto nasale.
Dal punto di vista funzionale, serve a:

  • Deprimere, nel senso di abbassare, il setto nasale e
  • Assistere la parte alare del muscolo nasale, nella sua azione di dilatazione delle porzioni laterali del naso (le cosiddetti ali nasali).

INNERVAZIONE

L'innervazione del setto nasale spetta a due sottobranche del nervo trigemino (V nervo cranico). Tali sottobranche sono il nervo nasopalatino e il nervo etmoidale anteriore.
Il nervo nasopalatino deriva dal nervo mascellare, mentre il nervo etmoidale anteriore è una derivazione del nervo nasociliare, il quale è a sua volta una derivazione del nervo oftalmico.
Si ricorda che il nervo mascellare e il nervo oftalmico costituiscono, assieme al nervo mandibolare, le tre divisioni principali del nervo trigemino.

Sviluppo

Nell'essere umano, il naso e le sue strutture (setto nasale compreso) cominciano a formarsi a partire dalla quarta (IV) settimana di gestazione.
Inizialmente, il setto nasale è una struttura di natura esclusivamente cartilaginea. La sua componente ossea, infatti, inizia a comparire circa all'ottava (VIII) settimana di via intrauterina: il processo di ossificazione dà vita prima alla lamina perpendicolare dell'osso etmoide, poi al vomere e infine alle creste nasali delle ossa palatine e mascellari. Il processo in questione dipende da due centri di ossificazione.
La formazione del setto nasale è ha tempi alquanto lunghi. Difatti, termina diversi anni dopo la nascita, in genere alla pubertà.

Funzioni

Oltre a servire come elemento divisore delle due cavità nasali, il setto nasale costituisce un'importante struttura di sostegno del naso e, grazie al suo rivestimento di mucosa respiratoria cigliata, contribuisce in modo determinante al riscaldamento e alla purificazione dell'aria inspirata.

Patologie

Il setto nasale può subire delle deviazioni patologiche.
Nella maggior parte dei casi, le deviazioni patologiche del setto nasale sono una conseguenza di eventi traumatici ai danni del naso (es: incidenti automobilistici, incidenti domestici, infortuni sportivi ecc).
La presenza di una grave deviazione patologica del setto nasale – condizione che prende il nome di setto nasale deviato – è responsabile di svariati disturbi, tra cui: ostruzione di una o entrambe le narici, epistassi, dolore facciale, problemi respiratori nel sonno, bocca secca e senso di pressione a una o entrambe le narici.
L'unico modo per correggere una deviazione del setto nasale è tramite un intervento chirurgico, noto come settoplastica.
Il ricorso alla settoplastica è previsto solo quando la presenza del setto nasale deviato è incompatibile con lo svolgimento di una vita normale.


Deviazioni congenite del setto nasale e settoplastica

Talvolta, i medici ricorrono alla settoplastica anche in presenza di deviazioni congenite del setto nasale. Ciò capita quando il setto nasale deviato alla nascita comporta sintomi e complicanze.




Ultima modifica dell'articolo: 10/07/2017