Scarlattina

Generalità

La scarlattina è una malattia infettiva acuta, dovuta al batterio Streptococco beta-emolitico di gruppo A e responsabile di un caratteristico esantema di colore rosso scarlatto.
ScarlattinaLa trasmissione della scarlattina può avvenire attraverso le goccioline di saliva, emesse dai malati in occasioni di colpi di tosse, starnuti, respiri profondi ecc., oppure attraverso il contatto con oggetti contaminati dal batterio (per esempio, posate usate in precedenza da un malato di scarlattina).
In aggiunta all'esantema di colore rosso scarlatto, a completare il quadro sintomatologico della scarlattina sono: febbre, mal di gola, dolori addominali, tachicardia, cefalea, lingua a fragola bianca (in una fase precoce della malattia), desquamazione furfuracea diffusa (in una fase tardiva della malattia) e lingua a lampone (anch'essa in una fase tardiva della malattia).
In genere, la diagnosi di scarlattina si basa sull'esame obiettivo, ossia sulla valutazione dei sintomi e dei segni lamentati dal paziente. In presenza di eventuali dubbi, è risolutivo il ricorso al tampone faringeo.
Il trattamento prevede una terapia farmacologica a base di antibiotici, per almeno 7-10 giorni, e il riposo a letto, per tutto il tempo in cui è presente la febbre.
Con terapie adeguate, la prognosi è generalmente positiva.

Cos'è la scarlattina?

La scarlattina è una malattia infettiva acuta, di origine batterica.

EPIDEMIOLOGIA

La scarlattina colpisce soprattutto i bambini di età compresa tra i tre e i dodici anni; è invece rara, ma pur sempre possibile, nell'adulto e nel lattante.
La sua diffusione nei due sessi è pressoché la stessa, a dimostrazione che non c'è una predisposizione alla malattia in questione da parte dei maschi o delle femmine.


Per approfondire: Scarlattina nei Bambini »

Cause

La causa della scarlattina è un batterio produttore di tossine eritrogene, chiamato Streptococco beta-emolitico di gruppo A.
Lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A deve la sua notorietà non solo al fatto che è l'agente infettivo della scarlattina, ma anche al fatto che è all'origine di molti episodi d'infezione della gola e d'infezione della pelle.

CONTAGIO E TRASMISSIONE

Nella scarlattina, il contagio è diretto e avviene attraverso le goccioline di saliva, che i malati emettono con la tosse, gli starnuti, i respiri o quando parlano, soprattutto nei primi giorni dell'infezione.
La scarlattina può trasmettersi anche attraverso oggetti contaminati (per esempio, giocattoli, libri, indumenti, posate, bicchieri ecc.), grazie alla lunga capacità di sopravvivenza nell'ambiente, di cui gode lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.
In assenza di un'adeguata terapia antibiotica, che azzera già dopo 24-48 ore il grado di contagiosità, il rischio di trasmettere l'infezione permane per tutta la durata della malattia.

Sintomi e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Scarlattina


Le caratteristiche manifestazioni cutanee della scarlattina sono dovute alla diffusione ematica (cioè nel sangue) delle tossine batteriche; l'esordio è improvviso e violento: dopo due o tre giorni dal contagio, il paziente, febbricitante, lamenta dolori addominali, tachicardia, cefalea e dolore alla gola. Le tonsille sono ipertrofiche e, similmente alla lingua, possono ricoprirsi di una patina biancastra. La deglutizione è dolorosa.
Uno dei sintomi più comuni è la faringite batterica.
Altrettanto tipica è anche l'insorgenza, entro 12-48 ore, di un esantema di colore rosso scarlatto (da cui il nome “scarlattina”), caratterizzato dalla comparsa di puntini e chiazzette rosse molto vicini tra loro e leggermente in rilievo, che svaniscono al tatto lasciando l'impronta gialla della mano. Tale esantema compare generalmente a livello del collo, in prossimità delle ascelle e nell'area inguinale, per poi estendersi all'intera superficie corporea nell'arco di 24 ore; le uniche zone anatomiche che risparmia sono il naso, la bocca e il mento.

Foto Scarlattina

Scarlattina

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Dopo alcuni giorni, l'esantema – che non ha mai una natura pruriginosa – scompare e lascia il posto a una desquamazione furfuracea diffusa, che, a partire dal volto, si dissemina sul tronco, sugli arti e alle estremità (cioè mani e piedi), dove si rende particolarmente evidente (desquamazione lamellare). Complessivamente, il sopraccitato processo di desquamazione può durare parecchi giorni.
Un altro sintomo caratteristico è la presenza di una patina biancastra sulla lingua, che compare poco tempo dopo l'esordio della malattia e da cui emergono distintamente papille rosse ed edematose. Questa manifestazione è comunemente nota come "lingua a fragola bianca".
A distanza di qualche giorno, la sopraccitata patina bianca sulla lingua comincia a mutare e, a causa di un processo di desquamazione, diventa rossa e assume un aspetto evidentemente rugoso. In genere, per descrivere il suddetto nuovo aspetto rosso e rugoso della lingua, i medici usano il termine “lingua a lampone”.
Nelle forme di scarlattina più lievi, il quadro sintomatologico di cui sopra è attenuato, l'esantema è molto modesto e la febbre e gli altri sintomi possono essere pressoché assenti. In tali frangenti, si parla più propriamente di “scarlatinetta” o “quarta malattia”.


Tabella. I sintomi e i segni tipici della scarlattina:
  • Mal di gola;
  • Febbre (sui 38°C);
  • Lingua a fragola bianca (cioè bianca), nei primissimi giorni della malattia;
  • Lingua a lampone (cioè rossa), a distanza di qualche giorno dall'esordio della malattia;
  • Esantema (o eruzione cutanea) diffuso, caratterizzato da puntini e chiazzette rosse molto vicini tra loro. Non è pruriginoso, interessa un po' tutto il corpo e, dopo qualche giorno, lascia il posto una desquamazione tipica;
  • Dolori addominali;
  • Tachicardia;
  • Cefalea.

COMPLICAZIONI

Prima dell'avvento della cosiddetta "era delle penicilline", la scarlattina poteva causare la morte e rendersi protagonista di diverse complicanze, tra cui meningite, setticemia, encefalite, endocardite, malattia reumatica e glomerulonefrite.
Oggi, grazie a un'ampia disponibilità di antibiotici, la morte e le sopraccitate complicazioni sono fortunatamente rare.

Diagnosi

La diagnosi di scarlattina è clinica, per le forme conclamate; si basa, invece, sulla positività al tampone faringeo, per le forme lievi.

DIAGNOSI CLINICA

La diagnosi di una malattia è clinica, quando si fonda sull'indagine e la valutazione dei sintomi e dei segni, manifestati dal paziente. In medicina, l'indagine e la valutazione della sintomatologia presente prende il nome specifico di esame obiettivo.
Nel caso di individui con sospetta scarlattina, l'esame obiettivo prevede, principalmente, l'osservazione della gola, della lingua, delle tonsille e della cute, con l'intento di rilevare eventuali segni anomali (es: patina bianca sulla lingua, esantema ecc.).

TAMPONE FARINGEO

Il tampone faringeo è un esame diagnostico che permette di chiarire, in via definitiva, se una certa sofferenza della gola è legata o meno a un determinato microrganismo patogeno.
Brevemente, esso prevede lo strofinamento, mediante un apposito bastoncino cotonato, delle tonsille e della mucosa faringea, allo scopo di prelevare alcune cellule e analizzarle, successivamente, in laboratorio.
In caso di scarlattina, il tampone faringeo rappresenta un test fondamentale in tutte quelle circostanze dubbie o equivoche (es: esantema modesto, febbre e altri sintomi tipici assenti o appena accennati).

Terapia

Il trattamento della scarlattina prevede la somministrazione precoce di antibiotici, per almeno 7-10 giorni, e il riposo a letto, fintanto che è presente uno stato febbrile.
Gli antibiotici di prima scelta sono le penicilline per via orale o, se il malato è allergico a quest'ultime, i macrolidi.
Durante i primi giorni della malattia, è buona norma ricorrere all'isolamento del malato, soprattutto se è un bambino, per evitare la trasmissione dell'infezione ai familiari e ai coetanei (es: compagni di classe, compagni di giochi ecc.).
In merito all'isolamento del malato di scarlattina di giovane età, la legge italiana è chiara e prevede la riammissione a scuola dopo 2 giorni dall'inizio della terapia antibiotica. Infatti, diversi studi scientifici hanno appurato che un bambino con scarlattina, dopo 24 ore dall'inizio delle somministrazioni antibiotiche, è ancora contagioso.


Continua: Farmaci per la Cura della Scarlattina »

UN INDIVIDUO COLPITO IN PASSATO DA SCARLATTINA PUÒ AMMALARSI NUOVAMENTE?

Poiché esistono diversi ceppi di Streptococco beta-emolitico di gruppo A, ci si può ammalare di scarlattina più volte.

SCARLATTINA E GRAVIDANZA: COME COMPORTARSI?

La maggior parte degli studi scientifici e clinici ha dimostrato che ammalarsi di scarlattina in gravidanza non rappresenta, generalmente, un pericolo per il feto. Tuttavia, è comunque buona norma che le donne incinte, che contraggono la scarlattina, contattino immediatamente il proprio medico di base e il proprio ginecologo, per farsi indicare la terapia più adeguata al caso.

ALTRI MODI PER ALLEVIARE LA SINTOMATOLOGIA

Per ottimizzare gli effetti della terapia antibiotica nel malato di scarlattina, i medici consigliano di:

  • Somministrare un antidolorifico, come per esempio l'ibuprofene o l'acetaminofene, in presenza di forte dolore alla gola o febbre elevata;
  • Garantire continuamente fluidi (acqua in particolar modo), per ridurre le possibilità di disidratazione legata alla presenza della febbre;
  • Umidificare l'aria della stanza in cui soggiorna il paziente, durante la malattia. Un'aria secca può irritare ulteriormente la gola già dolente;
  • Eseguire o far eseguire, se il paziente è un giovane inesperto, gargarismi con acqua salata. I gargarismi con acqua salata leniscono il mal di gola;
  • Mettere a disposizione del paziente cibi che siano di sollievo alla gola, come per esempio zuppe calde o ghiaccioli;
  • Evitare il rilascio di irritanti (es: fumo di sigaretta) nella stanza che ospita il paziente e, in generale, nell'intera abitazione.

Prognosi

Nella maggior parte dei casi in cui la terapia è tempestiva e adeguata, la scarlattina si risolve positivamente nell'arco di pochi giorni.
In assenza di un trattamento antibiotico appropriato, l'infezione in questione potrebbe protrarsi per anche 2 settimane. Inoltre, in questi frangenti, sussiste un concreto rischio di complicanze.


Per una guarigione ottimale, è fondamentale attenersi alle indicazioni del medico, in merito alla terapia antibiotica; infatti, trasgredire tali indicazioni (es: interrompere prima le terapie, perché il paziente mostra dei sensibili miglioramenti) può portare a una ricaduta.

Prevenzione

Attualmente, non sono disponibili vaccini finalizzati alla prevenzione della scarlattina.
Ciò non esclude, tuttavia, che esistano delle accortezze e precauzioni, in grado di ridurre il rischio di contrarre la scarlattina.
Tra le accortezze e le precauzioni che comportano una riduzione del rischio scarlattina, rientrano:

  • Lavaggio accurato delle mani. Le mani rappresentano una delle principali fonti di germi e batteri, compresi il batterio che causa la scarlattina. I genitori dovrebbero istruire i propri figli su come lavarsi le mani correttamente (sapone, acqua tiepida ecc.) e su come il lavaggio delle mani costituisca una regola igienica ideale, per evitare possibili infezioni;
  • Evitare la condivisine di utensili da cucina e cibo. Come regola generale, i bambini non dovrebbero mai condividere tra loro le posate, i bicchieri e il cibo. A giustificare tale accortezza è il fatto che molti agenti batterici sopravvivono a lungo sugli oggetti da loro contaminati;
  • Coprire naso e bocca, in caso di starnuti o colpi di tosse. Ciò si spiega con quanto affermato, in precedenza, in merito alla trasmissione della scarlattina: starnuti e colpi di tosse rappresentano due modalità di contagio;
  • Provvedere alla pulizia di tutto ciò che un individuo con la scarlattina può avere toccato.


Ultima modifica dell'articolo: 01/09/2017