Virus del Raffreddore

Il raffreddore comune è una malattia virale che interessa il tratto respiratorio superiore; il processo infettivo che lo sostiene provoca l'infiammazione delle mucose nasali, della gola e dei bronchi, manifestandosi con un tipico corteo di sintomi: naso chiuso che gocciola muco (rinorrea), mal di gola, cefalea, tosse, perdita di appetito, sensazione di malessere generale.

Nell'insorgenza del raffreddore sono spesso implicati più virus tra gli oltre 200 potenzialmente in grado di provocare la malattia. Tra questi, i più comuni sono rappresentati da:

  1. Rhinovirus (30-80% dei casi)
  2. Coronavirus (10-15%)
  3. Virus influenzali appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae (5-15%)
  4. Virus parainfluenzali umani (1-3 %)
  5. Virus respiratorio sinciziale
  6. Adenovirus
  7. Enterovirus
  8. Metapneumovirus

Spesso, all'infezione virale si sovrappone dopo qualche giorno un'infezione batterica secondaria, che può complicare il raffreddore in tracheite, bronchite, otite, sinusite o broncopolmonite. Solo in questo caso può essere utile e necessario l'utilizzo di antibiotici, che - ricordiamolo ancora una volta - sono controindicati nella cura di malattie virali non complicate.

Elementi comuni a tutti i virus del raffreddore

I virus del raffreddore vengono generalmente trasmessi per aerosol o contatto diretto con superfici contaminate, ad esempio aprendo la maniglia di una porta precedentemente toccata da un soggetto ammalato, quindi portando la mano alla bocca, al naso o agli occhi, senza averla prima lavata.

La trasmissione dei virus del raffreddore tramite aerosol, o goccioline di Flügge, avviene tramite le micro gocce di saliva (vapor acqueo) emesse attraverso colpi di tosse e starnuti, che rimangono sospese in aria veicolando gli agenti infettivi.

La gran parte di queste infezioni virali insorge nella stagione fredda, dall'autunno fino all'inizio della primavera: si osservano in genere tre ondate infettive all'anno: una in autunno, subito dopo la riapertura delle scuole, una a metà inverno ed una terza in primavera. Probabilmente ciò si verifica per la maggiore permanenza in luoghi chiusi e promiscui (scuole), che favorisce la trasmissione dei virus del raffreddore sia per contatto diretto con superfici contaminate, sia per trasporto dei microorganismi sottoforma di aerosol. Per questo la diffusione dei virus del raffreddore è maggiore nelle comunità sia militari che civili (istituti di ricovero per anziani, asili nido, scolaresche, orfanotrofi ecc.). Inoltre, va considerato l'effetto paralizzante del freddo sulle ciglia che rivestono l'epitelio respiratorio fissando e trattenendo corpi estranei, filtrando l'aria e facilitando l'espulsione del muco e dei microrganismi in esso inglobati. I virus del raffreddore, a loro volta, portano alla distruzione delle ciglia e delle cellule cigliate, facilitando le sovra infezioni batteriche.

Rhinovirus

Diffusissimi in natura, sono responsabili di buona parte dei casi di raffreddore comune e di faringite acuta aspecifica. Questi RNA virus si caratterizzano per le piccole dimensioni (diametro di 30 nm) e la simmetria cubica; crescono alla temperatura di 33-34°C, la stessa della mucosa nasale umana. Ad oggi si conoscono più di 100-150 tipi di rinovirus sierologicamente distinti; pur lasciando un'immunità permanente tipo-specifica, l'infezione con un tipo di virus non offre protezione verso gli altri tipi; infatti, la protezione crociata tra i vari sierotipi è molto bassa o nulla, e ciò spiega come mai i bambini piccoli sperimentino in media dai 5 ai 10 episodi di raffreddore all'anno, specialmente durante il secondo anno di vita e nel periodo autunnale, invernale e primaverile, proprio nel periodo in cui gli asili nido sono più frequentati. L'adulto, invece, presenta in media da due a quattro infezioni respiratorie all'anno, accompagnate da raffreddore.

Il periodo d'incubazione è tipicamente di 12-48 ore.

Il raffreddore da rhinovirus si verifica più frequentemente in autunno e nella tarda primavera.

Coronavirus

I coronavirus sono RNA virus capsulati a simmetria elicoidale, di dimensioni medie comprese tra gli 80 ed i 160 nm. I coronavirus sono responsabili di infezioni respiratorie lievi ed aspecifiche a tutte le età, soprattutto durante l'inverno e l'inizio della primavera. Hanno la peculiarità di far perdere l'attività ciliare dell'epitelio infettato, immobilizzando l'attività protettiva delle ciglia.

Il raffreddore sembra riferibile ai coronavirus in una percentuale variabile dal 5 al 17% dei casi.

Al gruppo dei coronavirus appartiene anche il virus della SARS (SARS-Coronavirus), che può provocare gravi infezioni sia del tratto respiratorio superiore che di quello inferiore: nel 2002, soprattutto in Cina, causò una grave epidemia di sindrome respiratoria acuta.

Il periodo d'incubazione è tipicamente di 1-7 giorni.

A differenza dei rhinovirus, sono più comuni i casi di reinfezioni con lo stesso tipo di virus.

Il raffreddore da coronavirus si verifica più frequentemente nei mesi invernali.

Virus influenzali

Appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae, questi virus ad RNA dalla forma irregolarmente sferica (diametro 80-120 nm) si suddividono in virus influenzali di tipo A, B e C. Rivestiti da un involucro lipidico, i virus influenzali diffondono soprattutto durante i mesi invernali. I virus di tipo A sono i più virulenti e causano le malattie più severe. Naturalmente, oltre al raffreddore ed ai sintomi correlati, l'influenza si riconosce per la presenza di febbre, brividi, malessere, dolori muscolari e nausea.

Il virus dell'influenza A è soggetto a periodiche variazioni degli antigeni; le variazioni maggiori e più pericolose avvengono ogni 10-30 anni e sono responsabili di vere e proprie pandemie, trovando terreno fertile in un sistema immunitario che - non avendo mai incontrato il virus - risulta scarsamente attivo nei suoi confronti.

Virus parainfluenzali umani

Gruppo di cinque specie di virus ad RNA a singolo filamento negativo, che presentano simmetria elicoidale e diametro di 150-250 nm. Nel bambino, provocano infezioni delle vie aeree superiori ed inferiori (laringotracheobronchiti o polmoniti), segnalate da sintomi come tosse grassa, dispnea (mancanza di fiato) e croup. Contrariamente ai virus influenzali, non vanno incontro a variazioni antigeniche, per cui nel soggetto immune (adulto) provocano una sintomatologia modesta, perlopiù limitata al raffreddore o alla rinolaringite.

Il tempo di incubazione è di 3-6 giorni.

Virus respiratorio sinciziale umano

È l'agente eziologico più importante delle infezioni respiratorie nel bambino, essendo il maggior responsabile della bronchiolite e della polmonite infantili. E' un virus ad RNA, dal diametro di 120-300 nm, che presenta simmetria elicoidale. Nell'adulto provoca infezioni molto lievi o addirittura inapparenti.

Adenovirus

Tra le possibili patologie causate da adenovirus vi sono congiuntiviti, gastroenteriti, cistiti e polmoniti. Ancora una volta i soggetti più a rischio sono i bambini, mentre la malattia è più rara negli adulti. Gli adenovirus contengono DNA bicatenario, presentano una struttura icosaedrica ed hanno un diametro di 70-80 nm. Se ne distinguono cinque tipi sierologici umani.

Enterovirus

Virus ad RNA che - come il nome stesso ricorda - attaccano in prevalenza l'intestino tenue; più raramente l'infezione si sviluppa nell'apparato respiratorio, in netta prevalenza lungo le prime vie aeree. Molto spesso, questi virus attaccano individui deboli o dalle difese immunitarie compromesse, come bambini o persone in riabilitazione dopo una malattia od un trauma. A questo genere di virus appartiene anche il Poliovirus, agente etiologico della poliomelite

Metapneumovirus

Genere di virus a singolo filamento negativo di RNA, avvolti da rivestimento lipidico. A questo gruppo appartiene il virus respiratorio sinciziale umano, già descritto come possibile agente eziologico del raffreddore. I metapneumovirus rappresentano la seconda causa di bronchiolite nei bambini, proprio dopo il virus respiratorio sinciziale. Possono essere colpiti anche gli anziani e i soggetti immunodepressi.