Protesi al ginocchio - Ripresa dopo l'intervento, Rischi e Benefici

Periodo post-operatorio

Dopo l'intervento di applicazione della protesi al ginocchio, il periodo post-operatorio si compone di diverse tappe obbligate, che servono a una pronta guarigione e alla ripresa delle normali attività quotidiane.
Di seguito, verrà descritto il classico percorso di recupero, dopo l'impianto di una protesi totale. Tuttavia, non va dimenticato che la protesi parziale richiede tempi di guarigione più brevi e che ogni paziente è un caso a sé stante.


Fattori che influenzano i tempi di recupero
  • Età del paziente
  • Stato di salute generale del paziente
  • Tipo di protesi utilizzata
  • Precedenti interventi alle ginocchia

I PRIMI GIORNI

In passato, la soluzione considerata migliore per il paziente appena operato, era l'allettamento, nonostante il rischio di trombosi.

Protesi al ginocchioFigura: immagine ai raggi X di una protesi totale (a sinistra) e una protesi parziale, o monocompartimentale (a destra). Dal sito: cameraortopedico.it

Oggi, invece, grazie alle moderne protesi e a una tecnologia chirurgica avanzata, la situazione è completamente mutata. Infatti, il personale medico caldeggia la ripresa immediata del movimento (anche nel giorno stesso dell'operazione), da effettuarsi, ovviamente, con l'aiuto delle stampelle o del deambulatore.
Il ricovero ospedaliero è, quindi, breve (una settimana circa) e serve come misura precauzionale. Le attenzioni maggiori sono rivolte alla ferita suturata, per evitarne l'infezione.

I TEMPI DI RECUPERO

Il paziente deve far uso delle stampelle, o del deambulatore, per un periodo lungo circa 3-6 settimane. Questo è il tempo che serve, alla ferita e all'apparato muscolo-legamentoso, per guarire e tornare alla normalità.
Fintanto che la deambulazione è ridotta, vengono praticate delle iniezioni di anticoagulante (per esempio l'eparina), per evitare che si formino dei trombi nelle gambe.
Se il paziente segue, diligentemente, il programma riabilitativo e non affretta i tempi, la ripresa delle normali attività avviene normalmente dopo 3 mesi. Tra le normali attività, è compresa anche la pratica sportiva (massima cautela), con l'eccezione di tutti quegli sport in cui c'è il pericolo di eseguire movimenti estremi o subire cadute. Pertanto, si sconsiglia, in particolare ai pazienti più giovani, di praticare calcio, sci, equitazione, rugby ecc.
La piena guarigione richiede uno-due anni: questo è il tempo che serve alla cicatrice e ai muscoli per rinsaldarsi a dovere.
Nella seguente tabella, si riassumono i tempi medi per il ritorno ad alcune attività quotidiane più comuni.


Attività Dopo quanto si può riprendere? Breve descrizione
Guidare 4-6 settimane dopo l'operazione È bene astenersi dalla guida, se non si è ancora in grado di piegare liberamente il ginocchio. Va posta, poi, notevole attenzione a come si entra in auto: meglio sedersi e girarsi sul sedile con le gambe parallele.
Lavoro 6-12 settimane dopo l'operazione I tempi dipendono dal tipo di lavoro. Se sedentario, la ripresa richiede, ovviamente, meno tempo.
Lavoro domestico 6-12 settimane dopo l'operazione Per i primi 2-3 mesi, è bene evitare i lavori domestici più pesanti, in cui si sollecita maggiormente l'articolazione. I lavori più leggeri, come spolverare o lavare i piatti, posso svolgersi dopo poco tempo.
Vita sessuale 6-8 settimane dopo l'operazione È meglio aspettare il consulto del medico curante.

DOLORE E STANCHEZZA

Il dolore post-operatorio è uno disturbi che i pazienti temono di più.Tuttavia, esso rappresenta un passaggio obbligato, durante il percorso di guarigione, ed è normale avvertirlo. Se ci si attiene, con scrupolo, ai consigli del medico e dei fisioterapisti, la sensazione dolorosa si esaurisce normalmente in poco tempo.
Un discorso molto simile vale anche per la continua sensazione di stanchezza. Anch'essa non deve preoccupare, in quanto è la naturale conseguenza di un intervento chirurgico, come quello di protesi al ginocchio. La stanchezza comincerà a svanire via via che la ferita e i tessuti muscolo-legamentosi rimarginano.

I CONTROLLI PERIODICI

Il paziente è chiamato al primo controllo post-intervento, presso il proprio medico curante, dopo 6-12 settimane circa. Se la guarigione sta procedendo senza problemi, il secondo controllo è fissato a un anno esatto dal primo.
Se, poi, anche il secondo controllo dà esito positivo, tutti i controlli successivi verranno fissati a 5 anni di distanza l'uno dall'altro. In queste occasioni, oltre a valutare la mobilità articolare, si eseguirà anche un esame ai raggi X, per stabilire lo stato d'usura della protesi.

I MOVIMENTI DA EVITARE

Il periodo post-operatorio è delicato e bisogna curare nei minimi dettagli ogni movimento eseguito, se si vuole recuperare al meglio. Un gesto sbagliato, infatti, può avere effetti deleteri sulla protesi appena impiantata. Ecco, di seguito, i movimenti più pericolosi, che vanno evitati, e alcuni consigli.


Quali sono i movimenti da evitare?
  • Evitare di ruotare il ginocchio
  • Non accavallare le gambe
  • Evitare di comprimere la ferita
  • Non mettere un cuscino sotto il ginocchio, quando si dorme. C'è rischio di una flessione permanente del ginocchio
  • Non inginocchiarsi (è il medico che dirà quando è possibile farlo)
  • Non sedersi su sedie troppo basse

Alcuni consigli

  • Con le stampelle, salire le scale avanzando prima l'arto sano
  • Con le stampelle, scendere le scale avanzando prima l'arto operato
  • Scendere dal letto dalla parte dell'arto operato e a piè pari
  • Entrare e uscire dall'auto a piè pari

LA RIABILITAZIONE

La riabilitazione ha un ruolo fondamentale per recuperare, nei tempi appropriati, una buona mobilità articolare.
Il percorso riabilitativo, che comincia già 24-48 ore dopo l'operazione, consiste in un programma di esercizi da eseguire in palestra. In questa sede, a prendersi cura del paziente, è un fisioterapista, che mostra quali esercitazioni svolgere, correggendone eventuali errori di esecuzione.
Dopo la dimissione, si suggerisce di abbinare la palestra a degli esercizi da praticare a casa (illustrati anche questi dal fisioterapista). I benefici, che se ne possono trarre, sono notevoli.
La riabilitazione è un momento importante, non solo per il recupero fisico, ma anche per quello psicologico. La sensazione di dolore, patita all'inizio del percorso di recupero, può sconfortare il paziente, ma il sostegno, offerto dalle persone attorno a lui, può aiutarlo a superare tali difficoltà.

I benefici e i rischi dell'intervento

La maggior parte delle protesi al ginocchio è impiantata con successo e i benefici, che ne conseguono, sono evidenti. È un intervento abbastanza comune e di routine: si pensi che, tra Inghilterra e Galles, il numero di protesi al ginocchio, applicate ogni anno, è circa 70.000.
Tuttavia, come ogni operazione chirurgica, anche questa può presentare delle complicazioni; trattasi di episodi rari, che colpiscono un paziente operato su 20.

LE COMPLICAZIONI

Le possibili complicazioni sono:

  • Infezioni.
    Caratteristiche: si verificano per la proliferazione di batteri in corrispondenza di dove si è praticata l'incisione. Se non curate, può essere richiesto un intervento di sostituzione della protesi appena impiantata.
    Soluzioni: antibiotici.
  • Perdita di sangue improvvisa all'interno dell'articolazione.
  • Danno a legamenti, vasi sanguigni o nervi dell'articolazione.
  • Trombosi venosa profonda.
    Caratteristiche: a causa dell'immobilità, cui è costretto il paziente nel primo periodo post-operatorio, possono formarsi dei coaguli di sangue (trombi) all'interno delle vene. Questi coaguli ostacolano il normale flusso di sangue, con effetti deleteri (edema polmonare).
    Soluzioni: fare movimento fin dai primi giorni, assumere anticoagulanti e indossare delle speciali calze elastiche.
  • Fratture ossee.
    Caratteristiche: durante alcuni interventi, può capitare che si fratturino le ossa sulle quali si impianta la protesi.
  • Rigidità articolare.
    Caratteristiche: può essere dovuta a un'anomala ricrescita ossea attorno alla protesi oppure a un'eccessiva formazione di tessuto cicatriziale dove è stata praticata l'incisione.
    Soluzioni: la rimozione chirurgica del tessuto osseo o cicatriziale ristabilisce la mobilità articolare.
  • Dislocazione della rotula.
    Soluzioni: intervento chirurgico di correzione.
  • Senso di torpore nell'area operata.
  • Reazioni allergiche a uno dei materiali utilizzati (metallo o cemento).

Di questo elenco, le situazioni più pericolose, per la vita del paziente, sono le infezioni e, soprattutto, le trombosi venose.

COME RICONOSCERE UNA TROMBOSI?

La formazione di un trombo si caratterizza per la comparsa di calore, arrossamento, rigidità articolare o dolore in una delle due gambe (non per forza quella operata).
Se si avverte, invece, dolore ai polmoni e affanno respiratorio, significa che la trombosi sta assumendo i caratteri di un edema polmonare.
In entrambi i casi, bisogna contattare immediatamente il proprio medico curante.

I RISCHI DI UN SECONDO INTERVENTO DI PROTESI

Un secondo intervento di protesi al ginocchio, oltre a essere di difficile esecuzione per i motivi già citati, ha anche una minore efficacia. Pertanto, in questi frangenti, il rapporto rischi/benefici è a favore dei primi.

Le alternative alla protesi

Come si è già detto più volte, la protesi al ginocchio rappresenta uno dei possibili rimedi a un danno articolare.
Altre soluzioni consistono nelle seguenti operazioni:

Sviluppi futuri

La tecnologia medica sta cercando di perfezionare ulteriormente le protesi al ginocchio.
La ricerca si basa su:

  • Miglioramento dei materiali: più forti, più resistenti, non tossici e in grado di garantire la massima mobilità articolare.
  • Scanner più precisi, per studiare l'anatomia del ginocchio. Ciò consentirebbe ai chirurghi di creare protesi su misura ancora più efficaci.
  • Miglioramento della chirurgia computerizzata, per applicare con estrema precisione la protesi al ginocchio.


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