Proteina C Reattiva

Generalità

La proteina C reattiva (PCR) è un indice d'infiammazione; come tale, le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura.
proteina c reattivaDal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene.

La PCR viene prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. La sua funzione consiste nel legarsi - complessandosi con la fosfatidilcolina - alla parete di molti batteri, favorendone la fagocitosi e la distruzione da parte dei monociti.
L'aumento della proteina C reattiva si verifica in caso di malattie reumatologiche, infezioni batteriche e traumi. Rispetto alla VES (Velocità di Eritrosedimentazione), nel corso di un'infiammazione, la concentrazione di PCR viene modificata molto più rapidamente.
Di recente, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare.

Cos'è

La proteina C reattiva (PCR), sintetizzata dal fegato e dagli adipociti, è una proteina (un'alfaglobulina) che aumenta la sua concentrazione ematica nella fase acuta di varie malattie, nei processi infiammatori e in seguito ad alcune operazioni chirurgiche; dopo un evento acuto, nel giro di poche ore i suoi livelli possono raggiungere valori centinaia di volte superiori rispetto alle condizioni basali.
I livelli di proteina C reattiva aumentano significativamente in risposta ad una grande varietà di situazioni, tra cui - oltre a quelle già ricordate:

In generale, quindi, elevati livelli di proteina C reattiva indicano che l'organismo è sottoposto ad uno stress considerevole, ma non forniscono informazioni utili sull'origine del processo patologico, che dev'essere indagato attraverso altri esami.

Perché si Misura

Il medico prescrive la misurazione della proteina C reattiva (PCR) nel sangue quando sospetta che il paziente abbia un'infiammazione acuta, come un'infezione batterica o fungina, una patologia autoimmune (es. lupus eritematoso sistemico o vasculiti), una malattia infiammatoria intestinale (es. morbo di Chron) o alcune forme di artrite.
Essendo la PCR un marcatore generale d'infiammazione, un eventuale aumento del suo valore deve allertare il medico, che provvederà a prescrivere esami più approfonditi per stabilire una diagnosi.
Il dosaggio della proteina C reattiva viene indicato per:

Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.
La PCR è correlata a un altro esame usato per valutare uno stato infiammatorio: il test della velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES). A differenza di quest'ultimo parametro, però, la proteina C reattiva aumenta e diminuisce più rapidamente.

Quando è utile misurarla?

A causa dell'estrema variabilità delle condizioni a cui si associa, il dosaggio sierico della Proteina C reattiva perde il suo valore diagnostico quando la malattia del paziente non è definita; al contrario, si tratta di un esame molto importante nel monitoraggio di alcune patologie e nella valutazione dell'efficacia dei vari trattamenti terapeutici.

Il riscontro di un diminuito tasso ematico di proteina C reattiva in seguito a trattamento antinfiammatorio, ad esempio, è indice di efficacia del percorso terapeutico.

I livelli di proteina C reattiva non sono specifici per la diagnosi di malattia, ma servono a valutarne la gravità e l'evoluzione quando essa è già stata diagnosticata, a prescrivere esami più approfonditi per indagarne le origini o a valutare l'efficacia della terapia adottata.

Valori normali

La Proteina C reattiva si riscontra frequentemente nel siero di soggetti normali in concentrazioni molto basse, generalmente non superiori a 5-6 mg/L.


Durante i processi infiammatori, il titolo della proteina C reattiva può raggiungere valori molto elevati, fino a 500-1.000 mg/L.


L'aumento sierico della proteina C reattiva contribuisce all'immunità innata o aspecifica, con attivazione dei complementi e accelerazione della fagocitosi; si tratta quindi di un meccanismo messo in atto dall'organismo per difendersi dai sopraccitati eventi morbosi.

Valori di riferimento

Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente.
I seguenti valori di PCR sono indicativi della presenza o meno di un'infiammazione:

  • 0,00 - 0,50 mg/100 ml: assenza di processi infiammatori;
  • 0,50 - 1,00 mg/100 ml: possibilità di processo infiammatorio non acuto;
  • 1,00 - 10,00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto lieve o moderato;
  • oltre 10,00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto ed esteso.

PCR Alta - Cause

I livelli di proteina C reattiva aumentano significativamente in caso di:

PCR Bassa - Cause

Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.
Pertanto, si consiglia sempre di rivolgersi ad un medico, che potrà indicare a quali altri esami sottoporsi per avere una diagnosi precisa.

Come si misura

Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue.

Preparazione

Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.

Quali sono i fattori che possono influenzare l'esito dell'esame?

La concentrazione di PCR può essere aumentata negli stadi più avanzati della gravidanza, così come durante la terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni).
Altri fattori che possono influenzare la proteina C reattiva comprendono:

Interpretazione dei Risultati

In condizioni normali, i livelli della proteina C reattiva nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche migliaia di volte nel giro di poche ore. In questi casi, la crescita di tale parametro è molto rapida e precede il manifestarsi di sintomi indicativi dell'infiammazione, come febbre o dolore.
Il ritorno della PCR a valori normali è altrettanto rapido: non appena l'infiammazione scompare anche la proteina cala. 

Proteina C reattiva, Aterosclerosi e Rischio cardiovascolare

L'infiammazione endoteliale (l'endotelio è un particolare tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico.
In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L. I valori plasmatici di proteina C reattiva non sono dunque importanti soltanto nelle fasi acute di varie condizioni patologiche; anche in una persona sana, la loro determinazione può aiutare a stabilire il rischio cardiovascolare globale.
In definitiva, il dosaggio dei livelli sierici di proteina C reattiva, congiuntamente a quello di altri parametri ematochimici (LDL/HDL, omocisteina, colesterolo totale, APOB/APOA1, e trigliceridi), aiuta ad ottenere un quadro più completo del rischio cardiovascolare, ma non può sostituirsi completamente ad essi (in quanto indice aspecifico dell'infiammazione).
L'utilizzo di statine - farmaci efficaci per ridurre la colesterolemia totale e LDL - promuove una diminuzione dei livelli basali di proteina C reattiva; ciò suggerisce un loro potenziale impiego nel controllo del rischio cardiovascolare in pazienti con elevati livelli basali di PRC.