Emocromo (od esame emocromocitometrico)

Reticolociti: ruolo biologico e valori normali

Nell'adulto vengono prodotti circa 2 milioni di globuli rossi al secondo. Durante la maturazione della cellula, c'è uno stadio in cui il nucleo viene espulso, e che dura 1-2 giorni. Questo stadio corrisponde al reticolocito; esso diventerà poi eritrocito maturo (che avrà una vita di 120 giorni circa). Quindi, i reticolociti sono i globuli rossi giovani, ancora immaturi, e sono lo 0,5% - 2,5% dei globuli rossi circolanti. Per esempio, in un soggetto che ha 5 milioni di globuli rossi per μl, i reticolociti saranno all'incirca 40-100 mila per μl.

Analisi del sangue: interpretazione dei risultati

Poiché, di solito, il numero di reticolociti è espresso come valore percentuale rispetto al numero degli eritrociti circolanti,  l'interpretazione di questo valore deve tenere conto anche di altri fattori. Per esempio, un numero di reticolociti normale (pari a 0,5-2,5%), indica una normale attività midollare se la concentrazione di emoglobina è normale. Un conteggio elevato di reticolociti (reticolocitosi), in presenza di livelli di emoglobina normali, indica che sono stati perduti o distrutti globuli rossi, ma che il midollo ha compensato aumentandone la produzione. Se invece la concentrazione di emoglobina è bassa ed i reticolociti normali, vuol dire che non c'è stata alcuna adeguata risposta all'anemia. In un individuo anemico, quindi, il numero di globuli rossi circolanti sarà diminuito ed il valore percentuale "normale" dei reticolociti risulterà aumentato. Se la funzionalità del midollo osseo è normale e le riserve di ferro e delle altre sostanze necessarie sono adeguate, il grado di reticolocitosi è proporzionale al grado di perdita di sangue o di distruzione dei globuli rossi. Pazienti con difetti di maturazione degli eritrociti o di produzione di emoglobina, presentano talvolta un'eritropoiesi (maturazione dei globuli rossi) inefficace. In queste condizioni, la popolazione degli eritrociti è molto aumentata (iperplastica), ma il conteggio dei reticolociti è sproporzionatamente basso, poiché molte cellule non maturano mai a sufficienza per entrare in circolo. L'anemia perniciosa e la talassemia sono ottimi esempi di patologie associate ad eritropoiesi inefficace.
Un aumento nel numero di reticolociti che si verifichi dopo una perdita di sangue, od in certe anemie come quelle da carenza di ferro, dopo che sia stata instaurata una cura adeguata, indica che il midollo osseo sta rispondendo con un'aumentata produzione di globuli rossi. Una singola emorragia causa reticolocitosi, che inizia entro 24-48 ore e raggiunge un picco dopo 4-7 giorni. Si ritorna a livelli normali quando la concentrazione di emoglobina si normalizza. Il persistere della reticolocitosi sta ad indicare una perdita di sangue continua o ricorrente.
Nel deficit di ferro, ed in particolare nelle anemie causate da perdite croniche di sangue, la somministrazione di ferro induce un aumento dei reticolociti entro 4-7 giorni ed il loro conteggio rimane elevato finchè non si raggiungono concentrazioni di emoglobina normali. Anche la terapia con vitamina B12 nell'anemia perniciosa induce una pronta e persistente reticolocitosi.


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