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Salute
Ultima modifica: 09/03/2012

Scabbia

La scabbia - dal latino scabere = grattare - è una malattia infettiva particolarmente contagiosa. Sostenuta dall'acaro Sarcoptes scabiei hominis, determina un intenso prurito e la comparsa di chiazzette rosse in rilievo (papule), spesso associate a vescicole e ad infezioni secondarie.

ScabbiaL'acaro della scabbia è un parassita obbligato dell'uomo e trova terreno adatto alla sua riproduzione nella pelle. La femmina adulta, in particolare, penetra nello strato più superficiale dell'epidermide, scavando una specie di galleria (cunicolo della scabbia) in fondo alla quale deposita ogni giorno due o tre uova; queste si schiudono dopo 72-84 ore circa, lasciando fuoriuscire delle larve che - scavandosi piccoli sbocchi secondari verso la superficie cutanea - giungono a maturità e si accoppiano a distanza di 15-17 giorni. La femmina, più longeva rispetto al maschio, vive per 4-6 settimane e misura circa 0,35 - 0,45 mm di lunghezza x 0,20-0,30 di larghezza; ha forma ovoidale di colore grigiastro e possiede quattro paia di zampe corte e tozze: le anteriori sono munite di ventose e le posteriori di lunghe setole. Il maschio, più piccolo, muore subito dopo la copulazione, mentre la femmina può sopravvivere negli oggetti sino a 4 o 5 giorni, prima di morire di fame. Nelle persone affette da scabbia in numero di parassiti è limitato a 5-10 adulti e non supera, in genere, le 30 - 40 unità.

 

Sintomi e complicanze della scabbia Contagio
Diagnosi Rimedi contro la scabbia Farmaci

 

Sintomi e complicanze

 

Per scavare le proprie tane nello strato corneo, l'acaro della scabbia secerne sostanze cheratolitiche dall'apparato buccale; tali sostanze - unitamente alle particelle fecali escrete nei cunicoli - determinano una piccola reazione infiammatoria mediata dal rilascio di citochine epidermiche; ciò spiega la successiva comparsa di un intenso prurito, soprattutto notturno, e della tipica eruzione eritemato-papulosa. Tali sintomi si manifestano dopo circa un mese dal contagio, tempo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione dermica. Il periodo di incubazione della scabbia è di circa tre settimane; in caso di reinfestazione i sintomi possono comparire più rapidamente.

L'irresistibile bisogno di grattarsi è spesso associato a lesioni da grattamento, che possono complicarsi in seguito a sovrainfezioni batteriche lasciando spazio a foruncoli, follicoliti ed impetigini. In alcuni casi i sintomi della scabbia possono estendersi a tutta la superficie corporea, pare a causa di un'esagerata reazione allergica.

Le tipiche regioni corporee in cui tale sintomatologia si rende evidente sono gli spazi interdigitali, la faccia anteriore del polso, il pilastro anteriore dell'ascella, l'ombelico, i solchi interglutei e sottoglutei, ed i genitali esterni; si tratta di zone dove la pelle, più sottile e delicata, favorisce la penetrazione del parassita. Nel bambino l'eruzione può anche interessare il palmo delle mani, la pianta dei piedi, il volto ed il cuoio capelluto; nella dona adulta è tipica la localizzazione alle areole mammarie, mentre nell'uomo è spesso interessata la cute del pene.

Una forma clinica particolarmente grave è la scabbia norvegese o scabbia a croste; comune in pazienti immunocompromessi o defedati, si caratterizza per l'alto grado di contagiosità e l'elevatissimo numero di parassiti, che albergano in un corpo pesantemente segnato da gravi lesioni cutanee ulcerate o crostose, con frequente interessamento delle unghie e alopecia.

 

Contagio

 

Il parassita della scabbia si trasmette per contatto umano diretto, stretto e prolungato, ad esempio durante un rapporto sessuale. Le limitate possibilità di trasmissione indiretta, attraverso l'uso promiscuo di indumenti, asciugamani e lenzuola, diventano più concrete nelle forme di scabbia con croste. In ogni caso, affinché l'infestazione si trasmetta, è necessario il passaggio di una femmina gravida o di acari di entrambi i sessi.

Per quanto riguarda la scabbia animale, i parassiti che la sostengono sono incapaci di moltiplicarsi sulla cute umana, dove possono comunque risiedere per qualche giorno e provocare l'insorgenza di una sintomatologia analoga a quella descritta, ma con assenza dei cunicoli scabbiosi.


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