Pressione Bassa in Gravidanza

Premessa

La pressione bassa è una condizione in cui i valori di pressione arteriosa a riposo risultano inferiori alla normalità.
In termini numerici, se la pressione arteriosa normale rientra in un range di valori che va da 90/60 mmHg a 129/84 mmHg, chi soffre si ipotensione presenta una pressione arteriosa a riposo inferiore a 90/60 mmHg (N.B: il primo valore è la cosiddetta pressione sistolica o massima, mentre il secondo valore è la cosiddetta pressione diastolica o minima).

NB: la pressione bassa è anche nota con il termine medico "ipotensione".


Grado di severità dell'ipotensione Valori
Ipotensione o pressione bassa di grado lieve  Inferiore a 90/60 mmHg ma superiore a 60/40 mmHg è di grado lieve
Ipotensione o pressione bassa di grado intermedio Inferiore a 60/40 mmHg ma superiore a 50/33 mmHg è di grado intermedio
Ipotensione o pressione bassa di grado severo Inferiore a 50/33 mmHg è di grado severo

Cos'è la pressione bassa in gravidanza?

La pressione bassa in gravidanza è un fenomeno molto comune, che è strettamente dipendente dai caratteristici cambiamenti ormonali di questo particolare periodo della vita di una donna.

Qual è il vero artefice della pressione bassa in gravidanza?

A determinare la pressione bassa in gravidanza è la vasodilatazione periferica, derivante dalla naturale maggior produzione dell'ormone progesterone e avente il compito di garantire al feto l'afflusso di sangue necessario al suo corretto sviluppo. In sostanza, quindi, la pressione bassa in gravidanza è frutto di un meccanismo assolutamente fisiologico, senza il quale non potrebbe avere luogo un adeguato sviluppo fetale.


Per approfondire le funzioni del progesterone durante la gravidanza, leggi: Ormoni e gravidanza


Si ricorda ai lettori che tra i fattori che incidono sulla pressione arteriosa rientrano anche le cosiddette resistenze periferiche, ossia le resistenze opposte alla circolazione sanguigna dallo stato di costrizione dei piccoli vasi arteriosi. Di fronte a un calo di tali resistenze - calo che può capitare a seguito di una vasodilatazione periferica - la pressione arteriosa diminuisce.

Quando ha inizio e quanto grave è il fenomeno della pressione bassa in gravidanza?

Nella gestante, la pressione arteriosa tende a scendere progressivamente fin dalle primissime settimane di gravidanza.
Alla 24esima settimana di gestazione, l'entità del calo pressorio è, secondo le medie statistiche, di circa 5-10 punti, per la pressione arteriosa sistolica, e di poco più di 10 punti, per la pressione arteriosa diastolica. In sostanza, quindi, si tratta quasi sempre di una riduzione della pressione arteriosa di grado lieve.

Fino a quanto dura la pressione bassa in gravidanza?

Nella donna incinta, la pressione bassa è una condizione che, in genere, si mantiene sino al termine del secondo trimestre di gravidanza. Dopodiché, infatti, si concretizzano una graduale risalita dei valori pressori e un loro ritorno, in prossimità del parto, ai livelli pre-gravidici (cioè prima della gravidanza).

Fattori di rischio della pressione bassa in gravidanza

Il calo della pressione arteriosa durante la gravidanza è già di per sé un fenomeno altamente probabile.
Tuttavia, esistono delle circostanze che lo rendono ulteriormente più concretizzabile e che una donna e il suo medico ginecologo devono considerare, al momento di un'eventuale gestazione.
Tra le suddette circostanze, le principali sono:

  • La presenza di un'ipotensione costituzionale, ossia la tendenza ad avere da sempre una pressione bassa di grado lieve;
  • La presenza di malattie ormonali, quali il morbo di Addison o il diabete;
  • La presenza di disturbi cardiaci, quali bradicardia o leggere aritmie;
  • La tendenza a soffrire di anemia;
  • Lo scarso apporto di folati e vitamina B12 attraverso la dieta.

Conseguenze

Se per le donne cronicamente ipertese la pressione bassa in gravidanza può risultare preziosa, per molte donne normotese e per la maggior parte delle donne con sintomi di ipotensione già prima del lieto evento, il calo pressorio associato alla gestazione può essere fonte di problemi.
Tra questi problemi, i più comuni sono: debolezza, vertigini, capogiri, senso di svenimento, visione offuscata, nausea, cefalea e stanchezza.
Una peculiarità dei sintomi che vanno dalla debolezza alla visione offuscata è quella di palesarsi soprattutto durante il passaggio dalla posizione seduta/sdraiata alla posizione eretta.


Curiosità: durante la gravidanza quale altro fenomeno accompagna tipicamente la vasodilatazione periferica?

In gravidanza, la vasodilatazione periferica indotta dal progesterone è associata all'aumento della frequenza e della portata cardiaca.
Assieme, questi tre eventi hanno lo scopo di soddisfare le esigenze ematiche fetali.


Altri sintomi tipici della pressione bassa:

Quali comportamenti possono aggravare i sintomi della pressione bassa in gravidanza?

Una serie di abitudini comportamentali scorrette può aggravare la sintomatologia della pressione bassa in gravidanza.
Tra queste abitudini comportamentali, si segnalano in dettaglio:

  • Alzarsi troppo velocemente dalla posizione seduta o sdraiata.
    Il passaggio repentino dalla posizione seduta/sdraiata a quella eretta comporta, per effetto della forza di gravità, un improvviso richiamo di sangue agli arti inferiori (quindi alle gambe).
    Se, come accade in presenza di ipotensione, il sistema venoso delle gambe è incapace di restituire immediatamente tutto il sangue sequestrato e opporsi così al ristagno ematico a livello degli arti inferiori, si verifica una riduzione inevitabile del ritorno sanguigno al cuore e la conseguente comparsa di debolezza, capogiri, visione offuscata e senso di svenimento.
  • Sdraiarsi in posizione supina (di schiena).
    Specie negli ultimi due trimestri di gravidanza, l'aumento di volume dell'utero può comportare l'occlusione della vena cava inferiore e delle vene pelviche.
    Tale problematica è particolarmente evidente quando la gestante assume o si trova in posizione supina, tanto che circa 1/3 delle donne incinte sviluppa una condizione nota come “sindrome ipotensiva da posizione supina”; la sindrome ipotensiva da posizione supina comprende una vasta gamma di sintomi – tra cui tachicardia, ipotensione, ansia, senso di nausea e capogiri – tutti riconducibili all'assunzione della posizione sdraiata a pancia in su.
  • Non provvedere al giusto apporto di liquidi e/o alimenti.
    L'ipoglicemia e la disidratazione sono due fattori scatenanti e aggravanti la condizione di ipotensione, in quanto comportano un abbassamento del volume totale di sangue circolante nell'organismo (ipovolemia).
    Si ricorda ai lettori che tra le circostanze che influenzano la pressione arteriosa rientra la volemia, ossia il già citato volume totale di sangue circolante nell'organismo.
  • Consumare pasti troppo abbondanti.
    Dopo i pasti, la pressione arteriosa subisce una fisiologica riduzione, complice il maggior afflusso di sangue all'apparato digerente e la minore perfusione ematica agli altri organi del corpo.
    Il consumo di pasti troppo abbondanti accentua la sopraccitata riduzione, in modo particolare nelle persone inclini alla bassa pressione, come per esempio le donne in gravidanza.
  • Assumere bevande alcoliche.
    Oltre ad avere effetti deleteri sullo sviluppo psico-fisico del feto, l'alcol contribuisce ad aggravare l'ipotensione e i disturbi da essa derivanti, a causa del suo noto effetto vasodilatatore.
  • Mantenere a lungo la posizione eretta, specie se statica.
    Il mantenimento statico della posizione eretta per lunghi periodi di tempo comporta, a causa della gravità, il ristagno di sangue negli arti inferiori. Tutto ciò, in una persona che soffre di pressione bassa, ha l'effetto di aggravare i sintomi dell'ipotensione, in quanto manca un adeguato ritorno ematico al cuore.

Altre circostanze che possono aggravare la pressione bassa in gravidanza

Oltre ai comportamenti descritti in precedenza, ad aggravare ulteriormente la pressione bassa in gravidanza possono contribuire:

  • La presenza di anemia sideropenica, ossia la diminuzione patologica dell'emoglobina nel sangue (anemia) dovuta a una carenza di ferro (sideropenica).
    Oltre a essere già di per sé una condizione abbastanza diffusa nella popolazione femminile, l'anemia sideropenica è un'eventualità ancora più concreta per le gestanti, in quanto la gravidanza comporta un aumento del fabbisogno di ferro.
  • L'alta temperatura.
    Il calore favorisce la vasodilatazione periferica e il sequestro di sangue negli arti inferiori, due fattori che, come si è visto in altre circostanze, contribuiscono al calo della pressione arteriosa, specie in persone già inclini al problema (es: le donne incinte).

Complicanze

Se il calo pressorio durante la gravidanza è di grado superiore al lieve – situazione davvero molto rara – aumenta sensibilmente, nella gestante, il rischio di un danno a organi chiave.
Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato che, in siffatti frangenti, sussiste anche una maggiore inclinazione alla gravidanza ectopica.

La pressione bassa in gravidanza è dannosa per il feto?

Finora, nessun medico, ricercatore ecc. ha condotto ricerche adeguate in merito ai precisi effetti sul feto della pressione bassa in gravidanza.
In passato, tuttavia, qualche esperto aveva avanzato l'ipotesi, mai dimostrata in maniera soddisfacente, che il calo pressorio della gestante potesse comportare nei confronti del futuro nascituro: un rischio maggiore di basso peso alla nascita, difficoltà di apprendimento e, addirittura, morte fetale.

Quando rivolgersi immediatamente al medico?

La bassa pressione in gravidanza impone alla gestante interessata di contattare immediatamente il medico curante o di recarsi al più vicino centro ospedaliero, quando è causa di:

Rimedi

Nella maggior parte dei casi, la pressione bassa in gravidanza non necessita di cure e trattamenti specifici (quindi niente farmaci), ma richiede soltanto alcuni accorgimenti, utili a controllare la sintomatologia dell'ipotensione e a impedirle di disturbare eccessivamente la qualità di vita della gestante.
Tra gli accorgimenti in questione, rientrano le contromisure alle abitudini comportamentali e alle circostanze descritte nel capitolo precedente, e altri rimedi.
Nei dettagli, ecco in cosa consistono tali contromisure e rimedi:

  • Passare dalla posizione seduta/sdraiata alla posizione eretta in modo graduale, anziché improvvisamente;
  • Sdraiarsi sul fianco sinistro, anziché di schiena. In tale maniera, si favorisce il ritorno sanguigno al cuore anche in posizione sdraiata. Per rendere la posizione più confortevole, è possibile riporre un cuscino sotto le cosce o lungo la schiena.
    È particolarmente importante attenersi a questa contromisura a partire dalla 16esima settimana di gestazione;
  • Consumare pasti piccoli e frequenti, e assumere generose quantità di liquidi;
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche;
  • Quando è previsto il mantenimento della posizione eretta per lunghi periodi di tempo, stimolare la circolazione sanguigna lungo gli arti inferiori, attraverso il movimento periodico dei muscoli delle gambe. È utile, per esempio, sollevarsi di tanto in tanto sulla punta dei piedi, in quanto questo movimento comporta un'alternarsi di contrazioni e rilassamenti che funge da “effetto pompa” nei confronti del sangue;
  • Evitare il soggiorno in ambienti eccessivamente caldi e umidi;
  • Integrare l'apporto di ferro proveniente dalla dieta attraverso specifici supplementi, secondo quanto prescritto dal medico;
  • Evitare il consumo di caffè, specie alla sera o prima di coricarsi. Il caffè ha effetti ipotensivi;
  • Evitare attività fisiche troppo intense. Dopo lo svolgimento di un'attività fisica vigorosa, la pressione arteriosa tende ad abbassarsi;
  • Indossare calze elastiche compressive. Questo tipo di calze favorisce il ritorno del sangue venoso dagli arti inferiori al cuore e sono un ottimo rimedio contro la pressione bassa in gravidanza e non solo.

Curiosità: come prepararsi alla pressione bassa in gravidanza

Una futura gestante può ridurre l'impatto con la pressione bassa in gravidanza ricorrendo ad alcune strategie, tra cui: provvedere a un'adeguata idratazione, attenersi a una dieta bilanciata, assumere integratori vitaminici e di folati e aggiungere un pizzico di sale in più nella dieta.




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Ultima modifica dell'articolo: 01/09/2017