La nostra responsabilità nel sedentarismo sociale

A cura della Dott. Stephanie Crozzolo


Una sfida educativa che coinvolge tutti


Perché stiamo diventando sempre più grassi?

Colpa dello stile di vita, che negli ultimi 50 anni è completamente cambiato. La popolazione, infatti, è diventata sempre più sedentaria (dati preoccupanti sono quelli dell'ISTAT che segnala un aumento della popolazione sedentaria dal 37,5% del 1995 al 41% del 2006) a causa della marcata urbanizzazione e della grande diffusione dei mezzi di trasporto; contemporaneamente ad un tipo di alimentazione inadeguata sia dal punto di vista della quantità che della qualità.

La tecnologia ed il benessere hanno portato da un lato l'aumento della speranza di vita (i centenari non sono più un'eccezione) e dall'altro hanno creato uno stile di vita che gradualmente diminuisce i momenti di attività fisica (la tecnologia rende più comoda la vita), creando danni collaterali che col tempo si sono espressi, colpendo indifferentemente sia bambini che adulti e anziani, in una sindrome che è un mix di ipertensione, sovrappeso, obesità, diabete e disturbi cardiovascolari.


Si comprende come la PREVENZIONE MOTORIA stia diventando, in questi anni, un argomento di primaria importanza nel mondo del fitness !!

Chi deve promuovere uno stile di vita sano?
Le istituzioni devono impegnarsi su questo fronte, attraverso politiche e strategie mirate. L'obiettivo è ridurre l'impatto delle malattie croniche. Ai governispetta la responsabilità di coordinare le politiche di sanità pubblica rimuovendo quei determinanti sociali che favoriscono lo sviluppo delle malattie croniche. L'industria alimentare ed i mass media dovrebbero trasmettere alla popolazione la cultura del movimento e della sana alimentazione. La scuola con programmi di educazione alla salute ma anche e soprattutto i genitoristessi dovrebbero essere i primi promotori di uno sano stile di vita.
La scuola tarda ancora oggi a riconoscere lo straordinario valore educativo e sociale dello sport. Se pensiamo che nelle scuole primarie italiane, l'educazione motoria non è materia curriculare (non obbligatoria) questa, a mio avviso, è una realtà grave e che ci differenzia da molti paesi europei.
Collaboro come insegnante di ginnastica in diverse scuole primarie della mia provincia ed in questi anni mi sono resa conto di come i bambini di oggi siano profondamente diversi dai bambini di ieri, tra i quali mi devo considerare anch'io seppure venticinquenne. Nei cortili delle scuole nella ricreazione vedo bambini che quasi non conoscono più i giochi di un tempo come il ruba bandiera, guardie e ladri ecc.; è inevitabile che i giochi cambino ma è scioccante osservare che quasi preferiscono la solitudine, l'isolamento attraverso l'uso del video game piuttosto che stare con gli altri  correndo, saltando con la corda, giocando a nascondino ecc. Nelle ore di attività motoria si vede la differenza tra il bambino che fa attività sportiva rispetto al bambino che non ha questo tipo di esperienza ma ciò che non trovo normale, bensì preoccupante, è l'assenza di fantasia motoria che caratterizza la maggioranza dei casi.
Credo che il lavoro di alfabetizzazione motoria debba essere fatto innanzitutto a scuola, partendo dalla scuola primaria, con personale qualificato e competente e non dall'insegnante di matematica che si improvvisa tale. Il lavoro di conoscenza ed esperienza motoria deve poi assolutamente continuare nelle scuole secondarie medie e superiori, con delle programmazioni che a mio avviso andrebbero ristudiate, perché purtroppo spesso accade (nelle scuole superiori) che le lezioni di ginnastica siano fatte gestire interamente dagli studenti in modo autonomo.
L'attività motoria rappresenta un elemento fondamentale della crescita pscico-fisica dei più piccoli, nonché uno strumento primario per la tutela della salute dei giovani e meno giovani; quindi esercizio fisico inteso come un'arma per combattere il rischio di obesità e sovrappeso che accomuna tanti piccoli italiani.
D'altronde se ci pensiamo: il bambino si alza, lo accompagniamo a scuola in macchina, a scuola sta seduto, a pranzo sta seduto, dopo pranzo guarda la tv o gioca al computer, nel pomeriggio spesso vengono accompagnati ad infinite attività programmate dagli adulti come inglese, musica, teatro poi se è fortunato farà un'oretta di sport (finalmente può esprimersi !!), poi di nuovo a casa in macchina, a cena di nuovo seduto, prima di andare a letto sul divano davanti la tv ed infine sotto le coperte. Ecco che se moltiplichiamo questa giornata tipo per i giorni di vita seguenti non è difficile comprendere come ci siano così tanti bambini in sovrappeso. Ma la giornata tipo di un bambino di oggi può trasformarsi facilmente in una giornata da adulto, che spesso è così:  ci svegliamo, andiamo al lavoro con i mezzi pubblici o in macchina, in questo caso cerchiamo sempre il parcheggio più vicino, magari abbiamo un lavoro d'ufficio, pranziamo seduti, riprendiamo il nostro lavoro, torniamo a casa, in macchina, accompagniamo i figli da un posto all'altro, ceniamo e terminiamo la nostra giornata distesi sul divano.
E' semplice comprendere come, negli ultimi anni, il sovrappeso sia diventato uno dei problemi principali che affligge i bambini e ragazzi in età scolare. L'obesità infantile è in continuo aumento nelle popolazioni ad alto tenore socio-economico. Tale dato deve far riflettere, poiché UN GIOVANE OBESO QUASI CERTAMENTE SARÀ UN ADULTO OBESO.
E' chiaro che lo stile di vita dovrebbe essere totalmente cambiato, ma vedremo che non è così semplice come può sembrare, nel tempo si instaura un circolo vizioso (vedi schema sottostante) differente per reazione psicologica tra una famiglia di sedentari rispetto una famiglia di sportivi o comunque con un corretto stile di vita, dove naturalmente l'attività motoria è presente; la conseguenza è che dovranno essere adottati due approcci differenti.

 

Sedentarietà

 

è DIFFICILE CHE UN BAMBINO ABBIA ABITUDINI DI VITA DIVERSE DA QUELLE DEGLI ALTRI COMPONENTI DELLA CASA. Un dato interessante è che se i genitori sono essi stessi in sovrappeso, l'obesità dei figli non viene spesso da loro considerata come un problema. (vedi grafico)*

figura 3

* In questi casi è necessario un intervento pluridisciplinare

 

Il bambino obeso, a causa della sua condizione, ha la tendenza ad autoescludersi dalle normali attività ludiche e motorie. Questo provoca una situazione di ipocinesia instaurandosi così un circolo vizioso di inattività: una riduzione delle capacità motorie che portano ad un altissimo grado di inattività determinano un conseguente aumento dell' obesità. Il circolo vizioso è alimentato e sorretto da cattive abitudini alimentari (merendine, patatine e snack fuori pasto) e di vita (televisione, computer, videogames ecc.).


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