Caucasico, razza caucasica

Nel linguaggio comune, il termine "razza caucasica" identifica soggetti di carnagione bianca. Johann Friedrich Blumenbach (1752-1840) fu il primo a sostenere che le origini della razza bianca andassero ricercate nella regione del Caucaso; lo studioso giunse a tale considerazione sulla base della leggendaria bellezza degli abitanti di queste terre e sull'armoniosità del loro scheletro (in particolare del cranio). Secondo le teorie dell'epoca quella caucasica fu la razza umana originaria, da cui si distaccarono tutte le altre; in base ad una considerazione empirica, infatti, si riteneva che la pelle pallida si potesse scurire, ma che non fosse possibile il fenomeno inverso.

CaucasoLo stesso Blumenbach affermò che esisteva una sola specie umana, divisa in cinque razze o varietà: caucasica, mongolica, etiopica, americana e malese. Nella razza caucasica fece rientrare le popolazioni europee, nordafricane (con pelle chiara), mediorientali e indiane.

Oggi, i termini "caucasico" e "razza caucasica" sono perlopiù scorporati da qualsivoglia significato razzista; in medicina, in particolare, si utilizzano in senso generico come sinonimi di "persone di carnagione bianca".

La necessità di distinguere, in determinati contesti, i caucasici dagli individui di carnagione nera e dagli asiatici, deriva dalla diversa incidenza di alcune malattie e condizioni, dalla diversa risposta dell'organismo a determinati farmaci e da particolari caratteristiche fisiche, come la superficie corporea. Sappiamo, ad esempio, che l'intolleranza al lattosio è molto più comune negli afro-americani rispetto ai caucasici del Nord Europa; nelle donne asiatiche le vampate di calore sono assai rare durante la menopausa, mentre sono abbastanza frequenti in quelle caucasiche, tra l'altro più soggette ad osteoporosi rispetto a quelle nere.