Proteinemia

Generalità

La proteinemia è un parametro ematochimico volto a quantificare le proteine totali presenti nel sangue.

Normalmente, un adulto in buono stato di salute presenta una proteinemia di circa 7 grammi per decilitro di plasma (valori di riferimento 6,4 -8,3 g/dL).proteinemia

Cos'è

  • La proteinemia indica la quantità totale dei vari tipi di proteine presenti nella parte liquida (plasma) del sangue.
  • La concentrazione delle proteine nel sangue è, di solito, relativamente stabile, in quanto riflette un equilibrio tra la perdita delle molecole vecchie e la produzione di quelle nuove.
  • Albumina e globuline rappresentano insieme il 95% circa delle proteine plasmatiche circolanti, che nell'insieme costituiscono il 7% circa del sangue.

Proteinemia: significato biologico

Il sangue è idealmente formato da due componenti: una frazione liquida - che occupa poco più del 50% del suo volume - e una componente cellulare (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).
La frazione liquida del sangue è chiamata plasma ed è formata da sali inorganici, proteine, gas, costituenti organici e soprattutto da acqua. Anche questa componente ematica, al pari di quella cellulare, ricopre funzioni importantissime ed essenziali alla vita. In particolare, il ruolo biologico delle proteine plasmatiche è così riassumibile:

Perché si Misura

La proteinemia è un esame che serve a quantificare le proteine presenti nel sangue. Spesso, questo parametro viene misurato come parte del pannello di analisi eseguite durante i controlli di routine, quindi è frequentemente usato nella valutazione dello stato di salute generale di una persona.
La concentrazione delle proteine nel sangue può fornire informazioni generali circa lo stato nutrizionale, utile, in particolare, quando il paziente ha perso inspiegabilmente peso.
La proteinemia può essere prescritta insieme ad altri esami per capire la causa di un anomalo accumulo di liquidi nei tessuti (edema) e come supporto alla diagnosi di alcune patologie epatiche e renali.

Quando viene prescritto l'esame?

Il medico può prescrivere l'esame come parte di un check-up generale o per indagare l'origine di sintomi sospetti per patologie del fegato, del rene o del midollo osseo, come:

  • Dimagrimento senza motivo apparente;
  • Affaticamento;
  • Ittero (colore giallastro della pelle);
  • Edemi (gonfiori);
  • Gonfiore intorno agli occhi, alla pancia o alle gambe (segni di sindrome nefrosica).

Valori normali

L'intervallo di riferimento per la proteinemia è compreso tra 6,4 e 8,3 g/dL.

Proteinemia Alta - Cause

La proteinemia può aumentare rispetto ai valori considerati normali in presenza di:

  • Eccessiva sintesi di proteine da parte del fegato (emoconcentrazione, alcune malattie autoimmuni ecc.);
  • Disidratazione;
  • Patologie del midollo osseo, come il mieloma multiplo;
  • Stasi venosa durante il prelievo.

Un'alta concentrazione di proteine nel sangue (iperproteinemia) può essere osservata anche nelle malattie infiammatorie croniche e nelle infezioni, come le epatiti virali o l'HIV.

Proteinemia Bassa - Cause

Una bassa concentrazione di proteine nel sangue (ipoproteinemia) può suggerire la presenza di varie malattie.
Proteine plasmatiche, quadri patologiciIn particolare, la proteinemia può diminuire nelle seguenti condizioni:

Bassi livelli di proteine potrebbero dipendere anche da iperidratazione, emorragie ed ustioni.

Come si misura

L'esame della proteinemia viene effettuato su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio o raccolto mediante puntura del dito (bambini e adulti) o del tallone (neonati).

Preparazione

Per la valutazione delle proteine nel sangue, è necessario essere a digiuno da 8-10 ore.
L'applicazione prolungata del laccio emostatico durante il prelievo del campione ematico può portare a un falso rialzo della proteinemia (maggiore rispetto alla quantità reale delle proteine in circolo).

I farmaci che possono influenzare l'esito dell'analisi, riducendo il valore misurato, sono gli estrogeni ed i contraccettivi orali.

Interpretazione dei Risultati

I risultati della proteinemia sono considerati insieme a quelli di altre analisi e forniscono al medico informazioni sullo stato generale di salute del paziente.
Se l'esito è anomalo, è consigliabile sottoporsi a ulteriori esami per identificare la condizione patologica che influenza la concentrazione di proteine nel sangue.

Proteinemia alta o bassa: significato fisio-patologico

Le proteine plasmatiche sono sintetizzate a livello epatico, tranne le γ-globuline (prodotte dai linfociti attivati), gli ormoni e alcuni enzimi.

Il catabolismo delle proteine plasmatiche avviene invece a livello della mucosa intestinale e dell'endotelio capillare, mentre normalmente non si hanno significative perdite a livello urinario.
Per quanto detto, la proteinemia rappresenta un importante indice di funzionalità epatica; infatti, di fronte al riscontro di basse concentrazioni di proteine plasmatiche (ipoproteinemia), il primo pensiero va al fegato, che potrebbe essere incapace di sintetizzarle in quantità adeguate (insufficienza epatica). Tuttavia, non sempre le cause dell'ipoproteinemia risiedono a livello epatico; all'origine di tale condizione possono infatti esservi:

  • Iperidratazione, con aumento della volemia (riduzione proporzionale di tutte le frazioni)
  • Diminuita sintesi per insufficiente apporto alimentare. Es.: per malassorbimento, per epatopatie croniche, malnutrizione, gravi immunodeficienze ecc.
  • Perdita proteica dal rene (sindrome nefrosica), dall'intestino, per emorragie, per neoplasie, per ustioni, etc.
  • Eccessivo catabolismo proteico endogeno (ustioni, ipertiroidismo, neoplasie, sovrallenamento).

Più rare sono le situazioni opposte, caratterizzate da un aumento della proteinemia (iperproteinemia).
Tra i possibili fattori predisponenti ricordiamo:

  • Per disidratazione, emoconcentrazione, stasi venosa durante il prelievo (aumento proporzionale di tutte le frazioni).
  • Aumento delle gamma-globuline (nonostante il calo dell'albumina) in alcune situazioni di cirrosi epatica, malattie autoimmuni etc.
  • Presenza di proteine abnormi (gammopatie policlonali o monoclonali) etc.

Di fronte a valori alterati di proteinemia è importante valutare se l'alterazione interessa tutte le frazioni proteiche o solamente alcune di esse.


Proteina plasmatica valori di riferimento

Possibili cause di valori bassi

Possibili cause di valori alti

Albumina:
3.5-5.0 gr/dl

Digiuno prolungato, dieta povera di proteine, vomito, diarrea, malattie renali o del fegato, malattie febbrili

Disidratazione o vomito

Alfa 1 globuline:
0.1-0.3 gr/dl

Enfisema polmonare, malattie del fegato, malattie renali (sindrome nefrosica), deficit di alfa-1 antitripsina, sclerodermia

Assunzione di contraccettivi orali, malattie infettive o malattie infiammatorie croniche, come lupus eritematoso sistemico e artrite reumatoide, infarto del miocardio o neoplasie

Alfa 2 globuline:
0.6-0.1 gr/dl

Infiammazione articolare, epatite virale, pancreatiti, emolisi

Infezioni acute batteriche, traumi, interventi chirurgici, malfunzionamento renale e del fegato, diabete, infiammazioni acute e croniche

Beta globuline:
0.7-1.2 gr/dl

Malattie congenite che provocano carenza di proteine oppure mal funzionamento dello stomaco o dell'intestino, disordini congeniti della coagulazione, coagulazione intravasale disseminata

Gravidanza, cirrosi epatica, alterazioni della funzionalità renale, terapia con estrogeni, iperlipoproteinemia (ad esempio ipercolesterolemia famigliare)

Gamma globuline: 0.7-1.6 gr/dl.

Malnutrizione, danno renale, ustioni, utilizzo di farmaci immunosoppressori

Epatite cronica autoimmune, epatite acuta virale, cirrosi epatica, infezioni batteriche acute e croniche, assunzione di droghe, mieloma multiplo, malattie epatiche croniche, malattie infiammatorie croniche


NOTA: i valori di riferimento per la proteinemia e gli altri parametri ematochimici possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.




Ultima modifica dell'articolo: 02/11/2017