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Salute
      Ultima modifica: 19/01/2012

Pus

Il pus è un fluido cremoso più o meno denso, giallastro o verdastro, che si forma nella sede di un'infezione.

Il pus è costituito da:

una quantità variabile di siero o plasma;

globuli bianchi in degenerazione;

batteri vivi e morti;

frammenti di tessuto necrotico ed altri residui del processo di difesa.

L'aggettivo purulento spetta a qualunque cosa che contiene, è costituita da, o produce pus (ad es. infiammazione purulenta); se si associa a muco, si usa l'aggettivo "mucopurulento".

Si definisce piogeno ciò che determina la produzione di pus; esempi di batteri o germi piogeni sono lo Staphylococcus aureus, lo Streptococcus hemolyticus, lo Pseudomonas aeruginosa e la Nesseiria Gonorrhoeae (agente causale della blenorragia, malattia a trasmissione sessuale che si manifesta con secrezioni purulente dal pene o dalla vagina).

Le raccolte di pus si chiamano empiemi se si trovano in cavità preformate, ascessi se sono presenti in cavità neoformate e flemmoni se hanno la tendenza a diffondere.

Le pustole sono piccole vescicole ripiene di pus che si formano nell'epidermide.

I principali globuli bianchi in disfacimento riscontrabili nel pus sono i neutrofili, cellule fagocitarie capaci di inglobare e digerire i batteri con cui vengono a contatto; nei processi infiammatori cronici si riscontrano anche quantità considerevoli di linfociti.

Il pus è un materiale patologico, per cui la presenza di batteri sia nell'esame microscopico che in quello colturale, di norma ha un'elevata importanza diagnostica.

Al contrario di quanto si possa pensare per via dell'aspetto disgustoso, la presenza di pus indica una buona risposta dei leucociti all'infiammazione ed ai fattori chemiotattici che si liberano in risposta ad essa.

In presenza di piccoli brufoli ripieni di pus è sufficiente applicare un impacco caldo-umido per favorirne il drenaggio, seguito dalla disinfezione locale. Prima e dopo l'operazione è importante lavarsi accuratamente le mani (il pus può infatti contenere batteri vivi che possono infettare altre aree della cute o contagiare altre persone). In generale, comunque, è buona regola evitare di tormentare troppo queste piccole raccolte di pus, che tendono a scomparire spontaneamente nel giro di pochi giorni.


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