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      Ultima modifica: 23/11/2011

Peptide C

Il peptide C è una molecola di 31 amminoacidi rilasciata durante la maturazione della pro-insulina in insulina. Quest'ormone proteico, infatti, non viene prodotto come tale, bensì in una forma preocorritrice chiamata pre-proinsulina; una volta sintetizzata nel reticolo endoplasmatico rugoso delle cellule βeta pancreatiche, la pre-proinsulina subisce alcune reazioni enzimatiche che la trasformano in proinsulina. Sempre per intervento di alcuni enzimi, all'interno dei granuli secretori, la proinsulina si trasforma in insulina definitiva tramite allontanamento di un peptide, il cosiddetto peptide di coniugazione o peptide C. Dopo il taglio proteolitico le due subunità residue (A e B) rimangono unite per interazione chimica di alcuni amminoacidi; origina così l'insulina, un ormone notoriamente essenziale per la regolazione della glicemia. Pur non agendo in tal senso, il peptide C non è un qualcosa di completamente superfluo, ma espleta alcune importanti funzioni biologiche (aumenta il rilascio di ossido nitrico, interviene nella riparazione della tonaca muscolare delle arterie e protegge l'organismo contro alcune malattie tipicamente associate al diabete). Viene metabolizzato a livello renale e può essere dosato anche nelle urine.

Peptide CNOTA BENE: con ogni molecola di insulina viene messa in circolo anche una molecola di peptide C.

Peptide C ed esami del sangue

Per quanto esposto, l'insulina ed il peptide C vengono secreti in quantità equimolari, ma nonostante ciò, in virtù della maggiore emivita, la concentrazione plasmatica di Peptide C è superiore. Anche se il rapporto non è equitario, le concentrazioni ematiche di questa molecola riflettono comunque la sintesi endogena di insulina; pertanto, se i livelli ematici di peptide C sono bassi presumibilmente anche la sintesi di insulina è scarsa. Nelle persone diabetiche dovremmo quindi aspettarci bassi livelli di peptide C; in realtà molto spesso è vero l'opposto. Ricordiamo infatti che negli stadi precoci del diabete di tipo II l'insulina è normalmente aumentata (iperinsulinemia) e con essa i livelli di peptide C. Questo perché in tali situazioni più che mancare l'insulina in sé, viene meno la sensibilità delle cellule alla sua azione; si parla, non a caso, di insulino-resistenza. Solo in una fase tardiva, il sovraccarico cronico del pancreas - intento a secernere maggiori quantità di insulina per compensare la scarsa risposta cellulare - porta ad un lento declino funzionale delle cellule β pancreatiche, con diminuzione dell'insulinemia. A questa forma diabetica tipica dell'età senile si contrappone il cosiddetto diabete mellito di tipo I, caratteristico della giovinezza e causato da un importante difetto di secrezione d'insulina conseguente ad un attacco immunitario contro le cellule β pancreatiche. Per quanto detto:

nei pazienti con diabete di tipo I i livelli di peptide C nel sangue e nelle urine sono molto bassi (parallelamente a quelli di insulina, che dev'essere somministrata dall'esterno);

nei pazienti con diabete di tipo II i livelli di peptide C sono spesso normali o superiori alla norma. La stessa situazione si verifica nelle persone in cui i valori di glicemia sono elevati ma non ancora tali da parlare di diabete manifesto (si preferisce parlare di insulino-resistenza).

Nei pazienti insulinodipendenti, il dosaggio ematico del peptide C permette di valutare quanta insulina viene prodotta dall'organismo, dal momento che quella esogena (iniettata) è priva del peptide di coniugazione. Per lo stesso motivo, se la concentrazione di glucosio nel sangue è bassa (ipoglicemia), così come i livelli di peptide C, allora tale condizione è stata presumibilmente generata da una dose eccessiva di insulina (ipoglicemia factitia con iperinsulinemia) o di ipoglicemizzanti orali (ipoglicemia factitia con ipoinsulinemia).

Monitorando nel tempo i livelli di peptide C, il medico ha la possibilità di stabilire con esattezza l'andamento e l'utilizzo della secrezione residua delle cellule β.

Infine, il dosaggio ematico di peptide C - valutato anche dopo iniezione di i glucagone - è utile nella diagnosi di insulinoma, un tumore che colpisce le cellule β pancreatiche provocando iperinsulinemia associata ad ipoglicemia e ad elevati livelli di peptide C nel sangue (anche dopo iniezione di glucagone).

 

GLICEMIA PETIDE-C POSSIBILE CAUSA
Alta Alto Diabete di tipo II, diabete gestazionale, pre-diabete, insulino resistenza (spesso conseguente a sindrome dell'ovaio policstico, sindrome di Cushing ed obesità).
Bassa Alto Insulinoma, eccessivo utilizzo di ipoglicemizzanti orali, come sulfaniluree e meglitinidi.
Alta Basso Diabete mellito di tipo I, diabete di tipo II in fase avanzata.
Bassa Basso Malattie epatiche, infezioni severe, morbo di Addison, iniezione di una dose eccessiva di insulina.

 

PEPTIDE C (digiuno, valori di riferimento) GLICEMIA (digiuno, valori di riferimento)

0.78-1.89 ng/mL

0.26-0.62 nmol/L

Variabili da laboratorio a laboratorio

NORMALE <100 mg/dl < 5.5 mmol/L
Alterata (IFG) 100-125 mg/dl 5.5 - 7.0 mmol/L
Diabete >126 mg/dl > 7.0 mmol/L

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