Pidocchi

<< prima parte

 

DIAGNOSI


Nelle fasi iniziali, la diagnosi di pediculosi si basa sul ritrovamento dei pidocchi, con l'ausilio di una lente di ingrandimento o del microscopio ottico; le piattole, ad esempio, sono immobili e ben adese alla cute in corrispondenza dello sbocco dei follicoli pilo-sebacei. In uno stadio più tardivo, si rendono evidenti le uova, strettamente adese a peli, capelli o vestiario. Si possono altresì notare lesioni da grattamento e - nella pediculosi pubica - le cosiddette macchie cerulee (piccole chiazze di colorito bluastro e di ampiezza variabile che compaiono preferenzialmente nella parte inferiore dell'addome o in quella superiore delle cosce, come risultato dell'accumulo locale di un derivato emoglobinico originatosi dall'azione di un enzima inoculato dal pidocchio durante la suzione). Frequente è anche il riscontro di piccole macchie di sangue o detriti puntiformi e nerastri sulla biancheria intima, residui delle piccole crosticine ematiche o delle deiezioni dei parassiti.

La presenza dei pidocchi va ricercata accuratamente, poiché il loro numero varia da soggetto a soggetto ed in genere è limitato, spesso non superiore alle dieci unità. Per questo motivo è molto importante anche la ricerca delle uova, che sono facilmente identificabili alla luce Wood, sotto la quale assumono un colorito giallo-verdastro brillante.


TERAPIA


Numerosi sono i prodotti ed i trattamenti che, nel corso della storia, si sono rivelati efficaci nella lotta contro i pidocchi. Tra i rimedi naturali utili per debellare quelli del capo, si annoverano apposite lozioni agli oli essenziali (di menta, timo, rosmarino, eucalipto e cannella), da utilizzarsi con particolare prudenza evitando sempre il contatto con gli occhi. Un altro trattamento ancora in voga per allontanare le uova e risparmiare la tosatura radicale, si basa sull'utilizzo di un pettine molto fitto, da passare ripetutamente tra i capelli preventivamente sciacquati con una soluzione di acqua calda e aceto. Assai efficace, ma oggi interdetto, è il DDT, che in passato veniva largamente utilizzato in soluzione al 5% o in polvere.

La distruzione delle uova presenti nella biancheria o negli indumenti è affidata al calore umido o a quello secco; a tale scopo è sufficiente porre gli effetti personali in stufa per almeno tre ore a 75°C, 2 ore a 80°C oppure un'ora a 90°C. In alternativa si può compiere un lavaggio a caldo del vestiario (almeno 55°C), con semplice detersivo, perborato di sodio o appositi detergenti a base di piretrine; lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato anche a pettini e spazzole, che possono essere "sterilizzati" anche immergendoli in alcool per circa un'ora.

Per debellare la pediculosi del capo e del pube, sono state sviluppate apposite lozioni, talchi e shampoo insetticidi a base di antiparassitari (piretrine, permetrina, malathion), da usarsi rispettando scrupolosamente le indicazioni del medico, del farmacista e del foglietto illustrativo. Per alcuni prodotti è necessario ripetere il trattamento dopo un periodo di 7-10 giorni. L'uso di tali presidi a scopo preventivo è in genere sconsigliato, a causa della loro - seppur modesta - tossicità e per la scarsa efficacia. In genere, sono controindicati in gravidanza e al di sotto dei due anni, e non vanno applicati sulle abrasioni cutanee da grattamento. E' molto importante associare tali prodotti alla rimozione delle lendini e sottoporre tutti i familiari, i partner sessuali e le persone venute in contatto con la persona infestata da pidocchi, ad un controllo accurato per escludere il passaggio del parassita.


 
Ultima modifica dell'articolo: 20/11/2013