Pressione bassa

La pressione bassa, o ipotensione che dir si voglia, è una condizione caratterizzata da valori pressori inferiori alla norma. In termini numerici, un individuo soffre di ipotensione quando la sua pressione arteriosa a riposo scende al di sotto dei 90/60 mm Hg.

Pressione bassa
Pressione bassa in gravidanza

Il primo valore, detto pressione arteriosa sistolica (o massima), dipende dalla forza di contrazione cardiaca e dall'elasticità delle pareti arteriose; il secondo, detto pressione arteriosa diastolica (o minima), dipende invece dalle resistenze periferiche.

Seppur meno frequente della più grave e preoccupante ipertensione, la pressione bassa è un disturbo piuttosto diffuso che, specie nella stagione calda, è frequentemente associato a stanchezza generalizzata e capogiri.

In virtù della variabilità individuale, un'ipotensione lieve è generalmente priva di significato clinico. Quando è fisiologica, una pressione arteriosa attorno ai limiti minimi normali, viene addirittura considerata positiva, poiché mette al riparo da diverse malattie cardiovascolari. Questa condizione si registra più frequentemente nelle donne che, rispetto agli uomini di pari età, presentano valori pressori lievemente inferiori. Analogo discorso può essere fatto per gli atleti di endurance che, avendo un letto capillare più esteso dei sedentari, fanno registrare una pressione più bassa a riposo. Anche la gravidanza, a causa dell'importante vasodilatazione indotta dal progesterone, si accompagna ad una diminuzione dei valori pressori. Nelle prime 24 settimane di gestazione, si assiste ad un calo medio della pressione arteriosa sistolica di circa 5-10 punti; più sensibile è invece la diminuzione della pressione minima, che fa registrare un calo medio superiore ai 10 punti.

L'ipotensione assume significato clinico quando si accompagna a segni di sofferenza cerebrale. In base alla loro intensità, possono comparire disturbi leggeri, come il lieve capogiro avvertito nell'alzarsi velocemente da una posizione sdraiata, o manifestazioni più severe, come lo svenimento o sincope. Quest'ultimo evento è un vero e proprio meccanismo di difesa, che l'organismo mette in atto per ripararsi dagli effetti negativi di un eccessivo calo pressorio. Quando un individuo è sdraiato a terra, il sangue incontra infatti meno difficoltà nel suo percorso e raggiunge più facilmente cuore e cervello. Per lo stesso motivo, in attesa dei soccorsi sanitari, una persona colpita da collasso cardiocircolatorio dev'essere messa in posizione supina, con gli arti inferiori sollevati (per facilitare il ritorno venoso) ed il capo iperteso (per evitare il soffocamento). Qualora siano presenti, è inoltre utile allentare lacci e cinture.

Quando l'ipotensione è una caratteristica costituzionale, quindi non patologica, l'organismo riesce a compensare più o meno efficacemente tale situazione, assicurando un adeguato apporto di sangue agli organi vitali ed evitando lo svenimento.

L'ipotensione patologica può essere riscontrata in malattie di varia natura, che possono causare cali pressori improvvisi (acuti) o cronici. Per quanto detto ad inizio articolo, l'ipotensione arteriosa può essere causata dalla diminuzione della gittata cardiaca o da un calo delle resistenze vascolari. A questi due fattori ne va aggiunto un terzo, rappresentato dalla diminuzione del volume plasmatico (ipovolemia). Tale condizione si verifica, per esempio, in caso di copiosa emorragia o disidratazione (diabete, diarrea e vomito protratti, ustioni estese ed eccessiva sudorazione). Anche i diuretici, che non a caso sono utilizzati per curare il disturbo opposto (ipertensione), sono responsabili del calo pressorio. Vi sono poi numerosi altri farmaci, come i beta bloccanti, i narcotici e gli antidepressivi triciclici, in grado di scatenare il medesimo effetto avverso.

All'origine dell'ipotensione possono esservi anche disfunzioni della pompa cardiaca, come aritmie, marcata tachicardia o infarto miocardico acuto.

Altre cause di ipotensione sono le infezioni severe (setticemiche), disfunzioni tiroidee, reazioni allergiche ed anemie (comprese quelle indotte da carenze nutrizionali di folati e vitamina B12).

 

Quando la pressione bassa non è associata a segnali o sintomi particolari, generalmente non richiede cure o trattamenti specifici. Tuttavia, specie nei mesi estivi, può essere d'aiuto aumentare l'apporto idrico e salino nella dieta. In particolare, un pizzico di sale, senza comunque esagerare, e qualche bicchiere di acqua in più, aiutano a prevenire la disidratazione e ad aumentare il volume plasmatico. Anche cacao, caffè e the, pur agendo in modo differente, favoriscono un moderato rialzo pressorio. L'alcol, al contrario, aumenta la disidratazione corporea e favorisce la comparsa di ipotensione.

In caso di vene varicose si consiglia l'utilizzo di calze elastiche graduate che, esercitando una compressione decrescente dal piede verso la coscia, favoriscono il ritorno venoso dagli arti inferiori al cuore.

Infine, chi soffre di pressione bassa dovrebbe evitare pasti troppo abbondanti e passare lentamente dalla posizione sdraiata a quella eretta.



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