Piastrine Alte - Trombocitosi

Generalità

Le piastrine alte circolanti nel sangue sono un indice di trombocitosi (nota anche come piastrinosi o trombocitemia).

Piastrine Alte

Il riscontro di quest'alterazione può segnalare la presenza di una grandissima varietà di condizioni fisiologiche o patologiche. Le cause più frequenti comprendono malattie ematologiche, infiammazioni, sforzi fisici intensi, carenza di ferro, infezioni e tumori.

Le piastrine alte nel sangue sono riscontrate nel corso di un esame emocromocitometrico (o emocromo), effettuato per un controllo occasionale o per la comparsa di sintomi associati ad un evento trombotico o emorragico.

Oltre a stabilire uno stato di trombocitosi, quest'analisi del sangue può aiutare a diagnosticare una serie di condizioni associate ad un numero di piastrine alto, come nel caso, ad esempio, di patologie del midollo osseo o disordini dell'emostasi.

Le piastrine alte possono aumentare il rischio di complicanze trombotiche, specialmente quando quest'alterazione è cronica.

Cosa sono

Fisiologicamente, in un microlitro di sangue che circola nel corpo sono presenti dalle 150.000 alle 450.000 piastrine. In alcune condizioni, tuttavia, questo valore può aumentare oltre la soglia massima di riferimento: si parla, allora, di piastrine alte.  

Da ricordare! Le piastrine alte definiscono una condizione chiamata piastrinosi, trombocitosi o trombocitemia.

Nella maggior parte dei casi, l'aumento dei livelli di piastrine nel sangue dipende dalla presenza nell'organismo di uno stimolo (transitorio o cronico) che induce il midollo osseo ad incrementare la produzione di questi elementi.

Piastrine: breve premessa

  • Cosa sono - Le piastrine (o trombociti) sono piccoli elementi corpuscolati del sangue, privi di nucleo. Esse sono prodotte dal midollo osseo, a partire da precursori chiamati megacariociti, che derivano dalle cellule staminali emopoietiche.
  • Qual è la loro funzione – Una volta rilasciate nel circolo sanguigno, le piastrine svolgono un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione e nella regolazione dell'emostasi (ossia nel blocco delle emorragie, che fanno seguito ad una qualunque lesione). Quando si verifica un danno ai vasi sanguigni o ai tessuti ed inizia la perdita ematica, esse aderiscono e si aggregano tra loro a formando una sorta di tappo, che rimane nella zona, finché il danno non è risolto. Al contempo, le piastrine rilasciano sostanze chimiche che stimolano l'intervento di altri fattori della coagulazione.
  • Quanto rimangono in circolo - La vita media delle piastrine è di 8-10 giorni; il midollo osseo deve produrre continuamente nuovi elementi per rimpiazzare quelli degradati, consumati e/o persi durante il sanguinamento. Un eccessivo abbassamento del livello di trombociti aumenta il rischio di incorrere in emorragie, mentre un aumento di queste cellule incrementa, al contrario, la predisposizione alla trombosi correlata alla formazione di aggregati piastrinici.

Perché si Misurano

Le piastrine alte nel sangue sono riscontrate nel corso di un esame emocromocitometrico (o emocromo), effettuato nell'ambito di un controllo generale dello stato di salute del paziente o dopo la comparsa di sintomi associati ad un evento trombotico o emorragico.

La presenza di una conta piastrinica superiore ai valori fisiologici deve essere confermata con emocromi successivi, ripetuti a distanza di alcune settimane o mesi, per escludere una forma transitoria di trombocitosi.

Nel caso in cui le piastrine siano persistentemente alte, verranno suggeriti dall'ematologo ulteriori esami per approfondire la situazione e confermare il sospetto diagnostico.

Parametri piastrinici

Il numero totale di piastrine per volume di sangue (PLT) è un parametro determinato per un controllo generico dello stato di salute. In un individuo adulto, in buono stato di salute, questo valore si aggira tra le 150.000 e le 450.000 unità per microlitro di sangue. Elevate concentrazioni ematiche di piastrine sono un indice di trombocitosi (o piastrinosi).

Contemporaneamente, possono essere misurati altri parametri piastrinici, come:

  • Volume medio (MPV, acronimo di "Mean platelet volume"): indica quanto grandi sono mediamente le piastrine presenti nel sangue del paziente. Questo calcolo è effettuato da uno strumento automatizzato e, se relazionato alla conta piastrinica (PLT), può dare un'idea del grado di efficienza dei meccanismi di coagulazione del sangue;
  • Ampiezza di distribuzione (PDW, acronimo di "Platelet Distribution Width"): esprime il grado di variabilità delle dimensioni delle piastrine.
  • Conta delle piastrine (PCT): comunemente noto come piastrinocrito, è un parametro analogo all'ematocrito. Tale valore, espresso in percentuale, indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine ed il volume totale del sangue. L'intervallo di riferimento è compreso tra 0,20 e 0,36%.

Quando viene prescritto l'esame?

L'analisi dei parametri piastrinici viene indicata dal medico quando il paziente manifesta una serie di sintomi attribuibili alla presenza di piastrine alte nel sangue, come tendenze trombotiche (mal di testa, vertigini, attacchi ischemici transitori ecc.) o, viceversa, emorragiche (predisposizione alla formazione di ecchimosi, epistassi o sanguinamenti del tratto gastro-intestinale).

Nella maggior parte dei casi, però, le piastrine alte sono riscontrate in maniera casuale o con un'analisi del sangue eseguita per altri motivi.

L'esame emocromocitometrico può essere usato anche per monitorare i pazienti con disordini piastrinici noti o in trattamento per tali alterazioni, allo scopo di verificarne l'efficacia.

Esami associati

L'esame dei parametri piastrinici può essere effettuato insieme ad uno o più test di funzionalità e/o ad altre analisi per la valutazione della coagulazione, come PT (Tempo di protrombina) e PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale). Talvolta, durante il monitoraggio di una malattia nota, può essere eseguito uno striscio di sangue, per esaminare le piastrine al microscopio ottico. Questo dovrebbe essere di supporto nel determinare, ad esempio, se i trombociti si sono aggregati durante l'esecuzione del test.

Per identificare le possibili cause delle piastrine alte, potrebbero essere necessarie altre indagini, come una biopsia midollare o gli esami radiologici.

Valori normali

In condizioni fisiologiche, la quantità di piastrine nel sangue viene mantenuta in uno stato di equilibrio mediante rigenerazione ed eliminazione. La conta piastrinica è normalmente compresa tra 150.000 e 450.000 unità per µl di sangue.

Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

Variazioni fisiologiche delle piastrine

Le piastrine alte si possono riscontrare anche in certi stati fisiopatologici, come:

  • Esercizio fisico intenso e prolungato;
  • Ovulazione;
  • Gravidanza e puerperio;
  • Stress post-operatorio o post-partum;
  • Forte spavento;
  • Assunzione di farmaci adrenergici.

Le piastrine alte possono dipendere anche da una predisposizione costituzionale o dal soggiorno ad altitudini elevate.

Piastrine Alte – Cause

Le condizioni che si possono associare alle piastrine alte sono eterogenee e numerose. Sul piano fisiopatologico, le cause della trombocitosi si possono raggruppare in due categorie:

  • Primarie;
  • Secondarie.

Trombocitosi primaria (o essenziale)

Le produzione eccessiva di piastrine può dipendere da un malfunzionamento del midollo osseo causato da alterazioni clonali della cellula staminale ematopoietica o da disfunzioni del fattore ormonale stimolante la piastrinopoiesi, detto trombopoietina (TPO).

Questa condizione si riscontra soprattutto nelle sindromi mieloproliferative, come:

Trombocitosi secondarie (o reattive)

Nella maggior parte dei casi, le piastrine alte hanno un significato reattivo, cioè sono causate da condizioni patologiche sottostanti, che determinano uno stimolo alla sintesi di trombociti nel midollo osseo (megacariocitopoiesi midollare).

L'aumento del numero di piastrine circolanti rispetto al tasso normale può dipendere da:

Le piastrine alte si possono osservare in corso di alcune malattie del sangue, come:

  • Linfomi;
  • Anemie emolitica;
  • Anemia da carenza di ferro (o sideropenica).

Come si misurano

Per la valutazione delle piastrine alte, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico completo (emocromo). Al paziente viene prelevato, quindi, un campione di sangue da una vena del braccio, al mattino ed a digiuno, in corrispondenza della piega del gomito.

I parametri piastrinici sono calcolati mediante uno strumento automatizzato per l'analisi emocitometrica. In alcune patologie, le piastrine alte possono ammassarsi tra loro ed apparire falsamente basse nel numero e/o di elevata grandezza, perciò è necessario eseguire anche uno striscio di sangue per l'osservazione diretta delle cellule al microscopio ottico.

Preparazione

Per sottoposi al prelievo di sangue utile all'esame dei parametri piastrinici, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.

Interpretazione dei Risultati

Le piastrine alte costituiscono il carattere dominante del quadro clinico di alcune malattie del midollo osseo, quali:

  • Leucemia mieloide;
  • Trombocitemia essenziale;
  • Policitemia vera.

La trombocitosi secondaria accompagna, invece, altre patologie, come malattie infettive, tumori e disordini infiammatori (es. artrite reumatoide, enteropatie, collagenopatie, vasculiti ecc.).

Altre cause delle piastrine alte comprendono fratture ossee, emorragie acute da traumi, infarti d'organo e varie patologie ematologiche (tra cui l'anemia sideropenica). Anche certi interventi chirurgici possono concorrere all'instaurarsi di una piastrinosi secondaria: succede, ad esempio, nel caso dell'asportazione della milza (splenectomia), l'organo deputato alla distruzione delle piastrine.

La trombocitosi si può riscontrare, inoltre, in certi stati fisiopatologici, come ipossia, esercizio fisico intenso, stress post-operatorio, gravidanza e puerperio.

Rischi e possibili conseguenze

Le trombocitosi secondarie transitorie non predispongono, in genere, il paziente a nessuna conseguenza specifica. Quando il numero delle piastrine è molto elevato o la piastrinosi è cronica, invece, aumenta il rischio di sviluppare complicanze trombotiche. A causa delle piastrine alte circolanti, infatti, si può assistere a fenomeni coagulativi per la maggiore dell'aggregabilità delle stesse.

I trombi rappresentano l'esasperazione patologica della normale coagulazione del sangue; questi possono causare l'occlusione di un vaso sanguigno, determinando una trombosi.

In caso di trombocitosi primarie, si assiste ad un aumento del rischio sia di trombosi, che di eventi emorragici.

Nella maggior parte dei casi, trattando la causa all'origine delle piastrine alte, i valori rientrano lentamente nei range di normalità. Nelle trombocitosi primitiva, invece, si rende necessario il ricorso a farmaci citotossici e/o chemioterapici, al fine di ridurre la sintesi di piastrine a livello midollare.

Ultima modifica dell'articolo: 14/03/2018

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